A cinquanta anni dalla scomparsa, il Comune di Cremona onora la memoria del pittore Guido Bragadini dedicandogli un'ampia retrospettiva nella Sala Alabardieri del Palazzo Comunale dal 18 novembre al 14 gennaio 2001 (orari di apertura: dal martedì al sabato 8.30-18, la domenica dalle 10 alle 18, lunedì chiuso).
Guido Bragadini nasce a Stagno Lombardo il 22 agosto 1892. Vive la sua giovinezza a San Secondo, in provincia di Parma, e a 18 anni entra nell'Istituto di Belle Arti di Parma. Ventitreenne è richiamato alle armi per la Grande Guerra. Congedato nel 1919, riprende gli studi e si diploma nel febbraio del 1921 con Paolo Baratta, ottenendo il massimo dei voti ed il viaggio premio all'estero quale migliore conoscitore della figura. Sempre nella figura si perfeziona ulteriormente a Roma presso quella Accademia nel biennio 1921/1922. Lavora a Pieve d'Olmi fino al 1940, anno in cui comincia ad avvertire i primi sintomi della malattia che gli sarà fatale. Guido Bragadini muore il 13 febbraio 1950.
La rilettura del percorso pittorico del cremonese Guido Bragadini avviene non per rinverdire una notorietà mai realmente spenta, quanto per rilevare, nella globalità dell'opera, quegli accenti di originalità e di autenticità che costituiscono un valore fondamentale. All'artista, in passato, sono già state dedicate alcune mostre, ma nessuna ha completamente esaurito il percorso dell'autore, anche se tutte hanno contribuito a delinearne le linee fondamentali e i caratteri originali di una poetica che si è mossa tra le formulazioni accademiche iniziali ed il sodo e schietto realismo che ne ha connotato la fase matura conclusasi nel 1940, anno in cui ha inizio il dramma esistenziale ed umano dell'artista, impossibilitato dalla malattia a dipingere.
Ora, con la mostra in Sala Alabardieri, si vuole fare il punto sull'arte di Guido Bragadini, storicizzandone il percorso e completandone la rivisitazione critica, anche attraverso alcuni inediti, per tracciare le linee di una unità interna che vada oltre la semplicità di lettura dei soggetti e colga l'essenza di un mondo e di una cultura tipiche del primo novecento cremonese. Lo spazio istituzionale della Sala degli Alabardieri offre una degna cornice alle opere di uno dei più genuini cantori della terra lungo il Po, in diretta continuità di intenti e di sensibilità culturale con altri autori cremonesi coevi.
Prosegue in questo modo l'obiettivo, già perseguito con le mostre dedicate a Vittori, Rizzi e Camelli, di sollecitare l'attenzione nei confronti degli artisti cremonesi del primo Novecento, rispondendo ad un costante bisogno di confronto e di riconoscimento di quei valori culturali che hanno alimentato la vita cittadina nel secolo da poco trascorso.
(182) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 27-07-2006
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