Una mostra dedicata al più giovane della celebre famiglia di artisti Vincenzo, il Campi eclettico
Dal 2 dicembre, oltre quaranta rarità pittoriche al Museo Civico Ala Ponzone
Vincenzo Campi. Scene del quotidiano 2 Dicembre 2000 - 18 marzo 2001
Museo Civico Ala Ponzone
via Ugolani Dati, 4 - Cremona
Orario: dal martedì al sabato 9-19
domenica 10-19; lunedì chiuso Biglietti: intero L. 12.000 - ridotto L. 9.000 - ridotto speciale L. 7.000 Biglietto cumulativo per le due mostre: intero L. 18.000 - ridotto L. 14.000 - ridotto speciale L. 12.000. Il biglietto cumulativo dà diritto all'accesso alle collezioni del Museo civico "Ala Ponzone" di Cremona Catalogo: Skira Sponsor: Sponsor ufficiale Auricchio Spa; Sponsor tecnici: Tartaglia Fine Art, Axa Nordstern Art
Una città compatta, dalle solide mura, con belle chiese e palazzi sontuosi: così appare la Cremona del Cinquecento nella pianta disegnata da Antonio Campi nel 1578.
Negli anni della conquista Spagnola nasce Vincenzo Campi, il più giovane di una famiglia di artisti che annovera il capostipite Galeazzo e i figli Giulio, Antonio e, naturalmente, Vincenzo; mentre Bernardino, che pure aveva lo stesso cognome, non era neppure parente.
È a Vincenzo che oggi Cremona, nelle nuovissime sale espositive del Museo civico Ala Ponzone, riserva una mostra importante che arriva a quindici anni esatti dall'allestimento dedicato all'intera famiglia e alla cultura artistica cremonese nel Cinquecento.
L'idea della mostra su Vincenzo Campi è nata tre anni fa, in occasione della scoperta del "San Martino", un dipinto di Vincenzo che si rifà a una secolare tradizione delle campagne lombarde: l'11 novembre, giorno dedicato al santo, i contadini traslocavano da una cascina all'altra in cerca di lavoro, raccogliendo le loro misere cose sui carri. Il quadro - che raffigura dunque un trasloco - è stato rinvenuto negli uffici della Prefettura di Cremona, dove era giunto dopo numerosi passaggi nel corso dei secoli. Restaurato e oggi custodito alla pinacoteca cremonese, l'opera illustra uno spaccato di vita quotidiana, di quelle "scene del quotidiano" che connotano e circoscrivono il tema della mostra.
Non tutte di Vincenzo Campi sono le oltre quaranta opere esposte: il Comitato scientifico - coordinato da Franco Paliaga e composto da Luisa Bandera †, Giacomo Berra, Angela Ghirardi, Mina Gregori, Valerio Guazzoni, Bram de Klerck, Francesco Landolfi, Mario Amedeo Lazzari e Gianni Toninelli - ha accostato anche altri dipinti cinquecenteschi, in modo da suggerire un confronto con l'artista cremonese. Ma, accanto ad una singolare natura morta dell'Arcimboldo da New York, a opere di Jacopo Bassano da Vienna, ad un'opera inedita della scuola dei Bassano da Cremona, ad opere da Berlino, Firenze, Milano, Parigi e Trento, a dipinti fiamminghi da Modena, Napoli, Parma, Sestri Levante e Verona, è soprattutto Vincenzo Campi a riservare le principali sorprese.
Insieme alle opere più note dall'Accademia e dalla Pinacoteca di Brera, dallo Staatliche Museen di Berlino e dagli Uffizi di Firenze, vengono presentati un dipinto, mai visto in Italia, proveniente dal Musée des Beaux-Arts di Lione, opere di derivazione dello stesso soggetto conservate in collezioni private e, vera novità della mostra, cinque tele assolutamente inedite che, per la prima volta dopo quattro secoli, dal castello della Baviera dove sono conservate tornano nella città in cui furono dipinte. Anche per questo siamo particolarmente orgogliosi di un progetto che riapre per l'A.P.I.C. una stagione di grandi mostre, favorita dalla fondamentale collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di prestigiosi musei italiani e stranieri, del Comune di Cremona e del Museo civico Ala Ponzone che ospita l'evento e lo arricchisce di numerose presenze artistiche, della Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde e di una ben nota ditta cremonese, Auricchio S.p.A.
Suoni da godere con gli occhi
Dal 12 dicembre "Dipingere la Musica"
Dipingere la musica: strumenti in posa nell'arte del 500 e 600 12 Dicembre 2000 - 18 marzo 2001
Santa Maria della Pietà
piazza Giovanni XXIII - Cremona
(Vienna Kunsthistorisches Museum 3 aprile - 1 luglio 2001)
Orario: dal martedì al sabato 9-19
domenica 10-19; lunedì chiuso Biglietti: intero L. 12.000 - ridotto L. 9.000 - ridotto speciale L. 7.000 Biglietto cumulativo per le due mostre: intero L. 18.000 - ridotto L. 14.000 - ridotto speciale L. 12.000. Il biglietto cumulativo dà diritto all'accesso alle collezioni del Museo civico "Ala Ponzone" di Cremona Catalogo: Skira Sponsor: Sponsor ufficiale Sperlari Spa; Sponsor tecnici: Tartaglia Fine Art, Axa Nordstern Art, Foné di Cesare Ricci (per il Cd della colonna sonora della mostra) FilmWorks
L'idea della mostra "Dipingere la Musica. Strumenti in posa nell'arte del Cinque e Seicento" è stata concepita e sviluppata da un prestigioso Comitato interna-zionale di esperti, così composto:
- Sylvia Ferino-Pagden, Kunsthistorisches Museum, Vienna
- Luiz Marques, Università di Campinas, São Paulo, Brasile
- Anna Maria Petrioli Tofani, Direttore della Galleria degli Uffizi, Firenze
- Sybille Ebert-Schifferer, Generaldirektor der Staatlichen Kunstsammlungen Dresden, Dresda
- Rudolf Hopfner, Sammlumg Musikinstrumente Kunsthistorisches Museum, Vienna
- Wolfgang Prohaska, Gemäldegalerie Kunsthistorisches Museum, Vienna
- Augusto Gentili, Università di Cà Foscari, Venezia
- Volker Scherliess, musicologo, Lubecca
- Nicola Spinosa, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Napoli
- Marisa Zaccagnini, Curatore delle arti applicate, Galleria d'Arte Antica a Palazzo Barberini in Roma.
L'iconografia musicale è un terreno sconfinato. Nonostante la straordinaria fortuna del motto oraziano Ut pictura poesis, un rapido sguardo retrospettivo alla storia dell'arte rivela che anche fra la musica e la pittura intercorrono rapporti intensi ed eloquenti. Tantissime sono sempre state le motivazioni e le strategie che hanno portato la pittura - dai ceramisti greci ai cubisti - a raffigurare la musica, a servirsene appunto come di uno strumento con cui produrre, non già suoni, ma significati.
L'evoluzione di maggior rilievo nella storia della musica dal Quattrocento in poi è stata l'emancipazione della musica strumentale dalla musica vocale. Nel corso del Cinquecento lo strumento musicale ha goduto di un sviluppo senza precedenti, con una parallela vasta attività editoriale di testi musicali. Questo prodigioso moltiplicarsi di illustrazioni degli strumenti nella letteratura musicale aveva come scopo la normazione della morfologia, della costruzione e della pratica strumentale.
Compito fondamentale della mostra è di tentare una prima ricognizione dei diversi ambiti nei quali la pittura si è avvalsa dell'universo della musica per ampliare o precisare i propri sistemi espressivi, fra il 1480 e il 1700 circa.
Quasi duecento saranno i dipinti, i disegni, le stampe e gli oggetti decorativi presentati, secondo criteri di qualità artistica, ma anche di eloquenza iconografica. La mostra verrà poi arricchita, a mo' di contrappunto spesso chiarificatore, da una ventina di strumenti musicali coevi e da altrettanti pezzi di archeologia musicale. Mentre gli uni apportano all'esperienza di godimento delle opere una dimensione propriamente musicologica, gli altri recano la testimonianza dei modelli antichi, rispetto ai quali la mostra si presenta, soprattutto nella prima delle sei sezioni, come un insieme di variazioni.
Saranno presentate opere provenienti da musei e collezioni private di Paesi europei e d'Oltreoceano per un insieme di capolavori di artisti di eccezionale importanza e richiamo, fra i quali: Giorgione da Castelfranco (dalla National Gallery of Art di Washington), Tiziano Vecellio (da New York e dal Museo del Prado di Madrid), Il Guercino (dagli Uffizi di Firenze e da Varsavia), Peter Paul Rubens (da Praga), Nicolas Poussin (da Ginevra e Londra), Anton Van Dyck (dal Prado), Jusepe de Ribera (da Osuna in Spagna), Georges de la Tour (dal Paul Getty Museum di Los Angeles), Cecco del Caravaggio (dalla Pinacoteca Nazionale di Atene), Mattia Preti, Palma il Vecchio, Annibale Carracci, Bernardo Strozzi (accanto alla "Suonatrice di violoncello" da Dresda, dello Strozzi verrà presentato il "Ritratto di Monteverdi" proveniente da Vienna), Rosso Fiorentino (dagli Uffizi).
(387) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 27-07-2006
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