Saluto per il convegno "Dislessia, come può essere cosi' difficile?"
Autorità, illustri relatori, signore e signori,
nel porgere a voi tutti un caloroso saluto, ricordo che l'Amministrazione Comunale ha concesso senza indugi il proprio patrocino a questa iniziativa comprendendone l'elevato spessore culturale e scientifico.
D'altro canto l'ha ritenuta uno stimolo per un momento di confronto importante tale da impegnare le istituzioni, a livello nazionale, sulla dislessia ed i disturbi specifici di apprendimento, un problema che interessa circa il 5% della popolazione scolastica.
Questi ragazzi infatti, spesso non riconosciuti, hanno un percorso scolastico a volte molto sofferto, non essendo tutelati da alcuna norma o legge. Per assicurare loro pari opportunità di apprendimento e di successo scolastico spesso sono sufficienti accorgimenti semplici, come l'uso di strumenti compensativi, che nella scuola italiana non trovano applicazione per gli alunni che non siano certificati ai sensi della legge 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).
Il risultato è che questi ragazzi sono considerati, non sempre perché ci sono anche insegnanti preparati, pigri, svogliati, la loro difficoltà diventa una colpa, e non si mettono in atto atteggiamenti e aiuti adeguati, non per cattiva volontà, ma per non conoscenza. I dislessici a volte sono costretti addirittura ad abbandonare la scuola: una grave perdita sociale e culturale dato che i dislessici sono persone intelligenti ed in alcuni casi anche geniali.
E' un dovere di tutti noi tutelare questi ragazzi dall'infanzia alla vita adulta. E questo lo si può fare attraverso una normativa che garantisca il diritto alla identificazione precoce, alla diagnosi, alla riabilitazione e a provvedimenti didattici di compenso e di supporto che mettano l'Italia alla pari degli altri paesi europei, in cui il problema è riconosciuto e tutelato mediante percorsi diagnostici specifici e un approccio scolastico adeguato alle esigenze di questi ragazzi.
Esiste un disegno di legge che non ha potuto concludere il proprio iter nella precedente legislatura. Un nuovo disegno di Legge è già stato ripresentato alla Camera ed assegnato alle Commissioni Istruzione e Cultura della Camera e del Senato che dovranno dare il loro parere referente.
Il mio auspicio è che entrambe le commissioni mettano in programma al più presto la discussione del disegno di legge, dati i lunghi tempi richiesti dalle procedure parlamentari.
Una rapida approvazione potrebbe infatti costituire un'importante tappa di civiltà che finalmente assicurerà nella scuola e nella società italiana migliori possibilità di realizzazione personale e professionale per i dislessici.
Condivido infatti l'opinione che il problema dislessia richieda finalmente un'attenzione specifica da parte delle istituzioni per assicurare a questi ragazzi quel futuro migliore a cui hanno diritto.
Per quanto mi riguarda, assicuro il mio impegno personale per sostenere e accelerare, anche attraverso la sensibilizzazione dei nostri rappresentanti in Parlamento, l'iter di discussione ed approvazione di questa legge e per vincere questa che, in fondo, è una battaglia di civiltà.
Nel frattempo ben vengano iniziative come questa che contribuiscono ad approfondire, dal punto di vista medico, sociale e scolastico, un problema che, sino ad ora, è stato sottovalutato.
Nel ringraziare per l'attenzione prestata, auguro a tutti buon lavoro!
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Data ultima modifica: 18-10-2006
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