La parola al consiglio: Società di servizi alla persona
Sì alla S.p.A., ma più poteri di controllo ai consiglieri comunali
Per poter continuare a garantire livelli di qualità in un settore così delicato, si impone per forza una scelta che può essere anche drastica rispetto al passato, anche se siamo concordi nel dire che la trasformazione in società per azioni non è che uno strumento che andrà riempito di contenuti.
Cambiare le norme che regolano i diversi rapporti non è di per sé garanzia di efficienza e di miglior gestione e quindi quello che a noi interessa di più, di migliori servizi. Però gli strumenti sono importanti e nell'ottica di questo riassetto più generale dell'Amministrazione credo che la scelta sia quella giusta.
Ritengo che la scelta più radicale di passare direttamente a una società per azioni sia da preferirsi: penso infatti sia quella che garantisce meglio una fusione di quelli che sono gli altri enti, cioè le II.PP.A.B. e il Soldi.
Se questo strumento, che dà la possibilità anche all'ingresso dei privati, dobbiamo tenercelo caro, prima di arrivarci sarebbe meglio attuare una completa integrazione di quelli che sono gli enti: il settore degli Affari Sociali del Comune, le II.PP.A.B. e il Soldi, perché in un settore delicato come quello dei servizi alla persona una trasformazione così forte come quella che stiamo intraprendendo ha bisogno di fasi di verifica.
Questa necessità di cambiare desta non delle preoccupazioni, ma pone dei nuovi interrogativi su quello che è il ruolo politico del Consiglio Comunale, dei Consiglieri Comunali, e cioè di poter mantenere un costante controllo e la possibilità di incidere effettivamente su quelle che sono le gestioni.
Esiste infatti il timore, non infondato, di perdere sostanzialmente una parte di ruolo politico del Consiglio Comunale ed abdicare in favore di questi consigli di amministrazione, che sì sono di nomina politica, sì rispondono a degli indirizzi politici, ma ben sappiamo quanto sia difficile poter avere un controllo diretto di prima mano sull'azione di queste società, soprattutto da parte dell'opposizione.
Pertanto, nell'ottica del miglioramento della gestione delle risorse, per controbilanciare questi passi decisi che condividiamo in pieno, mi auguro ci sia un maggiore investimento su quello che è il ruolo dei consiglieri comunali.
Un altro metodo, che potrebbe essere preso in considerazione, è l'obbligo preciso, all'atto di fondazione di questa società, di relazioni periodiche al Consiglio Comunale, alla Commissione Affari Sociali, perché ancora di più nel settore dei servizi alla persona è indispensabile avere una conoscenza diretta, poter verificare passo passo la qualità, l'efficienza ed anche la quantità e, perché no, anche i costi dei servizi erogati.
Ferdinando Quinzani Gruppo di Forza Italia
Bene la nuova strategia, ma i consiglieri comunali devono essere rappresentati
Abbiamo accolto questo indirizzo nel senso che non si vuole solamente trovare una veste giuridica capace di meglio razionalizzare i servizi offerti e aumentare la qualità delle prestazioni, ma proprio si vuole trovare una nuova strategia capace di indirizzare i servizi pubblici; una strategia che pone al centro dell'attenzione il cittadino, che si è trasformato in un soggetto pienamente legittimato ad esigere dall'erogatore del servizio pubblico una prestazione di qualità.
Per quanto riguarda il discorso della società per azioni, penso che sia lo strumento migliore, capace di fare interagire i differenti servizi fino ad oggi offerti in modo disgiunto dal Comune in forma diretta, mediante il modello della gestione in economia e dall'altra parte in via indiretta attraverso accordi di programma appunto con le II.PP.A.B., mentre un domani, magari fra qualche anno, si potrà pensare anche all'inserimento di soggetti privati, non può essere che visto positivamente proprio alla luce di un miglioramento del servizio proprio nei confronti dell'utenza.
Sì, siamo d'accordo su questa nuova veste giuridica, ma non è che questo risolva tutti i problemi, nel senso che come dice proprio il documento: "prima di tutto è bene premettere come anche in questo caso l'ente locale non si estranei dall'attività di gestione, risultando presente nella compagine societaria tramite il capitale conferito con la presenza di Amministratori e Sindaci".
Io vorrei aggiungere oltre alle relazioni periodiche anche la possibilità di inserire, a livello statutario, organismi capaci di interagire, in cui noi consiglieri, tramite l'elezione dei nostri rappresentanti, si abbia la possibilità frequente e periodica di interagire con questa struttura che si va a creare, proprio perché non possiamo pensare di creare questa società per azioni e poi di delegare completamente l'attività, la gestione, lavandocene le mani di quello che poi succederà.
Dario Ratti Gruppo di Allenaza Nazionale
La nuova società deve rimanere a prevalente capitale pubblico
Il voto favorevole di Rifondazione Comunista a questa trasformazione è motivato soprattutto dal fatto che per il momento la società per azioni è a prevalente capitale pubblico: speriamo che lo rimanga il più a lungo possibile perché i servizi alla persona sono una materia estremamente delicata e complessa e pensiamo che comunque il pubblico, non essendo mosso soprattutto, anzi per niente, dal profitto, lo esegua, lo porti avanti nel modo più obiettivo ed attento possibile.
Auspichiamo che, essendo questo un semplice atto di indirizzo, il Consiglio Comunale possa attuare il percorso anche per quanto riguarda l'elaborazione dello statuto di quella che sarà la prossima società per azioni: questa per me è una cornice che va riempita di contenuto, ed io mi auguro che il Consiglio Comunale partecipi alla creazione di questo contenuto, che non venga informato a cose già fatte insomma. Altrimenti mi pentirei amaramente di avere approvato questa trasformazione.
Celestina Villa Gruppo di Rifondazione Comunista
(205) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
-