Nella discussione avvenuta in sede di commissione prima e poi in sede consiliare, l'impianto generale dello Statuto della Fondazione Teatro A. Ponchielli è stato in linea di massima apprezzato. Vorrei inoltre sottolineare il fatto politico importante che con il voto avvenuto il 12 settembre scorso in Consiglio Comunale si è dato il via alla trasformazione del nostro Teatro - per più di un ventennio gestito in forma diretta dal Comune dopo il suo acquisto da privati - che cambia di nuovo veste, cambia di nuovo stato giuridico, per trasformarsi in una Fondazione di partecipazione. I tempi evidentemente cambiano, le esigenze gestionali anche, le leggi spingono in questo senso e quindi nel programma elettorale è stato evidenziato questo, che ha il principale significato di spostare proprio l'asse di azione del Teatro da una sfera eminentemente politica, politica-amministrativa, in quanto gestito dal Comune, in una situazione più baricentrica rispetto alla città. Questa è un po' l'operazione compiuta riacquistando all'interno della gestione del Teatro una partecipazione privata che evidentemente ci auguriamo ampia ma che già nelle premesse, per i contatti avuti, per le lettere di adesione che già abbiamo - rappresentativa di forze, di persone, di istituzioni che da sempre sono state vicine al Teatro - è assolutamente sufficiente per poter partire. A questi privati non chiediamo solo un contributo economico, come è successo in passato, quando si è andati alla ricerca di sponsorizzazioni o di aiuti, di sussidi, ma chiediamo anche un apporto in termini di idee, di stimoli culturali, chiediamo anche un apporto di carattere gestionale vero e proprio. Ritengo che tutti colgano facilmente l'importanza che questa operazione riveste, tenuto conto di cosa rappresenta un Teatro per la vita culturale di una città e anche per la vita sociale: è un centro di aggregazione, è un polo culturale sicuramente significativo. Il nostro è un Teatro carico di tradizioni, non soltanto perché è uno dei 21 teatri di tradizione d'Italia, ma proprio per la sua storia, per la capacità che ha saputo esprimere, per il ruolo preminente che ha saputo ritagliarsi: quando si gira per l'Italia una delle ragioni per cui la città è conosciuta sicuramente è anche il Teatro Amilcare Ponchielli, e questo deve essere evidentemente motivo di soddisfazione per tutti. Ci troviamo di fronte ad un momento significativo: da servizio comunale a Ente, a Fondazione autonoma, Fondazione di partecipazione, come si usa dire, vale a dire che ciascuno dei fondatori apporta un capitale e apporta risorse per potere gestire questa istituzione. Qui forse c'è uno degli aspetti che con fatica forse è emerso dalla discussione che ha accompagnato questo passaggio. C'è sempre stato un atteggiamento che faceva pensare ad un proseguimento di un controllo diretto del Comune nei confronti di questo Ente. Ora dobbiamo ragionare nell'ottica che questo sarà un Ente autonomo con un suo Consiglio di Amministrazione dove la presenza del Comune sarà una presenza significativa ma non necessariamente maggioritaria, anzi, lo statuto è stato concepito perché la maggioranza possa essere nelle componenti private o comunque diverse dal Comune che dovessero entrare nella fondazione. Non si tratta di una S.p.A. dove tanto più capitale uno mette, tanto più conta: nella Fondazione si va per teste, per cui il Comune dÀ molto a questa Fondazione in termini di risorse e quant'altro però come teste avrà una posizione minoritaria: questo sia nel Consiglio di Amministrazione, sia nell'Assemblea dei soci fondatori e questo è un punto molto importante. Negli impegni che ci siamo assunti c'è quello di mantenere lo stanziamento che oggi il Comune spende per il Teatro anche a favore della Fondazione. Per quanto riguarda il Teatro in sé, come stabile, come edificio, questo non viene messo nel patrimonio, ma verrà invece concesso alla Fondazione sotto forma di comodato, ragionevolmente credo gratuito: sarà comunque un accordo tra il Comune e la Fondazione a stabilirlo, probabilmente anche considerato il fatto che questo stabile, analogamente ad altri edifici, passerà nella società di capitali che il Comune ha in animo di istituire. Nella vicenda di costituzione della Fondazione la sfida del mercato di fatto l'abbiamo già vinta, perché abbiamo componenti privati, semiprivate, società ecc. che hanno dato da tempo la loro adesione. Grazie a questo passaggio abbiamo fatto qualcosa di bello per la città: ora è il tempo di lasciare da parte le polemiche che non ci portano da nessuna parte. La Fondazione è stata costituita ed abbiamo per la prima volta questa partecipazione veramente significativa della città: è un segnale che il percorso intrapreso è giusto e che sarà così più facile trovare nuovi soci aderenti, nuovi soci sostenitori. Sono certo che la città tutta si stringerà intorno al nostro Teatro.
(199) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
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