Autorità, gentili ospiti, illustri relatori, signore e signori, nel porgere a tutti voi il saluto mio personale e dell'intera Amministrazione, ritengo doveroso esprimere innanzitutto l'apprezzamento più sincero per tutti coloro che, in vario modo, si sono adoperati per la realizzazione di questo importante appuntamento che vede, tra l'altro, il confronto tra realtà economiche diverse presenti sul nostro territorio.
Sincero apprezzamento rivolgo a tutti gli assessori coinvolti in prima persona in questa iniziativa, in particolar modo all'Assessore allo Sviluppo Economico Lorenzo Saradini che ha avuto il compito di coordinare, con i suoi più stretti collaboratori, questo progetto tanto impegnativo quanto stimolante per il carattere che riveste.
Il convegno di oggi costituisce un momento di notevole rilevanza, teso a rappresentare gli sforzi intrapresi dal Comune di Cremona, con la collaborazione e l'assistenza del CENSIS, per elaborare un primo documento di analisi, che traccia le possibili linee strategiche del piano strategico, mettendo a sistema le progettualità censite.
Naturalmente si è proceduto in piena sintonia e in modo coordinato con i tavoli dell'Accordo quadro di sviluppo territoriale e del Patto per lo sviluppo, nella consapevolezza di tutti gli Enti interessati che questo tipo di sinergia costituisce un importante valore aggiunto, che può potenziare l'efficacia dei singoli strumenti.
In attuazione di un preciso impegno contenuto nel programma amministrativo, abbiamo deciso di intraprendere il percorso della pianificazione strategica, avviando uno studio di fattibilità diretto a verificare, anche attraverso una valutazione di costi e benefici, se l'introduzione del piano strategico può risultare effettivamente utile per promuovere e favorire lo sviluppo socio-economico del territorio, e se vi è interesse da parte degli altri attori locali, la cui condivisione rappresenta un elemento imprescindibile per il buon esito dell'iniziativa, stante il carattere fortemente partecipativo di questo innovativo strumento di programmazione.
Con il convegno di oggi vogliamo chiamare la nostra comunità, i suoi gruppi dirigenti, il suo tessuto sociale e culturale a ragionare attorno ad un tema di grande interesse: quale destino economico, culturale e sociale per il futuro di Cremona?
Il Piano Strategico che ci avviamo a costruire è innanzitutto un processo di "governance" che vuole mettere insieme i vari soggetti, selezionare obiettivi di governo, avviare processi concertati di trasformazione territoriale e che punta a mobilitare investitori economici in un quadro di competitività tra sistemi territoriali, anche a livello internazionale.
Vogliamo ragionare delle sfide decisive che ci pone il futuro, facendo leva su quattro elementi di fondo: la capacità di fare sistema, l'innovazione, le infrastrutture, la qualità dei servizi pubblici locali.
Sono obiettivi importanti, che saranno realizzati se la nostra comunità saprà individuare una visione condivisa del futuro della città e del suo territorio, di lungo periodo e di area vasta.
Vogliamo costruire, insomma, la Cremona dei prossimi decenni.
Ci dovranno guidare, evidentemente, gli indicatori economico-sociali dello sviluppo, che vogliamo non solo sostenibile sul piano ambientale, ma gradevole ed accogliente sul piano della convivenza umana e di rapporti sociali e culturali sempre più basati sulla "fiducia reciproca".
Cremona nei prossimi anni cambierà, si innoverà, sapendo mantenere, nel contempo, la propria caratteristica di fondo: di città nella quale vivere, crescere, condividere è meno complicato, più alla portata, più a misura d'uomo.
Il Piano Strategico per Cremona ed il suo territorio è quindi innanzitutto un processo che "mette in rete" attori e politiche, interessi ed obiettivi, per individuare e perseguire una visione condivisa del futuro della città. Una visione di sviluppo che sappia avviare processi concertati di trasformazione del territorio nel periodo medio-lungo e che sia in grado di mobilitare investimenti pubblici e privati.
L'iniziativa del piano strategico, in tutte le città che lo hanno adottato, è stata assunta dal Comune, in virtù del ruolo che istituzionalmente gli compete, ma ha funzionato bene solo dove è stato recepito ed applicato come patrimonio comune di tutti i soggetti che operano nel contesto cittadino.
Il Comune svolge un ruolo di promotore, proponendo e avviando il processo, favorendo il coinvolgimento degli altri attori e creando reti di relazione sistematiche e integrate; di facilitatore, mobilitando le competenze specialistiche necessarie nelle diverse fasi della pianificazione strategica; di coordinatore, curando l'aspetto dell'organizzazione operativa e della gestione dell'intero processo.
Ma l'obiettivo principale del Piano è quello di costruire in modo condiviso il futuro della città. Pertanto, il metodo della pianificazione strategica è orientato ad agevolare la comprensione, il dialogo e la ricerca di soluzioni tramite la continua interazione fra gli attori della città, favorendo e facilitando la creazione di pratiche partecipative strutturate - seminari, tavoli di lavoro, progetti.
La dimensione partecipativa non è soltanto funzionale ad una domanda di democrazia e di trasparenza, ma anche destinata a rafforzare l'aggregazione fra gli attori e con essa la coesione fra le varie istanze.
Oltre alla partecipazione e alla condivisione, altro elemento fondamentale è infine l'innovazione, che non è sinonimo di avventatezza né tanto meno di sradicamento.
L'innovazione che potrà risultare decisiva per il nostro futuro, sarà proprio quella che saprà guardare alle nostre radici con intelligenza e creatività.
L'innovazione che vogliamo mettere alla base del lavoro che oggi stiamo impostando per preparare la Cremona della prima metà nel secolo ha alle proprie basi la fiducia: una comunità, una città ricca di fiducia - fiducia in sé, fiducia che intercorre tra i suoi abitanti, fiducia nel proprio avvenire - è davvero una comunità in cui gli individui si possono impegnare con successo per raggiungere obiettivi alti che, senza, potrebbero apparire quasi irraggiungibili.
Concludo con i ringraziamenti che non sono di mera circostanza, ma davvero sentiti in quanto sono consapevole dell'impegno profuso da tutti i partecipanti a questa iniziativa.
Un sentito grazie, per il significativo apporto dato in questo percorso, va ad AEM Cremona S.p.A., qui rappresentata dal Presidente Franco Albertoni.
Rivolgo un sentito ringraziamento al CENSIS e al suo Direttore, Giuseppe Roma, ormai volto noto per i cremonesi che ne apprezzano le doti professionali, grazie quindi a Giorgio Antoniacomi, rappresentante del Comune di Trento, per la testimonianza legata alla propria realtà territoriale che sarà senza dubbio stimolante per l'esperienza che stiamo compiendo.
Un grazie sincero per la disponibilità ad intervenire lo indirizzo al Presidente della Provincia Giuseppe Torchio ed al Presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio.
Grazie quindi agli autorevoli rappresentanti dell'economia locale per il significativo contributo che con i loro interventi sapranno offrire a questo momento di illustrazione, di analisi e di confronto: il cav. Giovanni Arvedi, Presidente del Gruppo Acciaierie Arvedi, qui rappresentato dall'Ing. Angelo Sinelli, Ness Yammine, Amministratore Delegato di Tamoil Italia S.p.A., Giuseppe Tiranti, Presidente di Linea Group Holding, e Francesco Toto, Vice Presidente del Consorzio Liutai.
Infine, all'Assessore regionale Gianni Rossoni esprimo sincera gratitudine per avere accolto l'invito a concludere il convegno.
(332) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 09-03-2007
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