L'esperienza "A scuola ci andiamo da soli" è un aspetto profondamente correlato all'autonomia dei bambini ma non riguarda solo la mobilità.
Ormai numerose ricerche in diversi paesi hanno evidenziato come la diminuzione di autonomia dei nostri bambini produce anche un rallentamento dei loro processi di crescita.
Il dominio delle automobili nelle nostre città ha sottratto ai bambini, spazi, autonomia di giochi e di relazioni interpersonali tra coetanei, occasioni di esplorazioni e di avventura.
Uno studio sull'influenza della diminuzione della mobilità autonoma nello sviluppo fisico dei bambini, ha evidenziato che il 50% delle ragazze di età compresa tra i 10 e i 16 anni e il 30% dei ragazzi della stessa età non vivono esperienze equivalenti ad un percorso di dieci minuti fatto a piedi.
L'ambiente urbano ha offerto ai bambini attività, servizi, impianti specializzati sotto il controllo degli adulti. Ha creato spazi specializzati per il gioco che sollecitando solo la dimensione motoria non offrono una risposta adeguata alle esigenze ludiche dei bambini che hanno bisogno di un ambiente più ricco e stimolante che offra infinite possibilità di interazioni.
Questa condizioni ha creato bambini con maggiori competenze in campo cognitivo, nella capacità di gestire informazioni ma con scarse competenze in abilità manuali, organizzative, in gestione dei conflitti nelle relazioni sociali.
Il percorrere una strada anche per un piccolo tragitto è vissuta dal bambino come un'esperienza in cui il tempo si dilata, la strada diventa un ambiente complesso in cui i suoni, i colori, gli odori vengono sperimentati direttamente.
Questo "viaggio" è per il bambino un'esperienza stessa con tutte le sue sfumature, l'adulto, spesso, vive il tragitto come uno spostamento finalizzato all'arrivo nel luogo scelto.
Questa riflessione ci porta a comprendere come restituire ai bambini la possibilità di recarsi a scuola da soli con fratelli e amici offre loro l'ambiente urbano come fonte di stimoli ed esperienze, e contribuisce alla loro crescita e maturazione.
L'ESPERIENZA A CREMONA
L'esperienza "A scuola ci andiamo da soli" è stata sperimentata con la scuola elementare A.Stradivari del quartiere Borgo Loreto nel 1998.
L'iniziativa è stata preceduta dalla conoscenza preliminare del territorio, basata sull'esperienza personale dei bambini, finalizzata all'individuazione dei diversi percorsi che collegano l'abitazione alla scuola, allo studio degli elementi di pericolosità e delle condizioni di sicurezza, alla scelta dei punti dove i bambini possono incontrarsi e proseguire insieme il tragitto.
Hanno partecipato a questo percorso tutte le classi della scuola con gli architetti del Laboratorio Cremona dei Bambini. Fondamentale è stato il supporto dei vigili urbani e degli anziani del quartiere che hanno aiutato i bambini negli attraversamenti pedonali.
L'esperienza è stata ripetuta, per brevi periodi nel 1999 e nel 2000.
Per avere un riscontro sulle adesioni sono stati somministrati questionari rivolti ai bambini e ai genitori. Sempre in relazione al tema dell'autonomia i bambini hanno svolto con il Laboratorio un lavoro sull'immaginario e hanno compilato "il diario della mia settimana" dove hanno descritto il loro tempo extrascolastico.
RISULTATI QUESTIONARI 1998/1999/2000
L'analisi e la valutazione dei dati dei questionari è stata svolta in collaborazione con l'Istituto di Psicologia del Centro Nazionale Ricerche di Roma.
I dati di partenza sono molto omogenei con quelli di altre città del nord dove è stata condotta l'indagine.
Dai primi questionari risulta che secondo i genitori il 4% dei bambini va a scuola da solo e il 65% compie il percorso in auto.
Secondo i bambini il 7% di loro va a scuola da solo e il 63% va in auto.
Inoltre a molti bambini piacerebbe andare a scuola da soli perché si sentono più autonomi, possono conoscere il quartiere, incontrare gli amici.
C'è una forte differenza fra le risposte dei bambini e quelle dei genitori.
Durante i due anni del progetto si sono avuti risultati interessanti e la percentuale dei bambini che vanno a scuola da soli è aumentata in maniera statisticamente significativa.
Il numero dei bambini che vanno a scuola da soli è passato dal 7% al 16,6% secondo le risposte dei bambini e dal 4% al 13% secondo le risposte dei genitori.
È diminuito il numero dei bambini accompagnati in macchina, dal 69,9% al 56,7% secondo le risposte dei bambini e dal 77,2% al 61,9% secondo le risposte dei genitori.
È aumentato il numero dei bambini accompagnati a piedi da un adulto.
È cresciuto anche il numero dei bambini che tornano a casa da scuola in modo autonomo. Secondo i genitori i bambini che tornano a scuola da soli sono il 20% e quelli accompagnati in auto sono il 43%.
Dai questionari dei genitori si evince che l'organizzazione familiare è il fattore che influenza maggiormente le modalità con cui i bambini vanno a scuola.
Questo fattore ha un'importanza maggiore sia dei potenziali aspetti negativi, come i pericoli o la lontananza dalla scuola, sia di quelli considerati positivi come la promozione dell'autonomia del bambino o la vicinanza della scuola.
Il 32% dei genitori ritiene che ci siano ulteriori ostacoli alla mobilità autonoma dei bambini. Tra le risposte il rischio più citato è l'incontro con dei "malintenzionati".
La scuola elementare Realdo Colombo ha intrapreso dall'anno scorso un percorso di autonomia con il Laboratorio Cremona dei Bambini. I questionari sull'autonomia per bambini e genitori somministrati nell' ottobre 2000 hanno evidenziato un'alta percentuale di bambini che vanno a scuola da soli, il 23%, superiore alla media delle città del nord.
PER CONCLUDERE A CREMONA...
Per i genitori la mobilità autonoma dei bambini e la loro sicurezza spesso sono antitetici. Molti genitori si dichiarano favorevoli all'iniziativa, ma nello stesso tempo, pensano che andare a scuola senza un adulto sia un'esperienza pericolosa.
La percezione dei pericoli è correlata sia ad elementi di realtà (l'incremento del traffico ha sicuramente prodotto un aumento della pericolosità dell'ambiente), sia ad una dimensione soggettiva (il ruolo dei media nella percezione del pericolo di incontrare "malintenzionati" per i genitori è più importante della mancanza di eventi nella propria città).
L'autonomia di spostamento non è influenzata solo dalla percezione dei potenziali rischi per i bambini: l'organizzazione familiare ha il ruolo più importante nel determinare le modalità con cui i bambini vanno a scuola.
Per favorire l'autonomia dei bambini nel percorso casa-scuola è necessaria senz'altro l'attuazione di una serie di interventi sulla moderazione del traffico, ma è senz'altro necessario aiutare a superare le ansie e le paure che portano i genitori a non condividere pienamente il progetto.
L'obiettivo dell'esperienza non è quella di creare percorsi sicuri e protetti fra casa e scuola, se così fosse sarebbe molto relativo il contributo all'autonomia dei bambini e praticamente nullo l'intervento per la sostenibilità del quartiere.
Non dovremmo dimenticare che l'esperienza ha due obiettivi più importanti che il semplice andare a scuola senza accompagnatori adulti e cioè:
· l'autonomia dei bambini: la possibilità per loro non solo di andare a scuola ma anche di uscire per giocare con gli amici, di andare a fare la spesa, di ritagliarsi degli spazi non controllati dagli adulti.
· Lo sviluppo sostenibile della città: favorire la mobilità pedonale in tutto il quartiere e per tutti i cittadini, riducendo l'uso dell'auto privata, la sua velocità e la sua invadenza.
Per tutti questi motivi a supporto dell'esperienza "A scuola ci andiamo da soli" occorrono più soggetti coinvolti: bambini, genitori, diversi assessorati, vigili urbani, scuola ma anche altri elementi attivi della città.
(309) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 09-08-2006
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