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Intervento di Franco Albertoni, Presidente di Aem Cremona SpA
Cremona: verso il piano strategico della città - Venerdì 9 marzo 2007 Un fattore di convinzione personale, che viene ancora oggi ribadito: della necessità che tutti gli attori di realtà di modeste dimensioni non possono non essere tutti coinvolti all'interno di partite che vedono in gioco il futuro delle comunità, perché è già stato oggetto anche di un convegno interessante che c'è stato a Cremona, si vince o si perde tutti. Non è che possa pensare ognuno di essere autosufficiente. Poi dopo tornerò anche su questo aspetto. L'altro elemento di convinzione è ovviamente una necessità di tipo giuridico l'azionista unico di Aem Cremona è il Comune di Cremona, quindi è ovvio che una convinzione dell'azionista deve essere interpretata dagli amministratori che ne gestiscono l'azienda. Ma, al di là di questo, che serviva così anche per alleggerire un attimo la mia introduzione, c'è un aspetto anche legato all'azienda stessa, legato alla consapevolezza che un'azienda di 400 dipendenti che ha avuto una storia che è iniziata nel 1915 a Cremona, fornire dei servizi e gestire la fabbrica del ghiaccio, che poi progressivamente ha saputo nel tempo modulare quella che era la sua proposta di servizio, si è dotata di una struttura, di una infrastruttura, di occupazione di personale, di risorse, di competenze che se non inserite all'interno di un circuito virtuoso di valorizzazione di tutti questi elementi, rischiano veramente di pregiudicarne la prospettiva. Ormai il momento in cui ci troviamo non è più quello del monopolio, di questo vi è piena consapevolezza non da oggi, all'interno dell'azienda. Gli sforzi sono stati rivolti proprio nel cercare di dare efficienza, recuperare capacità di produzione di qualità e razionalizzazione delle risorse. Per fare questo però non basta l'efficientamento interno, è necessario trovare un coinvolgimento all'interno di tutte le filiere di intervento che possono creare valore, che è un valore economico ma che è anche un valore di prospettiva, un valore di relazione, un valore di fidelizzazione con il territorio. Nel tempo l'azienda ha saputo, l'Aem Cremona, cercare di anticipare anche dei bisogni, costruendosi per questo, penso e ritengo di poter affermare senza smentita, un ruolo all'interno della città. Il Sindaco citava 4 esempi, 4 obbiettivi che stanno alla base di questo Piano strategico: capacità di fare sistema, innovazione, infrastrutture, qualità dei servizi pubblici locali. Ecco, sono i 4 obbiettivi sui quali, andando a vedere ognuno di questi, Aem negli anni ha cercato, con le sue risorse, con le sue capacità e con le sue competenze, di riuscire a mettere in campo qualche cosa di positivo. L'innovazione. L'innovazione a Cremona ha voluto dire anticipare rispetto alla realtà di dimensioni ben più significative, una infrastrutturazione tecnologica che oggi la mette in condizione di avere un'autostrada informatica. Magari abbiamo qualche problema per quanto riguarda la difficoltà nel realizzare degli assi viari tradizionali, ma dal punto di vista della dotazione infrastrutturale, sicuramente Cremona non è seconda a nessuna città d'Italia. Su questo magari vi è una carenza di consapevolezza del territorio, di queste risorse di queste possibilità che possano generare occasione di lavoro, occasione di reddito, occasione di valorizzazione anche dell'area e degli edifici che insistono nel nostro territorio. E questo è un esempio, poi non voglio entrare nel dettaglio di altre attività che sono state svolte. Però è un esempio che dimostra come il solo fatto della realizzazione di una infrastruttura o la sola fornitura di un servizio da sola non riesce a produrre valore aggiunto, se non in maniera marginale. C'è bisogno di inserire questa azione all'interno di una logica più complessiva, di una consapevolezza e di un utilizzo del territorio di questa risorsa all'interno dei suoi valori fondanti, perché su questo si riescono ad attrarre nuove risorse, si riesce a creare un'appetibilità sul territorio, si riesce a creare, a migliorare le condizioni di vita e di lavoro per chi sul nostro territorio vuole venire. Ovviamente sarebbe stato sciocco se questa esperienza fosse stata limitata solo alla città di Cremona e qua vengo al discorso del sistema. Cremona è una piccola città, Cremona è sovradimensionata dal punto di vista strutturale, sia in termini di tecnologie e di reti, in termini di organizzazione del servizio rispetto alla sua dimensione demografica, è indispensabile per Cremona, per l'Azienda, ma io dico per il territorio cremonese che si crei un sistema complessivo anche tra le altre multiutilities locali, con gli altri territori. Cremona città, Cremona e il suo circondario debbono necessariamente programmare; anche su questo fortunatamente alcuni esempi ci sono già confermati e quindi penso che rendano anche credibili le azioni che sono indicate all'interno del progetto. Sistema di trattamento delle acque, che vede coinvolti tutti i Comuni del circondario cremonese, in alcuni casi anche la fornitura di acqua potabile, tra l'altro penso una delle poche città in Italia che abbia il ciclo idrico veramente integrato con al suo interno anche il riutilizzo in sito delle acque che sono state depurate. Quindi un virtuosismo importante che deve essere valorizzato e deve vedere tutti i Comuni del circondario consapevoli di questa situazione, ma anche dal punto di vista della tecnologia. Il fatto che Aem, tramite la sua partecipata Aem.com, abbia supportato il progetto dell'Amministrazione Provinciale insieme alle altre 2 multiutilities locali per cercare di portare sull'intero territorio provinciale la possibilità della connessione a banda larga, e quindi di favorire l'accesso a questa autostrada e quindi di aumentare la possibilità di fare sistema e la possibilità di uscire dal nostro territorio, quindi di essere elemento catalizzatore anche per altre realtà, quindi un sistema locale, provinciale, ma anche un sistema che vada al di là del territorio provinciale; la creazione di Linea Group sulla quale chi mi ha preceduto all'interno dell'azienda ha lavorato in maniera forte e con convinzione e di cui oggi ne è Presidente - che è Giuseppe Tiranti - ha permesso finalmente di mettere la nostra azienda in rete, quindi il nostro territorio, con altri territori che sono quelli del Bresciano - Bergamasco, del Pavese e del Lodigiano, con possibilità ovviamente di andare a incrementare questa relazione e per andare a valorizzare all'interno di un sistema più vasto, quelle competenze e quella possibilità di entrare in un mercato competitivo di cui l'azienda cremonese ne è pienamente consapevole, doversi cimentare in maniera virtuosa. Il Sole 24 Ore il 5 marzo diceva: "Il potenziamento e il miglioramento dei servizi ad opera degli enti locali e lo sviluppo della concorrenza rappresentano esattamente le 2 facce della modernizzazione da fare avanzare al centro come in periferia". Io sono pienamente convinto che sia un obbiettivo importante questo: il discorso della qualità e dell'efficienza dei servizi pubblici locali, anche alcune forme promiscue tra quella che è la gestione diretta piuttosto che la gestione di libero mercato, se inseriti all'interno di un progetto di utilità complessiva per il territorio, possono creare un valore aggiunto. E' ovvio che non ci deve essere, diciamo, un estremismo di interpretazione nell'uno e nell'altro modo, e penso che su questo ci si debba intendere e su questo si debbano orientare anche le attenzioni amministrative di tutti gli attori che sono presenti sul territorio. Noi non dobbiamo necessariamente tendere ad un modello; noi dobbiamo far sì che qualsiasi modello che noi riusciamo a adottare nel nostro territorio per quanto riguarda la gestione degli attuali servizi pubblici locali o quelli nuovi che dovremo mettere in campo, perché dobbiamo metterci anche in testa che non abbiamo raggiunto la soddisfazione totale. Ci sono nuovi bisogni che vengono e che dobbiamo sapere anticipare, dobbiamo farlo cercando di utilizzare al meglio le possibilità che ci sono date, facendo prevalere il risultato sopra ogni altro elemento e quindi in questo modo recheremmo utilità al cittadino, recheremmo utilità alle aziende e contemporaneamente garantiremmo all'azienda, perché anche di questo ovviamente mi devo preoccupare, una prospettiva di fidelizzazione forte con il territorio perché quell'elemento di sponsor che prima veniva citato da Saradini - effettivamente Aem io a volte la definisco il cuore pulsante della città - è lo sponsor di questo territorio, ma al tempo stesso Aem senza il territorio, senza i cittadini, senza gli utenti di fatto non ha ragione di esistere. Quindi c'è questa partnership indiretta che deve essere continuamente preservata. Voglio chiudere perché mi ha raccomandato Saradini, conoscendomi, di essere stretto, rimandandovi alle schede che sono contenute all'interno della bozza che è stata distribuita degli elementi specifici. Mi voglio però soffermare su un aspetto che caratterizzerà fortemente Aem e Linea Group nel prossimo futuro. Voi avrete visto, avrete letto, noi siamo in procinto di costruire una nuova sede per unificare e completare l'accentramento di tutti i servizi relativi ad Aem all'interno del Centro servizi di via Postumia, e a seguito del concorso di progettazione che abbiamo attivato, abbiamo individuato una soluzione progettuale per la quale da quel momento non stiamo più ragionando di costruire la nuova sede. Abbiamo visto in Consiglio di Amministrazione che di fatto si è iniziato un nuovo processo industriale per Aem, nel senso che la prospettiva di visione per quanto riguarda le questioni energetiche non sono più solo quelle di fornitore di energia, ma sono quelle di attivare un filone di gestione della risorsa energetica nell'ambito delle costruzioni e quindi vuol dire nell'ambito domestico ma anche nell'ambito delle costruzioni industriali. Quindi approcciarci come soggetto in grado di accompagnare, di condividere anche con operatori privati, domestici, piuttosto che aziende, la possibilità di sperimentare nuove forme sia per quanto riguarda la costruzione, diciamo il risparmio energetico mediante l'adozione di tipologie costruttive innovative, ma anche favorire sul nostro territorio investimenti, trovando anche delle forme di coinvolgimento pubblico-privato o anche di facilitatori delle iniziative prettamente private sulle energie rinnovabili. Energie rinnovabili che vedono oggi una grande attenzione da parte della legislazione, da parte dell'opinione pubblica che rendono difficile investimenti sul nostro territorio di livello industriale perché ancora bisogna lavorare, ma ancora dobbiamo riconoscere che il punto critico è la disponibilità di materia prima quando parliamo di biomasse in maniera seria, quando ci approcciamo a questi progetti. Ma abbiamo altre soluzioni che sono soprattutto l'aspetto dei pannelli solari, fotovoltaici ed altro, che possono vedere cittadini che magari nelle loro case, nelle loro abitazioni, per la tipologia di abitazione che hanno, non possono investire quanto vorrebbero, Aem può essere un tramite che mette a disposizione spazi, competenze, capacità di coordinare delle risorse e quindi anche qui arrivare ad un parco tecnologico delle energie rinnovabili che potrebbe essere per Cremona effettivamente un'innovazione forte che vede un valore aggiunto trasferito direttamente ai cittadini. Quindi un filone sulle quale, da questa platea ovviamente, lancio uno spunto e una richiesta di interesse che ovviamente auspichiamo di vederci ritornato, sia per quanto riguarda i cittadini ma anche per quanto riguarda il mondo produttivo. Mi fermo qui se no vengo sgridato, quindi il messaggio finale è: Aem c'è, Aem con convinzione è consapevole che deve ancora oggi, ancora una volta dopo i vari passaggi che ci sono stati nel tempo rimodulare il suo approccio alla città, non è più solo un fornitore di servizi ma è un partner per quanto riguarda le condizioni di vita e di produzione di reddito per i soggetti che insistono su questo territorio. Grazie. |