Presentazione del libro "Brigida Morello - Voglio essere Santa"
Eccellenza Reverendissima, Autorità civili, militari e religiose, Reverende Madri, Signore e Signori, Gentili Ospiti
A tutti porgo il mio più cordiale e sincero benvenuto.
Ringrazio innanzitutto Suor Elisabetta Maria Simoni delle Religiose Orsoline di Maria Immacolata di Piacenza per averci offerto l'opportunità di presentare a Palazzo Comunale il libro dedicato alla Beata Brigida Morello, scritto dal suo confessore e direttore spirituale, il padre Antonio Morando. Libro che è stato stampato anche con il contributo del Comune di Cremona.
Questa pubblicazione non è una semplice biografia o la testimonianza di una grande fede e di una profonda spiritualità.
Certo, vi è pure questo, ma dalle pagine traspare anche un significativo affresco della vita, non solo religiosa, del XVII secolo in terra padana, epoca assai travagliata e tormentata da innumerevoli vicissitudini, che vale la pena approfondire proprio attraverso la lettura di testi come questo, testi che parlano di vita vissuta, di esperienze quotidiane.
Proprio tra qualche settimana presenteremo il volume sul Cinquecento e Seicento cremonese. Perché dunque, mi sono detto, non fare conoscere meglio anche ai cremonesi la figura di Brigida Morello, donna forte e nelle stesso tempo profondamente pervasa da umana pietà? Altro elemento non certo secondario è che Brigida Morello, detta "Brigida di Gesù", ligure di nascita, ha un legame con la nostra città rappresentato dal marito, Matteo Zancari, giovane di buona famiglia che, lasciata la città del Torrazzo, si era trasferito a Salso.
Nella biografia di questa donna, divenuta per il suo esemplare comportamento un modello al quale ispirarsi, si legge infatti che, durante la malattia che portò poi alla morte il suo sposo, si trasferì per un certo periodo a Cremona dove Matteo Zancari era riparato dopo numerose traversie.
Brigida Morello, proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 1998, è dunque anche un po' cremonese, e la nostra città non può che essere fiera di potere vantare tra i suoi personaggi illustri questa figura che, in un'epoca travagliata e piena di insidie, è riuscita sempre ad affermare la propria personalità: un'impresa certamente non facile per nessuno a quei tempi, tanto meno per una donna.
Brigida era una donna del Seicento, "normale", diremmo oggi, e nello stesso tempo eccezionale, fondatrice di una famiglia di suore che si è estesa in tutta Italia ed anche in Paesi lontani.
Partendo dalla "imitatio Christi", dalla volontà di essere parte della passione e della sofferenza di Gesù, ha dedicato tutta la sua vita, con serenità e slancio, alla meditazione e all'amore per gli altri.
Fa tenerezza seguire gli episodi che rivelano la dolcezza, l'intimità e lo slancio mistico di questa donna nel rapporto col Signore. Ed ha lasciato lei stessa testimonianza di ciò.
Se pure si può inserire la Beata Brigida in quel grande filone di spiritualità cristiana che percorre la storia della Chiesa, a volte dentro, a volte ai limiti, a volte fuori dall'ortodossia, è interessante vedere come Padre Morando tratti con grande cautela questi aspetti.
La vicenda, sofferta e tormentata, della Beata Brigida Morello, che dapprima laica, rimasta vedova si consacra a Dio, induce a riflettere anche sul ruolo della donna nella storia e nella vita religiosa.
Anche oggi le donne sono discriminate nella possibilità di accedere ai mezzi educativi, costrette a portare pesi sproporzionati nella vita familiare, limitate nell'accesso a posizioni di rilievo pur se ammesse alla vita pubblica, sottoposte purtroppo (e non così infrequentemente) alla violenza esercitata direttamente contro di loro.
Questa situazione, per fortuna, sta cambiando.
L'insegnamento sociale della Chiesa, specie negli ultimi decenni, ha reagito contro questo persistere di pregiudizi e discriminazioni. Papa Giovanni Paolo II, in particolare, ha invitato tutti gli uomini e tutte le donne di buona volontà, soprattutto di fede cattolica, a rendere realtà vissuta l'effettiva parità fra uomini e donne.
Come dimostra l'esempio di Brigida Morello, la crescita della fede cristiana sarebbe stata diversa senza l'impegno, la generosità che le donne hanno portato e portano nelle scuole, nelle parrocchie e in altri campi. Ciò è particolarmente vero se riferito al lavoro che le donne, laiche e religiose, fanno tra i poveri, in aree urbane e rurali, spesso in situazioni estremamente difficili.
Molte donne hanno inoltre contribuito a riformare la tradizione teologica su linee liberatorie sia per gli uomini che per le donne, portando un'attenzione all'ascolto che a me pare tipico della specificità femminile.
Non vi è nulla che possa sostituire l'ascolto, condizione fondamentale per un cambiamento nei rapporti. Senza ascolto, ogni azione in questo campo, quantunque piena di buone intenzioni, rischia di passare sopra o accanto alla realtà.
L'ascoltare, in spirito di amicizia e di eguaglianza, è la risposta più pratica che si può dare.
L'esempio della Beata Brigida Morello può insegnare molto anche oggi.
(467) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 25-10-2006
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