Scoperto un edificio in legno della prima metà del I sec. a.C.
Lo scavo di Piazza Marconi continua a fornire dati importantissimi per
la ricostruzione della città, ed in genere per il mondo romano in Italia
settentrionale. Particolarmente interessante è una serie di strutture in
legno rinvenute a m 35 s.l.m. (--8 metri dall'attuale piano stradale)
sotto la grande domus patrizia che inizia la sua vita con la prima età
augustea.
I reperti associati agli strati di frequentazione, in particolare i
frammenti ceramici, permettono di datare i fabbricati alla prima metà
del I sec. a.C. Si tratta di un fabbricato (m 10 x 7) probabilmente ad
uso artigianale, con un sottofondo di anfore in terracotta che serviva
da drenaggio; le pareti in travi o pali di legno facevano anche da
contenimento per i vespai di anfore. Tutti i reperti lignei recuperati
sono stati inviati per lo studio e l'identificazione delle specie al
laboratorio di paleobotanica del Museo Civico di Como.
Anche se i campioni non sono ancora stati studiati, forse si potrebbe
ipotizzare, confrontandoli con i resti contemporanei degli edifici di
Bedriacum (nell'area dell'attuale Calvatone), che si tratti di Quercus
sez. Robur cioè farnia, rovere e roverella; le cui caratteristiche di
durabilità agli agenti atmosferici, possibilità d'impiego all'aperto o a
contatto del suolo, e amplissima diffusione nella pianura, lo rendono un
materiale ideale. I pali dovevano sostenere un carico notevole, dato che
erano infissi per una profondità media di 1 metro, ed erano inzeppati
con cura, utilizzando frammenti di anfore e laterizi. Sopra le anfore
sono stati ritrovati i resti di un assito, che serviva da pavimento.
Evidentemente non è stato possibile recuperare le misure degli alzati,
distrutti dalle attività edilizie successive, cioè dalla costruzione
della casa signorile di età augustea. La copertura dell'edificio doveva
essere in materiali vegetali: forse Arundo donax oppure Phragmites
communis(canna palustre comune), o paglia e terra.
A sud dell'edificio, attualmente in corso di scavo, è stata trovata
un'area anch'essa con tracce di un piano pavimentale in listelli di
legno, ed una vasca in legno di difficile interpretazione, entro la
quale si trovavano due lucerne (lampade ad olio), dei piattelli e dei
frammenti di patera a vernice nera. Una piccola ciotola in legno è stata
rinvenuta nella stessa zona, e immediatamente trasportata al Laboratorio
per il trattamento dei legni bagnati della Soprintendenza ai Beni
Archeologici della Lombardia. E' recentissima anche la scoperta di un
piccolo elemento in legno (un ago crinale o un elemento di mobilio?)
lavorato al tornio. E' altamente probabile che i depositi umidi che si
stanno attualmente scavando celino altri oggetti in legno.
Interessante è anche una serie di pali squadrati con andamento nord/sud,
posti nella parte inferiore delle fondazioni della domus augustea, che
dovevano servire a stabilizzare il terreno in vista dei problemi statici
che poteva creare una grande struttura. Si tratta di una tecnica che ha
continuato ad essere usata nei secoli, tanto che anche sotto i grandi
muri portanti del convento di Sant'Angelo sono stati trovati pali
similari con la stessa funzione. Nei depositi archeologici collegati al
fabbricato in questione è stata rinvenuta una notevole quantità di
frammenti di ossa animali, per lo più bovini, in vari stadi di
lavorazione. Questi hanno portato ad ipotizzare una piccola industria di
lavorazione dell'osso per strumenti vari di uso quotidiano.
L'importanza di questi ritrovamenti non è data soltanto dalla grande
antichità delle scoperte - si ricorda che fino ad ora a Cremona non
erano stati indagati edifici più antichi della seconda metà del I sec.
a.C., in realtà meglio ascrivibili all'ultimo quarto del secolo - ma
anche dal tipo di materiale, il legno, che è altamente deperibile. Si sa
che in età romana, oltre all'uso diffuso di suppellettili in ceramica,
erano utilizzati molto frequentemente mobili, stoviglie e utensili in
legno. In qualche raro caso ne erano state recuperate tracce minime,
quando il legno era rimasto in contatto con oggetti di metallo, causando
una specie di mineralizzazione che conserva tracce di fibre. In
pochissimi altri casi, come in relitti di navi o in presenza di un
ambiente paludoso o acquitrinoso, resti lignei si conservano, ed è
questo il fortunato caso di Cremona.
Visione generale dello scavo; le strutture in legno si vedono nella parte centrale
Particolare dell'edificio in legno per la lavorazione dell'osso
Particolare dell'edificio in legno; al centro si vede il deposito di anfore che serviva da drenaggio
Parte delle pareti dell'edificio in legno
Idem
Particolare di un palo del fabbricato artigianale, con inzeppature in frammenti laterizi
Idem
Assito pavimentale posto sopra il sottofondo in anfore
Idem
Ricostruzione ipotetica dell'edificio
Ciotola in legno, dagli strati associati all'edificio della prima metà del I sec. a.C.
Pali nella fondazione del edificio post medioevale del convento di Sant'Angelo
Aghi o stili in legno, in vari stadi di lavorazione
(687) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 19-01-2007
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