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Il Comune Attività e uffici Il Comune per... Accedi a La città | I cremonesi e l'informazione
Il Comune ha realizzato un'indagine
per conoscere come i cremonesi
considerano l'informazione, che strumenti
di informazione usano per informarsi
e che opinione hanno dell'attività
di informazione e comunicazione svolta
dall'Amministrazione sui servizi e sulle
attività che svolge. L'origine della ricerca
nasce dalla necessità di capire quale sia
l'atteggiamento, la percezione e anche le
abitudini dei cittadini cremonesi rispetto
alla comunicazione del Comune di Cremona
e più in generale della città. I risultati
permettono di avviare un processo di
organizzazione e progettazione di nuovi
strumenti e nuove modalità di comunicazione.
La progettazione di questa ricerca tiene conto del fatto che per la prima volta si è deciso di affrontare con una certa profondità la percezione che i cittadini hanno della comunicazione dell'Amministrazione. Non esistendo precedenti, è stato deciso di affrontare il tema in modo articolato sul piano metodologico e sui contenuti per ottenere un esauriente quadro d'insieme e un punto di riferimento per successivi approfondimenti e nuove ricerche. Il campione è rappresentato dai cittadini in età di voto per circa 58.300 persone. Il nostro campione significativo è stato di 1000 cittadini selezionati in base all'età, al sesso e alla professione. É stato utilizzato come strumento un questionario strutturato, somministrato telefonicamente, rivolto ad un campione rappresentativo della popolazione cremonese dai 18 anni in su. Le aree di ricerca individuate ed utilizzate nel questionario possono essere così riassunte e schematizzate:
L'indagine è stata realizzata con interviste telefoniche. Le interviste sono state effettuate dalla ditta Telesurvey s.r.l. di Milano, che ha vinto la trattativa privata fatta dal Servizio Comunicazione per lo svolgimento dell'indagine. La scelta di ricorrere ad una ditta esterna è stata motivata dal fatto di non condizionare il cittadino nella risposta e per non influenzarlo direttamente. Per arrivare alla risposta di 1000 persone sono stati effettuati in totale 12.415 contatti telefonici, di cui 1000 sono risultati validi e hanno consentito di realizzare l'intervista. La lettura e il commento dei dati è stata svolta dall'università Bicocca di Milano nell'ambito del progetto Equal "Demetra- per una nuova cultura di pari opportunità e di conciliazione". Dall'indagine, la differenza tra uomini e donneIl campione di cittadini del Comune di Cremona, a cui è stata somministrata l'indagine, è costituito da 459 uomini e da 541 donne per un totale di 1000 individui, con una forte presenza di popolazione anziana. Dall'analisi delle due variabili genere ed età emerge, infatti, che il 31% del campione è costituito da donne con 55 anni o più, mentre gli uomini nella stessa fascia di età sono in numero molto inferiore (19%). Da un'analisi dei dati dell'indagine emerge il minore ascolto e lettura dei media nazionali o locali da parte delle donne. Se si escludono la televisione locale, le riviste e altre pubblicazioni locali, gli uomini sono utenti più assidui per tutti i media. In particolare, gli uomini ascoltano più spesso delle donne le radio nazionali, con un utilizzo regolare o comunque frequente pari al 44%, superiore a quello femminile di circa 9 punti percentuali. Simili considerazioni possono essere fatte anche riguardo all'utilizzo delle televisioni nazionali, in questo caso, però, la distanza tra uomini e donne appare meno marcata: il 61% degli uomini vede regolarmente reti televisive nazionali, contro il 56% delle donne. Ma è soprattutto in relazione ad Internet che le distanze assumono valori più consistenti. Le donne che affermano di non utilizzare mai Internet sono ben il 61% della popolazione femminile (contro il 41% degli uomini). Le differenze di genere si riducono, invece, notevolmente tra i più giovani: viene fatto un uso regolare di internet dal 38% degli uomini e dal 36% delle donne con un età compresa tra i 18 e 24 anni. Per quanto concerne più specificatamente il grado di informazione su ciò che riguarda il Comune di Cremona ed i servizi offerti, le donne ancora una volta si dichiarano meno informate degli uomini: l'8% degli uomini si considera infatti molto informato, mentre tra le donne solamente il 5% ritiene di avere un pari grado di conoscenza della realtà comunale. Quando, però, si chiede cosa si debba intendere per comunicazione con i cittadini, in particolare se il Comune di Cremona debba accentuare l'ascolto dei cittadini o l'informazione ai cittadini, le donne - circa il 66% - più degli uomini - circa il 61% - sembrano propendere per la prima dimensione, cioè quella dell'ascolto. Per quanto riguarda l'utilizzo dei servizi comunali, i dati ci mostrano che la maggioranza dei soggetti intervistati - il 69% delle donne e il 73% degli uomini - li utilizza solo saltuariamente e più del 20%, - il 23% degli uomini e il 26% delle donne - non li ha mai utilizzati nel corso dell'ultimo anno. Gli uomini affermano di conoscere o di utilizzare più delle donne i servizi informativi tra cui il giornale del Comune di Cremona, letto dal 47% degli uomini e dal 44% delle donne, l'URP, l'ufficio informazioni con il Pubblico, di cui ne fa uso il 16% degli uomini e dal 13% delle donne, e il servizio Informagiovani, usufruito dal 14% degli uomini e dal 10% delle donne. Uomini e donne non fanno uso in ugual misura degli strumenti tecnologici: il sito Internet del Comune, infatti, è conosciuto ed utilizzato dal 53% degli uomini e solamente dal 35% delle donne. La situazione appare, invece, completamente differente per il centralino del Comune, che viene utilizzato sopratutto dalle donne (il 28% contro il 25% degli uomini), e per il Centro per le Famiglie conosciuto o utilizzato dal 32% delle donne e solo dal 24% degli uomini. Entrambi questi servizi vedono, dunque, una conoscenza/utenza anche femminile dettata sia dalla consuetudine con cui i gruppi più deboli accedono più facilmente alle informazioni sia dalla funzione/tema che svolge il secondo servizio informativo. Più della metà (il 64%) del campione utilizza solo saltuariamente i servizi di informazione del Comune di Cremona. Emerge, peraltro, che vi è una percentuale maggiore di donne (il 28%) rispetto agli uomini (il 18%) che nel corso dell'ultimo anno non li hanno mai utilizzati. Infine, anche il giudizio positivo complessivo espresso da maschi e femmine è assai simile: tanto gli uomini quanto le donne si ritengono complessivamente soddisfatti o molto soddisfatti. In conclusione, i dati mostrano chiaramente che tra gli utilizzatori dei servizi di informazione non sembrano emergere grosse differenze in base al sesso: chi si reca agli sportelli di informazione, indipendentemente dal genere di appartenenza, non incontra particolari difficoltà di accesso sia per quanto riguarda l'orario di apertura degli sportelli che per quanto concerne la dislocazione degli sportelli stessi (la maggior parte delle persone intervistate impiega meno di 15 minuti per recarvisi). Queste considerazioni valgono anche per l'uso del sito internet, per il cui utilizzo uomini e donne si ritengono complessivamente soddisfatti, pur accedendovi solo saltuariamente o qualche volta al mese. È quindi chiaro che il problema non sia l'accesso ai servizi di informazione, quanto piuttosto la mancanza di conoscenza dei servizi e degli strumenti adottati dal Comune. Pertanto è necessario che la Pubblica Amministrazione intervenga a favore del potenziamento sopratutto di quei canali comunicativi che possano raggiungere tutta la popolazione, comprese le fasce più deboli. Le maggiori criticità riguardano non tanto la difficoltà ad accedere fisicamente ai servizi, ma l'incapacità di accesso ai canali informativi. Indubbiamente l'attuale sviluppo tecnologico conduce ad un incremento delle difficoltà di reperimento delle informazioni da parte degli individui più svantaggiati. Dalle domande relative alle reti informative utilizzate dal Comune emerge che il canale di comunicazione maggiormente preso in considerazione dai cittadini, dopo il giornale comunale a domicilio (36%), è rappresentato da materiale stampato, opuscoli informativi e affissioni (34%). I risultati dell'indagine |