Dal 26 settembre vedute cremonesi dell'Ottocento al Museo Civico "Ala Ponzone"
Si apre in Fiera il 14 settembre in concomitanza con CremonAntiquaria e sarà poi trasferita al Museo Civico Ala Ponzone dal 26 settembre) la mostra sul vedutismo cremonese dell'Ottocento. Inserita nel progetto di valorizzazione sulla pittura del XIX secolo, iniziato lo scorso anno con la monografica di Rescalli, la mostra parte dalle premesse del Piccio, altissima presenza a Cremona e iniziatore del paesaggismo moderno in chiave romantica. A lui guarda in particolare Felice Giuseppe Vertua, che da questa prima ricostruzione emerge già come pittore di grande statura, tale da imporsi nel panorama del vedutismo lombardo della prima metà del XIX secolo, come presenza tutt'altro che marginale. Nato a Cremona nel 1820 e morto nella stessa città, 42 anni dopo, nel 1862, di lui si conoscono, praticamente, soltanto gli estremi anagrafici: nulla si sa della sua formazione artistica, dell'attività svolta e della committenza che lo sostenne. Dovette però essere attratto dalla pittura di Canella, cui si avvicina anche tecnicamente e stilisticamente. Come lui, anche Vertua dipinge vedute di "genere", ma soprattutto dedica una grande attenzione alle vedute di Cremona, facendo propria una tendenza, assai diffusa tra i vedutisti del suo tempo, che li spingeva a rappresentare la propria città, negli angoli più caratteristici o nei monumenti più significativi, secondo un genere "didascalico" che a Cremona aveva già trovato in Carlo Gilio Rimoldi un esponente di rilievo. Meglio documentata è invece la figura di Giulio Gorra: nato a Cremona il 19 agosto 1832, era figlio di Giuseppe, anch'egli pittore e decoratore, esecutore, soprattutto, di fondali e scenari per i teatri cremonesi. Avviato allo studio del disegno, frequentò l'Accademia Carrara di Bergamo e fu allievo di Enrico Scuri, senza peraltro aderire ai dettami dell'estetica classicista. La sua vocazione per la veduta e per la pittura di paesaggio è in realtà testimoniata, fin dagli anni giovanili, dal cospicuo fondo di disegni conservati nel Museo Civico di Cremona, soprattutto le vedute di Roma, alcune delle quali portano le date "1853-54" a documentare un viaggio di "formazione", secondo una consolidata tradizione. Ben presto si trasferì a Milano, dove risulta documentato già dal 1857, attratto, probabilmente, dal fermento culturale e dalla vivace vita artistica della città. La Veduta di Cremona dalla cappella di San Rocco della Pinacoteca Civica di Pavia potrebbe essere posta agli esordi della sua attività di vedutista, prima della partenza per la capitale lombarda, ancora in continuità con la pittura del Vertua. Ma con il trasferimento a Milano la sua pittura cambia sensibilmente orientamento; dopo una breve parentesi patriottica tra le file garibaldine, iniziò la sua produzione, come disegnatore e illustratore di libri e periodici, e come pittore, con una regolare attività espositiva a cominciare dal salone braidense del 1858 dove presentò Una fermata di Valacchi nomadi, presente in questa mostra. Il dipinto, ancora un po' legnoso, propone un genere ripreso anche due anni più tardi, con le Lavandaie del Museo Civico: quello del "gruppo di figure" ambientato in un paesaggio, a cui Gorra tornerà frequentemente anche in seguito. In controtendenza con questa ricerca, nella quale forse Gorra non ebbe il coraggio di proseguire oltre, è la serie di dipinti di tipo "patriottico" che egli realizzò negli stessi anni, dopo il 1860, e di cui è esemplare la Piazza Sant'Agata con l'obelisco per la visita di Garibaldi. Dopo il 1870 la sua vena sembra inaridirsi. Fa eccezione la bellissima tela Una bella giornata di marzo, presentata all'Esposizione di Brera del 1878 (e acquisita dalle collezioni dell'Accademia), opera mirabile dove il gusto per l'aneddoto e per la descrizione della vita contadina e popolare è unito ad una nitida e limpidissima resa del paesaggio con, ancora una volta, esiti di grande spazialità. La mostra si completa con la presenza di artisti meno noti quali Gilio Rimoldi, Omobono Longhi, Leandro Novati e Carlo Landriani, e offre la possibilità di utili confronti con alcune opere di Giovanni Migliara, Giuseppe Canella, e degli Inganni.
Vedutismo e pittura di paesaggio nella Cremona dell'Ottocento. Da Piccio a Giulio Gorra Cremona, Fiera, dal 14 al 22 settembre 2002. Cremona, Museo Civico, dal 26 settembre al 10 novembre 2002 (da martedì al sabato 9-18, domenica e festivi dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì).
(439) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
-