Saluto del sindaco Gian Carlo Corada alla inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini
Autorità, carissimi amici dell'Associazione Mazziniana, cittadine e cittadini, Con vero piacere assolvo al compito di proporre un breve saluto in occasione della inaugurazione di questo monumento, bello e sinceramente dovuto, a ricordo di Giuseppe Mazzini, uno dei più importanti padri della nostra Patria. Va innanzitutto dato merito, per questa realizzazione, agli amici cremonesi dell'Associazione Mazziniana Italiana che, tenaci e determinati, hanno saputo perseguire questo obiettivo e raggiungerlo.
L'AMI - della quale salutiamo la presenza, qui tra noi, del Presidente nazionale Roberto Balzani - é nata nell'agosto del 1943 come organizzazione clandestina ed ha partecipato alla lotta di Liberazione del Paese dal nazifascismo. Nell'AMI - come si legge nel preambolo - "non vi sono favori da ricevere, onori da distribuire, ricchezze da dividere, ma solo doveri da compiere, e tutti vi possono accedere senza pregiudiziali di sorta, che non siano di dignità morale".
Grazie, dunque, agli amici dell'Associazione Mazziniana per aver proposto di ricordare e ripensare, ancora una volta, all'opera ed alla figura di Giuseppe Mazzini. E grazie agli assessori, ai dirigenti, ai dipendenti comunali che si sono impegnati a fondo per riuscire a concretizzare questa iniziativa in tempi davvero apprezzabili.
Mazzini è figura inconsueta nel panorama storico e politico nazionale. Se ci pensiamo, ci accorgiamo quanto sia raro incontrare personaggi come Lui in un Paese che spesso ha fatto della furbizia cinica e della cura del proprio "particulare" le proprie linee guida, in politica come nella vita.
In Mazzini, infatti, politica e vita sono un discorso unico. Pensare e agire sono l'uno testimonianza della capacità di ragionare e di immaginare l'evoluzione civile e l'altro prova della coerenza e supremo test della bontà delle idee.
Quando fallisce la Giovine Italia, infatti, Mazzini fonda la Giovine Europa. E quando emerge la moderna questione sociale, eccolo fondare la prima associazione operaia italiana.
Mazzini ci mostra così il cammino della società italiana ed europea verso la consapevolezza del tempo nuovo, dei cambiamenti, e della scena globale nella quale vanno sempre più inserendosi.
In questo senso, la sua lezione già allora segnalava le cose del mondo di oggi, quello dei processi globali e delle stesse grandi istituzioni che proprio negli anni dell'esperienza mazziniana iniziano i primi passi, concreti o (soprattutto) ideali.
Nazioni Unite ed Unione Europea sono organismi che richiamano la capacità dei popoli di essere partecipi, "mazzinianamente" appunto, di un comune destino, pur nell'andamento non sempre lineare delle loro sorti e anche nella loro diversa natura di organizzazioni sovranazionali.
Giuseppe Mazzini è una di quelle figure storiche cui l'Italia (e l'Europa) devono davvero tanto. Egli fu uno dei primi intellettuali a battersi per la libertà dell'Italia, a proporsi di costituire la nazione "una, indipendente, libera, repubblicana", ad assegnare, a questa nazione, una missione: di proporsi come ispiratrice di un movimento di liberazione di tutti i popoli d'Europa.
In un'epoca in cui nazioni opprimevano altre nazioni, Mazzini si rivolse ai popoli dell'intero continente, invitandoli a riconoscersi fratelli (da qui la fondazione, nel 1834, della Giovane Europa). "Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per legge di Dio e dell'umanità, ad essere uguali e fratelli".
E' un messaggio che, credo, mantenga tutto intero il proprio valore e la propria forza.
Anche oggi, anche in momenti nei quali, spesso, sembrano indebolirsi le speranze in un futuro migliore, perché proseguono ed a volte sembrano incrudelirsi le prevaricazioni di Caino nei confronti di Abele.
Ma quello della fratellanza, della solidarietà, dell'uguaglianza é un messaggio nel quale Cremona e la sua comunità vogliono continuare a credere. Un messaggio che, oggi, affidiamo volentieri alla inaugurazione di questo monumento a Giuseppe Mazzini.
Certo, la società del terzo millennio é profondamente diversa da quella del 1800; ma Giuseppe Mazzini -- con i valori di cui si fece insuperabile propositore - resta, con le sue grandi intuizioni, un precursore dell'Italia moderna, e uno dei grandi Padri della nostra Patria.
A lui vada imperituro il nostro ricordo e la nostra riconoscenza, immortalati in questo busto che la cittadinanza cremonese ha voluto erigere.
(384) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 25-09-2006
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