Intervento del Sindaco all'incontro "I Comuni e la Finanziaria 2007"
Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, 30 gennaio 2007
Cari Colleghi, Signori Assessori, Signori Consiglieri Comunali, Signori Segretari Comunali, Dirigenti e Funzionari, Gentili Ospiti,
nel porgere a tutti voi un cordiale benvenuto, ritengo doveroso esprimere innanzitutto l'apprezzamento più sincero ad ANCI Lombardia e al suo presidente, Lorenzo Guerini, per avere organizzato questo incontro e per avere scelto quale sede Cremona e, in particolare, il Palazzo Comunale, da 800 anni centro della vita civile e dell'attività amministrativa di questa città.
Un appuntamento importante ed opportuno che, ne sono certo, rappresenterà un utile stimolo a sviluppare un dibattito e un confronto tra tutti coloro che, nei loro diversi ruoli, si stanno misurando con le norme contenute nella Finanziaria nella predisposizione dei bilanci di previsione.
I contenuti della Legge Finanziaria 2007 sono stati fortemente condizionati dalla grave situazione economica ereditata dall'attuale Governo, forse non sufficientemente illustrata all'opinione pubblica, e pure, per gli effetti più pesanti, ampiamente dimostrata e confermata dalla situazione di difficoltà economica della grande maggioranza delle famiglie italiane come accertata anche da una recente indagine ISTAT, dagli ultimativi e forti richiami rivolti all'Italia dell'Unione Europea sul debito pubblico, dalla duplice "declassificazione" dell'Italia operata dalle più accreditate agenzie internazionali di rating.
In tale contesto la prima stesura della Legge Finanziaria 2007 penalizzava fortemente gli enti locali. Questo ha indotto l'ANCI e gli amministratori delle maggiori città del Paese ad avanzare proteste, unite a precise richieste di modifica della Legge stessa.
In seguito ad un aspro ma costruttivo confronto intervenuto tra Governo e rappresentanti degli Enti Locali, la Legge Finanziaria risulta modificata nelle parti giudicate maggiormente negative per la maggioranza degli enti locali e riferibili anzitutto alla salvaguardia dei servizi ai cittadini.
Tali modifiche hanno interessato la generalità degli enti locali per alcuni aspetti e la più parte per altri, escludendo però, per alcuni aspetti appunto, un ristretto numero di medie e piccole città, tra cui Cremona, cui la Finanziaria continua ad imporre irragionevoli limiti di spesa, che di fatto vanno ad incidere sulla realizzazione di opere pubbliche.
Questa grave penalizzazione è inaccettabile in quanto colpisce enti locali virtuosi che hanno saputo mantenere basso il livello di indebitamento, rischia di impedire la realizzazione di opere necessarie alla vivibilità delle città, discrimina alcuni Comuni rispetto alla generalità degli altri enti locali senza alcuna motivazione.
Si tratta di un'impostazione che neppure trova molte giustificazioni nelle esigenze di Bilancio dello Stato che da un simile provvedimento non ricaverebbe utili particolarmente significativi.
Nonostante questo ci siamo assunti a Cremona l'impegno di fronte ai cittadini a non rinunciare agli investimenti indispensabili per la città e non ricorrere ad aumenti di tasse e tariffe pur mantenendo quantità, qualità e continuità dei servizi erogati.
Si tratta di una scelta che reputiamo positiva in quanto si iscrive in una linea di politica amministrativa virtuosa che, pur mantenendo un bassissimo indebitamento, ha consentito di raggiungere buoni risultati riconosciuti oltre che dal consenso manifestato dai cittadini anche, recentemente, da qualificate ricerche nazionali relative ai Comuni italiani.
Siamo attualmente impegnati a proseguire anche nelle iniziative già intraprese volte ad ottenere dal Governo gli interventi necessari per annullare i pesanti effetti negativi della Finanziaria sulle possibilità di investimento.
D'altro canto, così come siamo consapevoli che il nostro Paese versa in una situazione di difficoltà, e che è necessaria una concertazione fra i vari livelli dello Stato, siamo altrettanto consapevoli che le autonomie locali possono giocare una partita decisiva nel rapporto tra risparmi di spesa e qualità dei servizi offerti ai cittadini ed alle comunità territoriali.
In tale contesto risulta importante il ruolo assunto in questi anni dagli Enti Locali, i quali, nell'ambito di politiche di rigore che hanno imposto un enorme sforzo di contenimento della spesa, hanno sostanzialmente mantenuto invariate le imposte e le tariffe per i servizi resi alle comunità.
Sottolineo inoltre che gli Enti Locali ricoprono una funzione importante anche nello sviluppo del Paese: infatti il 70% degli investimenti pubblici sono a loro carico; se tale capacità di investimento viene compressa ulteriormente, il livello di interventi e di servizi raggiunto - che è determinante anche ai fini della coesione sociale di una comunità - non potrebbe essere mantenuto.
Detto questo, credo che tutti noi si sia d'accordo, in linea di massima, con le richieste dal Direttivo nazionale dell'ANCI di pochi giorni fa, a partire da quella di un vero federalismo fiscale, di prevedere per i Comuni la compartecipazione dinamica a un grande tributo erariale, ovvero la necessità di avere tributi propri, attraverso una ricomposizione, sotto la responsabilità dei Comuni, di tutti i tributi relativi agli immobili, anche con la possibilità di un progressivo superamento dell'ICI, un tributo che è certamente fondamentale per i Comuni, ma piace poco ai cittadini, e così come è serve anche poco ai Comuni.
Questione ancora più urgente è la necessità di andare verso una ridefinizione dei termini e delle modalità di stipulazione del patto di stabilità.
Ha ragione infatti Domenici ad avanzare al Ministro dell'Economia la richiesta che l'accordo sul patto di stabilità non sia più definito in occasione della presentazione della legge Finanziaria, ma già nel mese di luglio, in occasione della presentazione del DPEF, per arrivare successivamente alla definizione di dettagli o di aspetti più marginali.
Concludo questo intervento - che vuole essere anche uno spunto di riflessione per il dibattito previsto dopo la relazione di Massimo Pollini - ringraziando ANCI Lombardia per la disponibilità e la sensibilità dimostrata su un tema così rilevante qual è per gli enti locali quello della Finanziaria, ed anche per avere reso possibile un momento di confronto per riflettere sui nostri compiti e su come migliorare l'efficacia del nostro impegno di amministratori.
(321) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 31-01-2007
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