A prova di traffico
Ecco come cambierà la città nei prossimi anni
Il parco del Po e del Morbasco
La Variante ne sancisce definitivamente la destinazione a parco fluviale ed agricolo in attesa dell'istituzione dell'ente gestore. Intorno alla città è stata prevista una cintura di verde con una serie di corridoi che si addentrano nella campagna. Si privilegiano le sistemazioni a bosco lungo la tangenziale e nei punti di penetrazione ed accesso per presentare un'immagine decorosa della città. A seguito di osservazioni delle associazioni di categoria degli agricoltori, è stato rivisto l'azzonamento per tutelare l'ambiente rendendo compatibile l'imprenditorialità agricola consolidata su questa porzione di territorio.
Aree agricole extraurbane
Le zone agricole di interesse ambientale localizzate lungo il margine dell'edificato urbano ne contrastano i processi di marginalizzazione funzionale e di degrado ambientale, offrendo l'opportunità di una riqualificazione attraverso il riconoscimento ed il rafforzamento delle qualità paesaggistiche del territorio agricolo. Per limitare, contenere e valorizzare le cascine è stato effettuato un censimento su duecento di tali insediamenti indicando prescrizioni obbligatorie che ne definiscono puntualmente la categoria d'intervento e la destinazione funzionale compatibile.
Viabilità
Il miglioramento della viabilità è demandato a due anelli stradali pressoché concentrici uniti da un sistema di assi radiali che collegano il centro urbano alla rete interprovinciale. Intorno alla città è previsto il disegno di una grande viabilità che, tramite la tangenziale est, la gronda nord, il peduncolo ed il terzo ponte, definisce i limiti futuri di un territorio che coinvolge Bosco ex Parmigiano, Castelverde, Cavatigozzi e Castelvetro Piacentino. A settentrione il disegno della gronda nord, recepito dalle indicazioni del Piano territoriale provinciale, è indicato per preservarne una possibile e futura realizzazione. La soluzione dei principali problemi della mobilità urbana è affidata alla razionalizzazione del sistema di scorrimento da est a ovest impostato su via Ghinaglia e via Dante e alla sistemazione della viabilità e dei parcheggi lungo il perimetro del centro storico. Il traffico pesante ed extraurbano viene eliminato dalla zona meridionale della città ed indirizzato totalmente sulla attuale tangenziale opportunamente potenziata. A meridione il progetto di strada sud dovrebbe esclusivamente risolvere i problemi prodotti dal traffico urbano su via Giordano, mentre per quanto riguarda il tracciato, questo è stato modificato a seguito di osservazione di Legambiente nel tratto via del Sale-scavalcamento del Morbasco per un minore impegno del suolo del Parco.
Settore edilizio
La Variante, a fronte di circa duemila alloggi vuoti, impone un'attenta applicazione della nuova legge 431 sulle locazioni e cambiamenti di mentalità a favore del recupero ed una reale riduzione della possibilità di nuova edificazione nelle zone di espansione ad eccezione dei lotti interclusi e delle aree dismesse. Tale scelta di indirizzo limita l'identificazione nelle zone periferiche, produce notevoli risparmi sugli elevati costi di manutenzione e urbanizzazione comunali, ma suscita ed esalta rendite di posizione che vanno attentamente calmierate con correttivi che andranno studiati comparto per comparto nell'applicazione dell'ICI, degli oneri, delle monetizzazioni, delle convenzioni e nelle eventuali agevolazioni.
Zone di espansione
Le limitate aree di espansione, per un totale di circa 400 alloggi, sono consentite nelle frazioni di Cavatigozzi, Boschetto, Maristella e Bagnara. Nel definire le zone in cui localizzare la nuova edificazione, lo strumento punta a completare i lotti interclusi, già urbanizzati, solo per quella quota che è compatibile e sostenibile dalla rete di infrastrutture e servizi già esistenti.
Aree dismesse
La Variante individua cinque aree: Incrociatello, Cavatigozzi, Feltrinelli, Ferrovia e Psichiatrico su cui insistono edifici dismessi o in via di dismissione che vengono definiti come ambiti di riqualificazione. Per la loro dimensione e dislocazione queste vengono considerate strategiche ed adatte ad ospitare per lo più destinazioni multifunzionali di livello superiore (istituzione universitaria e terziaria, ricerca istituzionalizzata, attrezzature per spettacoli, attività congressuali, per la mobilità e per l'interscambio passeggeri, le attività terziarie, la residenza protetta, ecc...)
Aree produttive
Oltre alla valorizzazione delle aree lungo il canale navigabile, la Variante prevede la conferma del trasferimento dello scalo merci a Cavatigozzi che si raccorda alla zona del Porto, nonché l'estensione dell'area produttiva tra la Castelleonese e la via Sesto. All'interno di quest'ultima localizzazione, oltre al futuro insediamento Barilla, si prevede un'area composta da lotti di dimensioni ridotte, volta a soddisfare la domanda di rilocalizzazione sul territorio da parte di imprese già esistenti e di piccole attività artigianali e la realizzazione di un piano d'insediamento produttivo d'iniziativa pubblica. L'iniziativa è intesa a creare le precondizioni per attrarre investimenti degli operatori con conseguenze positive per l'occupazione e la costituzione, nel tempo, di un distretto industriale.
Commercio: favorire le proposte che rilanciano il ruolo di Cremona
Invertire le spinte centrifughe
Distribuzione commerciale
Le scelte della Variante Generale per il sistema della distribuzione fanno riferimento alle linee orientative della legislazione regionale in via di definizione, rimandando alla prevista Variante di Adeguamento del Piano Regolatore Generale scelte più precise. La Variante generale recepisce le indicazioni della Commissione Consiliare Territorio, ponendosi l'obiettivo di una "inversione delle spinte centrifughe verso centri commerciali esterni cui il territorio ed il consumatore cittadino è sottoposto, proponendo centri d'attrazione capaci di rilanciare la competitività del sistema città". Cremona oggi è oggetto di una richiesta per nuovi centri commerciali. La Variante di adeguamento per il sistema delle grandi strutture di vendita seguirà precisi criteri per la selezione delle proposte di nuovi insediamenti.
Centro Storico
L'attuale impostazione della Variante ha previsto un'analisi dettagliata di tutti gli edifici ed i relativi interventi compatibili, privilegiando quelli più leggeri di manutenzione, di restauro e risanamento conservativo che possono essere realizzati con semplice autorizzazione. Con l'obiettivo di incentivare le operazioni di recupero all'interno del centro storico sono state delimitate alcune zone. In particolare sono state assoggettate a preventivo piano di recupero di iniziativa pubblica quelle relative alle ex caserme e al vecchio ospedale cui viene attribuito grande rilievo per il consolidamento dell'immagine storica della città. I due comparti "strategici" d'intervento nel centro storico sono collocati agli estremi dell'organismo urbano e sono occupati da complessi monastici che nel corso dei secoli hanno già subito trasformazioni funzionali. La riqualificazione è concepita come la creazione di due nuovi "parchi", che si presentano come porte urbane da cui si dipartono itinerari tematici urbani legati alla Musica e alla Liuteria. Il parco dei Monasteri si configura come un piano-pilota di recupero urbano dei grandi siti monastici semiabbandonati presenti nel settore occidentale del centro storico. Il piano propone un sistema integrato di attrezzature sociali e di funzioni residenziali, un nuovo "pezzo" di città capace di offrire una sede adeguata e altamente suggestiva ad attività tradizionalmente presenti a Cremona e, nel contempo, di attirare nuove attività produttive, culturali e di ricerca che rafforzino il ruolo di Cremona come Città d'Arte. Il parco di S. Francesco mostra alcune affinità con il precedente anche se i suoi manufatti di proprietà comunale sono maggiormente utilizzati. Manca tuttavia una visione unitaria di uno spazio anch'esso tradizionale elemento di connessione tra interno ed esterno della città che ha potenzialità eccezionali rispetto all'uso odierno sia per la qualità architettonica degli edifici, sia per il sistema di connessioni che li lega. Il piano mira all'allestimento di un sistema coordinato di attrezzature culturali e di servizio.
(300) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 27-07-2006
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