Teatro Comunale A. Ponchielli Cremona: Stagione di prosa 2002-2003
Dio e le immagini del divino Tre lezioni e tre incontri
Quale, fra le tre fedi monoteiste, è quella vera? Nathan il Saggio risponde alla domanda del sultano con la parabola dei tre anelli: uno solo (cioè una sola fede) è l'anello vero, ma i due falsi sono talmente simili a quello, che anche colui che li ha fatti forse non è più in grado di distinguerli.
Il Teatro A. Ponchielli presenta il progetto Dio e le immagini del divino, articolato in tre lezioni pomeridiane nel Ridotto del Teatro e tre incontri serali in palcoscenico: un percorso di sei settimane - per la realizzazione del quale sono stati chiamati filosofi esperti di ecumenismo e gli attori della Compagnia Teatrale I Fratellini - che ci accompagnerà dall'inizio della Quaresima alla Pasqua, dal 12 marzo al 15 aprile.
Il progetto intende far riflettere sulle tragedie vecchie e nuove dell'umanità, portando un messaggio di tolleranza, comprensione e umanità e sottolineando la necessità della ricerca continua e instancabile di un dialogo capace di gettare basi solide e concrete al superamento delle barriere che rendono ancora difficile la convivenza.
Yossl Rakover, l'ultimo ebreo sopravvissuto del ghetto di Varsavia, pochi istanti prima di morire si rivolge a Dio e gli chiede: "Che cosa ancora, sì, che cosa ancora deve accadere perché Tu mostri nuovamente il tuo volto al mondo?".
Ci eravamo illusi che il progresso, economico e scientifico, avesse relegato nei libri di storia i conflitti generati dalla diversità di religione. Quel che ci sembrava antico, invece, è ancora di inquietante attualità.
Il teatro, luogo della meditazione civile, può aiutare a comprendere. Per questo Adriano Fabris ha progettato tre serate nel corso delle quali il tema del divino e dei rapporti interreligiosi viene affrontato attraverso la lettura drammaturgica - affidata a Marcello Bartoli, Dario Cantarelli e Michela Martini - di passi degli antichi testi sacri e di brani di opere filosofiche e letterarie, tra i quali il poema illuministico Nathan il saggio , scritto nel 1779 da Gotthold Ephraim Lessing, da cui è tratta la celebre parabola dei tre anelli.
I temi affrontati nelle tre serate di letture avranno un approfondimento nel ciclo di tre lezioni, affidate allo stesso Adriano Fabris, all'esperto di ecumenismo Piero Stefani e a don Mario Aldighieri, responsabile per la Diocesi di Cremona della ricerca sulle nuove forme religiose.
Con questa iniziativa il Teatro A. Ponchielli intende fornire strumenti per la conoscenza di temi e problemi controversi, offrendo così un contributo alla tolleranza.
Tre lezioni. Ridotto del Teatro, ore 18.00
mercoledi 12 marzo Perché un unico Dio e tre religioni?
Piero Stefani, biblista laico cattolico, docente all'Istituto di studi ecumenici S. Bernardino di Venezia
Ferrarese, si è laureato in Filosofia nel 1972 a Bologna e dal '75 insegna storia e filosofia al Liceo scientifico A. Roiti di Ferrara. Dal '95 al '99 ha lavorato, per incarico del Ministero della Pubblica Istruzione, presso Biblia, associazione laica di cultura biblica con sede a Settimello (Firenze) quale coordinatore nazionale. È titolare del corso di "Dialogo con l'ebraismo" presso l'Istituto di Studi Ecumenici S. Bernardino di Venezia e di "Storia delle religioni" presso l'Istituto di Scienze religiose "Beato Giovanni Tavelli" di Ferrara. Tiene il corso di "Pensiero ebraico moderno e contemporaneo" presso il master di Filosofia e Teologia dell'Università del Piemonte orientale a Vercelli. È consulente e membro del Segretariato Attività Ecumeniche; è membro del Comitato scientifico e direttore del notiziario di Biblia; dal '85 è redattore della rivista Il Regno di Bologna.
martedi 18 marzo Come convivere con le altre religioni?
don Mario Aldighieri, prete della Diocesi di Cremona, incaricato della Pastorale della Migrazione
Don Mario Aldighieri è nato a Soresina nel 1937. Prete della Diocesi di Cremona, è stato ordinato il 27 maggio 1961. Ha conseguito la licenza in Filosofia all'Università Cattolica di Belo Horizonte (Brasile) e il Master in Storia delle Società Agrarie nell'Università Federale del Gioįs (Brasile).
Licenziato in Missiologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, è stato segretario nazionale della Commissione Pastorale della Terra in Brasile dal 1980 al 1985.
È incaricato nella Diocesi di Cremona della Pastorale della Migrazione dal 1998 e della Ricerca sulle nuove forme religiose dal 1999.
martedi 25 marzo Dire Dio nell'epoca dell'indifferenza religiosa
Adriano Fabris, ordinario di Filosofia morale all'Università di Pisa
Adriano Fabris è nato nel 1958, laureato in Filosofia all'Università di Pisa sotto la guida di Vittorio Sainati nel 1981.
Perfezionamento in Filosofia all'Università di Genova nel 1987.
Borsa di Studio DAAD nel 1982 con soggiorni presso le Università di Mannheim, Freiburg, Meidelberg.
Dal 1984 ricercatore universitario presso l'Università di Pisa.
Dal 1990 docente di Filosofia della religione.
Dal 1998 professore associato di Ermeneutica filosofica all'Università di Pisa.
Dal 2001 Ordinario di Filosofia morale all'Università di Pisa e direttore del Master in Comunicazione pubblica e politica della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Membro delle redazioni delle riviste "Teoria", "Filosofia e Teologia", "Iride", "Dialeghesthai".
Traduttore di opere di Heidegger, Gadamer, Scholem, Jean Paul.
Ambiti di ricerca: Ermeneutica filosofica, Filosofia delle religioni, Storia del pensiero ebraico, Filosofia della Musica, Etiche applicate, Filosofia della comunicazione
Tre incontri Palcoscenico del Teatro, ore 21.00
Progetto coordinato da Adriano Fabris
Letture a cura de I Fratellini
con Marcello Bartoli, Dario Cantarelli, Michela Martini
Le tre serate presentano altrettanti modi in cui oggi viene vissuto il problema di Dio: la possibilità che di Dio e delle varie immagini del divino si possa anche fare a meno; l'odierno proliferare, ciò nonostante, di molteplici figure del divino; i conflitti che, proprio su di un piano religioso, da questa pluralità nascono e sono alimentati, e la possibilità, eventuale, di una loro composizione.
Martedì 1 aprile Immagini della morte di Dio
testi da Jean Paul, Friedrich Nietzsche, James Marrow
Partendo da alcuni testi di Jean Paul (Discorso del Cristo morto e Sogno nel sogno), nei quali per la prima volta viene fatta esperienza, nella maniera più intensa, della morte di Dio, si passa poi attraverso il Nietzsche della Gaia scienza, che di questa morte ha tratto le conseguenze, per approdare infine alle pagine visionarie e ironiche di James Morrow, che ne L'ultimo viaggio di Dio mette in scena proprio il suicidio di Dio Padre, il Dio della tradizione ebraico-cristiana.
Attraverso questi testi ci si interrogherà se quello di cui si proclama la morte, nella sensibilità contemporanea, è proprio Dio, oppure se la morte di cui si parla riguarda piuttosto le varie immagini del divino che l'uomo ha elaborato, cioè un Dio pensato come immagine dell'uomo.
martedì 8 aprile Il Dio plurale
testi da Dietrich Bonhoeffer, Wolfgang Goethe, Simone Weil, Bhagavadgita, il Corano, la Bibbia
Vengono presi in esame alcuni modi in cui oggi, al di là della proclamazione della morte di Dio, si continuano comunque a fare esperienze di tipo religioso, mantenendosi nell'alveo delle religioni tradizionali oppure aprendosi ad altri mondi religiosi, ad esempio quelli orientali; elaborando in varie forme una specie di "religione laica", oppure mescolando, come fa il New age, elementi tratti da sensibilità e culti diversi. Il percorso sarà scandito dalla lettura di testi sacri di alcune religioni universali (Bhagavadgita, Corano, Bibbia) e dalle testimonianze di alcuni scrittori e pensatori (come Goethe, Bonhoeffer, Simone Weil) che hanno cercato di fare i conti in maniera originale con le diverse tradizioni religiose di riferimento.
martedì 15 aprile Il Dio condiviso
testi da Gialal ad-Din Rumi, Martin Buber, Chajim Bloch, Gotthold Ephraim Lessing
Si cerca di verificare se la pluralità di questi approcci religiosi deve per forza sfociare in conflitto, come così spesso è accaduto e tuttora sta accadendo. La lettura di alcuni testi tratti dalla mistica islamica ed ebraica (in special modi da Rumi e dal chassidismo, nella rilettura che ne ha proposto Martin Buber), nonché la ripresa della famosa Favola dei tre anelli contenuta in Nathan il Saggio di Lessing consentiranno di delineare la prospettiva possibile di un Dio condiviso, che può essere accolto dai credenti di varie religioni.
(348) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
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