Via libera definitivo alla Variante Generale al Piano Regolatore
Il nuovo strumento urbanistico definitivamente adottato a seguito del voto favorevole del Consiglio Comunale avvenuto in ottobre non corrisponde solo ad un adempimento burocratico ma pone le premesse, attraverso una valutazione della situazione economico-territoriale, per la promozione della città. Cremona ha opportunità specifiche: la posizione baricentrica nel sistema urbano settentrionale, la disponibilità, ormai rara, di spazi aperti ben conservati, ed ancora, decoro e valori architettonici ed un tessuto sociale animato da tradizionali valori solidaristici. La città può essere, in una fase di globale asssestamento del settore industriale, all'avanguardia nella ricerca di percorsi innovativi, nell'individuazione di modelli attorno a cui ricercare le forme ed i modi di uno sviluppo sostenibile. Si può puntare su quanto ha già forte visibilità: vocazione agricola e zootecnica, da sviluppare lungo le direttrici della ricerca nel settore delle biotecnologie, della genetica, della veterinaria, in quello agroalimentare e della dietetica ed in quello dell'industria metalmeccanica di supporto, dello stoccaggio, della logistica e delle manifestazioni fieristiche; vocazione musicale, che potrà essere sviluppata e sfruttata con più decisione, con l'ottica propria di una moderna industria culturale capace di collegare manifestazioni ed eventi, scuole di perfezionamento e master di specializzazione, produzione e restauro di strumenti musicali; settore assistenziale che trova riscontro nel volontariato e nell'ininterrotta attività di solidarietà umana che la città ha avuto e che per certi versi è nel carattere del cremonese. E' necessario insomma sviluppare le eccellenze esistenti e originali in una nicchia di mercato che trova identificazione nei luoghi e con i ritmi di questa città.
La Variante Generale al Piano Regolatore si propone come obiettivo prioritario la valorizzazione ed il recupero della qualità, incentivando un nuovo equilibrio fra economia e scenario urbano nella consapevolezza che non ci potrà essere sviluppo senza qualità e viceversa. Si dovrà quindi ricercare uno sviluppo sostenibile che sappia coniugare le forme più raffinate di innovazione tecnologica con la valorizzazione dell'immagine della città.
Per questo la Variante Generale è stata pensata e strutturata per reagire all'immobilismo, per ricercare degli strumenti flessibili nel tempo, capaci di cogliere le necessità sociali ed economiche locali con la consapevolezza che il futuro riserva sorprese, impossibili da prevedere, ma che è necessario non demordere e continuare ad interpretare, governare e controllare le trasformazioni del territorio con mezzi più raffinati ed adeguati.
Con l'operazione che è stata condotta in porto si può affermare che si conclude l'era dello sviluppo quantitativo e inizia quella in cui prevale l'interesse per la qualità del territorio, in cui l'attenzione preminente viene assegnata al suolo invece che al costruito. Viene salvaguardato il principio per cui la città esistente ammette solo modeste espansioni, adeguamenti, recuperi e ristrutturazioni funzionali. Tra gli obiettivi qualificanti della Variante vi sono infatti quelli di fermare l'espansione del nucleo urbano, favorendo la riqualificazione delle aree dismesse ed il completamento di quelle parzialmente edificate, di valorizzare gli elementi di identità urbana: il centro storico, il fiume ed i terreni di golena, le cascine, il territorio agricolo. Prima che con il cemento, oggi l'urbanistica deve essere fatta con gli spazi liberi, con i vuoti, il verde e l'esaltazione del paesaggio.
Massimo Terzi
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Data ultima modifica: 27-07-2006
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