La parola al Consiglio - Commissione Bilancio Sviluppo Economico e Aziende
Commissione Bilancio Sviluppo Economico e Aziende
Presidente: Luciano Presti Vicepresidente: Fabio Araldi Membri effettivi: Giorgio Denti, Eduardo Poles, Roberto Nolli, Lorenzo Pepe, Petrisso de Petris, Fillippo Spigaroli, Celestino Villa
Bilancio a misura di cittadino
Commissione Bilancio: il parere del presidente Luciano Presti
"Buon lavoro della maggioranza per una città più vivibile, sicura e comunicativa"
Come unico rappresentante dei Comunisti Italiani all'interno del Consiglio Comunale e presidente della Commissione Bilancio, ritengo utile e necessario ribadire la posizione del partito cui appartengo in occasione della presentazione del Bilancio comunale.
Anche se non siamo presenti nel governo della città, siamo leali e trasparenti sostenitori della maggioranza, questo significa non solo condividere le scelte di fondo, ma anche sottolineare le criticità e la necessità di una maggiore caratterizzazione a sinistra di alcune scelte politiche.
Abbiamo sempre manifestato le nostre opinioni su tematiche importanti per la nostra città come, ad esempio, l'ipotesi di un eventuale acquisto dell'autosilo Massarotti. Infatti, l'ultima proposta emersa in Consiglio Comunale di essere subordinati ad un eventuale compratore privato, oppure di tenere in considerazione una partecipazione tra pubblico e privato ci sembra una strada praticabile, anche la richiesta di forti garanzie rispetto all'impatto ambientale e viabilistico di nuovi insediamenti commerciali ci vede impegnati in prima persona.
Il Bilancio non è solo un documento tecnico, ma prima di tutto deve un essere documento politico che indica quali indirizzi e soprattutto quali scelte la maggioranza intende fare. Una città piì vivibile, piì produttiva, piì comunicativa, piì sicura, dove attraverso le sinergie e le capacità delle associazioni di categoria, dell'imprenditoria locale e delle istituzioni si concorre alla realizzazione di posti di lavoro, di benessere per i cittadini, di risposte agli strati sociali piì deboli. Il Bilancio di Previsione approvato dal Consiglio Comunale il 23 febbraio scorso si può dire vada, in linea di massima, in questa direzione.
È infatti arrivato il momento di fare scelte decise e sicure in linea con il programma che il sindaco e la maggioranza hanno adottato per realizzare un progetto di città alla portata di tutti i cittadini. Scelte che ci porteranno nei prossimi anni ad un progressivo sviluppo sociale, economico e produttivo.
Entrando nel merito degli elementi che caratterizzano il Bilancio approvato, ne emerge innanzitutto uno qualificante: l'invarianza nei confronti della pressione fiscale, in sintonia con gli sforzi prodotti dalla politica di programmazione economica e finanziaria voluta dal Governo.
L'avere mantenuto l'ICI al 4,5%, il non avere voluto usufruire dell'addizionale IRPEF, già adottata in molti comuni in Italia, l'avere contenuto la spesa corrente pari al 2,8%, vicino al tasso di inflazione programmato, l'avere previsto un graduale adeguamento della TARSU alla normativa nazionale prevista dal Decreto Ronchi, il proseguire nell'incentivazione dei controlli antievasione con il potenziamento degli strumenti informativi, questi sono i principi fondanti che sono emersi dalla lettura del Bilancio.
Potrei dilungarmi su tutto quanto il vice sindaco Luciano Caon, nella sua veste di assessore alla partita, ha presentato nel Bilancio di Previsione, ma preferisco soffermarmi sul fatto di ritenere che l'apporto del partito che rappresento sia stato importante rispetto ad alcune scelte effettuate dalla Giunta: penso, ad esempio, all'utilizzo di parte del ricavato dalla vendita di buona parte delle azioni della AFM S.p.A. a favore dell'edilizia popolare scolastica o il forte investimento sui servizi sociali.
Do' un giudizio generale di massima positivo sul programma triennale del Bilancio, riconoscendo il ruolo importante svolto dal vice sindaco Luciano Caon. Ritengo comunque che di piì si potrebbe osare a favore dei soggetti piì deboli.
"Ma i punti deboli restano invariati"
Il vicepresidente Araldi critica la distribuzione delle risorse finanziarie Distribuzione: "Utopistico ritenere che un centro commerciale rilanci le sorti della città"
Il momento in cui qualsiasi Comune affronta il tema del Bilancio di Previsione rappresenta forse il momento massimo in cui gli appartenenti agli schieramenti di maggioranza ed opposizione riconoscono le ragioni della loro diversità.
Altrettanto importante è la "qualità", vale a dire l'originalità della risposta che si intende offrire e non meno importante infine è anche la sensibilità politica. È difficile pertanto immaginare che l'attuale maggioranza si comporti a prescindere dai comportamenti e dalle scelte fatte dal Governo centrale di centrosinistra e analogamente dicasi per le opposizioni. Questo è giusto. Si tratta di un passo importante per capire che la nostra avversione alle scelte di bilancio operate dal centrosinistra locale ha dei tratti comuni con il giudizio negativo che noi diamo di questi ultimi anni di governo del nostro Paese ad opera dell'Ulivo.
Entrando nel merito del Bilancio di Previsione approvato dal Consiglio Comunale il 23 febbraio scorso, dobbiamo distinguere due aspetti:
- rileviamo una indiscutibile correttezza formale, per cui non pensiamo di trovarci di fronte ad un documento infarcito di grossolane incongruenze rispetto alle leggi che regolano la contabilità (in tal senso ci conforta anche la consueta relazione dei revisori dei conti);
- riteniamo altresì che la collocazione delle risorse sia talmente "fuori bersaglio" da rendere impossibile ogni tentativo di correzione mediante lo strumento dell'emendamento nella discussione in aula.
La distribuzione delle risorse, strumento per raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge, a nostro avviso è totalmente da ripensare. La nostra opinione quindi è che, stante così le cose, a Cremona non vi potrà essere nessuna inversione di tendenza rispetto ai "punti deboli" che tradizionalmente si riscontrano: progressivo invecchiamento della popolazione, ridotte prospettive di lavoro per i giovani, cronica penuria di parcheggi nelle zone centrali e semi centrali del centro urbano, problematiche della viabilità (con la mancata realizzazione della strada sud) e così via.
Fa impressione viceversa l'utopia che si riscontra in molte scelte di chi ci guida. Un esempio è dato dal ritenere che lo sviluppo economico della città possa passare per l'apertura di un mega centro commerciale. Noi, diversamente dalla maggioranza, non riteniamo questa decisione come la panacea di ogni male e piuttosto siamo preoccupati per tutti quei commercianti cremonesi, improvvisamente divenuti "servi inutili".
Un altro esempio emblematico circa l'illusorietà delle scelte operate è riscontrabile nella riqualificazione dei giardini di piazza Roma, visto che non possiamo condividere l'idea che si possano in qualche modo coniugare le ragioni di sicurezza dei cittadini con la presenza non solo sgradevole e diseducativa, ma anche pericolosa, dei tossicodipendenti ivi residenti da troppi anni.
Inoltre, le statistiche di confronto con le altre città che gli organismi piì vari con cadenza crescente pubblicano sono sostanzialmente concordi nel rilevare l'incapacità della nostra realtà cittadina a tenere il passo dello sviluppo economico medio lombardo.
Pur con le dovute cautele, si tratta anche in questo caso di un campanello di allarme, che in ogni caso trova autorevoli conferme nella quotidianità di chi vive sulla propria pelle il disagio della disoccupazione o il disagio del pendolarismo verso realtà limitrofe che offrono possibilità di lavoro.
Come abbiamo in altre occasioni già avuto modo di dire, Cremona anche per il futuro sarà una città a misura di chi, ma sempre meno, sta già bene. Sarà invece inospitale per tutti gli altri (la gran parte). Anche i servizi quindi inevitabilmente ne risentiranno ed è purtroppo facile prevedere che non ancora per molto sarà possibile mantenerli sugli attuali buoni livelli di qualità.
(188) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 27-07-2006
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