Il Consiglio Comunale, nella seduta dell'11 luglio scorso, ha approvato all'unanimità l'atto di indirizzo strategico per il riassetto di alcuni dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale erogati dal Comune.
Questa decisione avviene a seguito dell'ampio dibattito all'interno dell'Amministrazione Comunale finalizzato all'individuazione di soluzioni strategiche ed operative che consentano al Comune di riordinare e riorganizzare le modalità di gestione dei servizi alla persona erogati, attraverso il ricorso a forme capaci di garantire gestioni integrate, economiche ed efficienti che assicurino il contenimento e la razionalizzazione dei costi, nel rispetto di livelli qualitativi ottimali delle prestazioni rese.
In questo modo il Consiglio Comunale ha preso atto che è intenzione dell'Amministrazione Comunale procedere alla predisposizione di un progetto strategico di ridefinizione e riposizionamento delle modalità di gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale assicurati dal Comune, in particolare di quelli rivolti alla persona.
I consiglieri comunali hanno inoltre considerato che il complessivo progetto strategico perseguito dal disegno in discussione è diretto alla costituzione di una "cassaforte pubblica" la quale, mantenendo saldamente in capo al Comune il controllo sulla proprietà delle strutture e delle risorse materiali esistenti, nonché il ruolo di guida delle politiche del settore consenta la gestione con modalità maggiormente efficienti, efficaci ed economiche dei servizi alla persona.
Con il voto unanime espresso, il Consiglio Comunale ha pertanto condiviso questo percorso strategico e di prevedere che i punti salienti dello stesso siano formalizzati in specifici indirizzi strategici nel rispetto dei quali gli organi istituzionali e gli uffici competenti adotteranno gli opportuni atti finalizzati al conseguimento dell'obbiettivo strategico delineato.
Servizi alla persona, perché è meglio un unico gestore
Il Comune di Cremona ha attuato sino ad oggi politiche differenziate nella gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale.
In particolare i servizi socio assistenziali sono stati sinora gestiti in parte dallo stesso Comune in forma diretta, mediante il modello della gestione "in economia", in parte in via indiretta attraverso la sottoscrizione di accordi di programma con due Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, rappresentate dalle "II.PP.A.B. Riunite Città di Cremona" e dalla "IPAB F. Soldi Centro Geriatrico Cremonese".
In questo modo tuttavia è emersa non solo la difficoltà di realizzare un organico sistema di servizi alla persona coerente con i bisogni del territorio e della popolazione, ma sono pure emersi ostacoli alla realizzazione di gestioni efficienti sotto il profilo dell'economicità, posti gli evidenti scompensi provocati da una così ampia parcellizzazione delle gestioni.
Inoltre anche sotto il profilo dell'efficacia i risultati raggiunti, pure apprezzabili, hanno risentito della diversa dislocazione, anche strutturale, dell'offerta dei servizi.
Un quadro insomma estremamente ampio e frammentato che necessita di una riconduzione ad unitarietà ed impone la preliminare individuazione di una apposita strategia che consideri quali suoi presupposti, e nel contempo, obiettivi fondamentali, da un lato il mantenimento in capo al Comune della piena titolarità della lettura dei bisogni della collettività e delle decisioni programmatorie, dall'altro la previsione di un modello di gestione capace di superare le difficoltà, assicurando l'indispensabile duttilità operativa, anche attraverso l'offerta di una gamma integrata di servizi e di prestazioni.
I motivi della scelta della società di capitali
Esaminate le diverse soluzioni possibili, le motivazioni che suggeriscono il ricorso alla scelta della società di capitali, e tra queste alla società per azioni a capitale pubblico quale modello di gestione dei servizi considerati sono ascrivibili a ragioni di differente tipo.
Il settore dei servizi pubblici si appresta a vivere una fase di rilevante modifica del suo assetto normativo, rivelandosi un mercato in forte evoluzione, tale da richiedere l'individuazione di un modello organizzativo capace di privilegiare lo sviluppo di abilità imprenditoriali e di capacità gestionali orientate ad assicurare una risposta più efficace alle aspettative della collettività, garantendo, allo stesso tempo, un maggior livello di efficienza del servizio, recuperando, quindi, adeguati margini di competitività.
La forma giuridica della società per azioni a capitale interamente pubblico (oggi) rappresenta un modello organizzativo sicuramente più avanzato nel processo evolutivo che si vuole intraprendere, per un effettivo miglioramento nella cura degli interessi e delle esigenze dei residenti nel territorio del Comune di Cremona, perché consente uno snellimento dei processi decisionali e, più in generale, l'economicità di gestione tipica delle società di capitali.
In questo modo dovrebbe risultare incrementata la possibilità di valorizzare progressivamente la capacità di sviluppo della futura società diretta ad una gestione integrata di tutti i servizi, sia attraverso la cooperazione con altri soggetti pubblici e privati, ivi compresa la collettività dei cittadini e degli utenti, sia tramite la partecipazione a nuove iniziative economico-societarie, il tutto con rilevanti benefici per l'economia cittadina.
Il modello societario assicura l'immediata riconduzione ad unità di tutte le attività gestionali fino ad ora svolte separatamente dal Comune di Cremona e dalle II.PP.A.B., attraverso la definizione di un nuovo assetto giuridico e finanziario, maggiormente adeguato alle nuove esigenze organizzative, così incrementando l'opportunità di valorizzazione e sviluppo della qualità e articolazione dei servizi offerti e delle prestazioni erogate.
Un futuro ingresso di soci privati potrebbe permettere sia l'acquisizione di nuovi capitali e di tecnologie, sia il conseguimento di un maggior radicamento nel territorio, ove, ad esempio, si ritenesse di assicurare la partecipazione anche dei dipendenti e degli utenti.
Tutto questo senza che vi sia un arretramento dell' "impegno" del Comune per questi servizi, dato che la posizione di socio di maggioranza all'interno della società, derivante dalla titolarità dei servizi, così come dalla proprietà delle infrastrutture essenziali, gli permette di mantenere una posizione di preminenza.
In breve l'assetto societario finale dovrebbe assicurare il rispetto delle condizioni ed il raggiungimento degli obiettivi che seguono:
mantenimento del controllo pubblico della proprietà delle infrastrutture essenziali;
miglioramento dell'efficienza di gestione, sviluppo ed integrazione delle attività svolte e delle prestazioni rese attraverso l'apporto partecipativo di soci pubblici nel capitale della società, con contestuale superamento delle attuali sovrapposizioni e duplicazioni;
definizione e formalizzazione delle relazioni giuridiche ed economiche tra il comune e la società per azioni, a seguito della redazione e della stipulazione di appositi contratti di servizio;
ulteriore definizione di impegni tra i diversi soci attraverso la sottoscrizione di appositi patti parasociali;
risparmio di risorse finanziarie a favore dell'ente locale a seguito dell'attivazione di economie di scala tra le diverse attività;
idonee ed adeguate garanzie per il personale comunale interessato dal trasferimento;
rafforzamento del legame tra Comune e cittadini, tramite una futura politica di collocazione delle azioni rivolta ad incentivarne la loro diffusione.
Servizi alla persona, perché è meglio un unico gestore
Il Comune di Cremona ha attuato sino ad oggi politiche differenziate nella gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale.
In particolare i servizi socio assistenziali sono stati sinora gestiti in parte dallo stesso Comune in forma diretta, mediante il modello della gestione "in economia", in parte in via indiretta attraverso la sottoscrizione di accordi di programma con due Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, rappresentate dalle "II.PP.A.B. Riunite Città di Cremona" e dalla "IPAB F. Soldi Centro Geriatrico Cremonese".
In questo modo tuttavia è emersa non solo la difficoltà di realizzare un organico sistema di servizi alla persona coerente con i bisogni del territorio e della popolazione, ma sono pure emersi ostacoli alla realizzazione di gestioni efficienti sotto il profilo dell'economicità, posti gli evidenti scompensi provocati da una così ampia parcellizzazione delle gestioni.
Inoltre anche sotto il profilo dell'efficacia i risultati raggiunti, pure apprezzabili, hanno risentito della diversa dislocazione, anche strutturale, dell'offerta dei servizi.
Un quadro insomma estremamente ampio e frammentato che necessita di una riconduzione ad unitarietà ed impone la preliminare individuazione di una apposita strategia che consideri quali suoi presupposti, e nel contempo, obiettivi fondamentali, da un lato il mantenimento in capo al Comune della piena titolarità della lettura dei bisogni della collettività e delle decisioni programmatorie, dall'altro la previsione di un modello di gestione capace di superare le difficoltà, assicurando l'indispensabile duttilità operativa, anche attraverso l'offerta di una gamma integrata di servizi e di prestazioni.
Le caratteristiche generali della futura società
Lo statuto della costituenda società dovrà assicurare, tra l'altro, la realizzazione delle seguenti condizioni:
individuazione di un oggetto sociale coerente con le perseguite finalità di creazione di un soggetto che realizzi l'integrazione delle diverse azioni e prestazioni di natura socio assistenziale che si caratterizzano come servizi alla persona nel Comune di Cremona, ma, nel contempo, in grado di recepire le diverse potenzialità correlate alle prospettive di sviluppo di questo segmento dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale;
permanente partecipazione al capitale sociale in posizione maggioritaria del Comune di Cremona, con previsione di diritti di prelazione e clausole di gradimento;
mantenimento del patrimonio strategico, costituito dalle strutture e dai beni necessari all'espletamento dei servizi in capo alla società, con previsione del divieto di alienazione o conferimento a soggetti ad essa terzi;
previsione dell'accettazione da parte degli amministratori nominati dal Comune di Cremona del "codice etico di rappresentanza comunale", allo scopo di enfatizzare il ruolo di rappresentanti del comune degli appartenenti al consiglio di amministrazione della società.
Una proposta di forte contenuto innovativo
Con questo atto di indirizzo ci si propone innanzitutto di attivare un percorso di innovazione del sistema di welfare locale che da una parte valorizzi esperienze, scelte e risultati raggiunti, ma dall'altra tenda a superare i limiti che la gestione di un sistema complesso, ma frammentato come l'attuale, comporta.
Io credo che sempre di più a livello locale dobbiamo assumere un'ottica di sistema, puntando all'integrazione dei vari interventi, alla collaborazione dei diversi attori e cercando di attivare sempre di più le collaborazioni fra pubblico e privato sociale in un'ottica di sussidiarietà e di solidarietà, questo tra l'altro è l'indirizzo importante, significativo che è presente all'interno della legge di riforma dell'assistenza, la 328, che indubbiamente costituisce un elemento di riferimento, un passaggio fondamentale per la riforma del welfare locale.
È anche necessario tuttavia fare un'altra considerazione che sta alla base di questa scelta. In questi anni la spesa per i servizi è cresciuta costantemente, l'Amministrazione Comunale nel tempo ha saputo far crescere, consolidare un buon sistema dei servizi, tuttavia siamo giunti a un punto in cui di fronte alla crescita di bisogni nuovi, diversificati e in presenza di forti limiti alla spesa corrente da parte dei Comuni e a un generale restringimento delle risorse pubbliche per quanto riguarda gli interventi in materia socio-sanitaria siamo giunti a un punto che anche per mantenere e riqualificare l'esistente occorre mettere in gioco il più possibile risorse e locali e strumenti innovativi che consentano da una parte una razionalizzazione di quanto esiste e dall'altra una riqualificazione del sistema che diversamente andrebbe in crisi: innovare quindi diventa indispensabile non solo rispetto a strategie future, ma diventa indispensabile per conservare quanto di buono si è fatto in questi anni.
Ci siamo resi conto che occorre per il futuro introdurre modelli di gestione, soggetti gestionali che siano più agili, più flessibili e che consentano di rafforzare le sinergie tra enti, evitando sovrapposizioni e frammentazioni, realizzando economie di scala che attualmente è difficile realizzare e mantenendo tuttavia il Comune come Ente territoriale di riferimento forte e valorizzando le funzioni di programmazione, di verifica e di controllo che restano e devono restare saldamente in capo all'Ente Locale stesso.
L'ipotesi rispetta questo ruolo del Comune, anche se lo alleggerisce delle competenze di natura prettamente gestionale, mentre va parimenti a valorizzare le funzioni gestionali di soggetti come le II.PP.A.B. che attualmente non sono pienamente inseriti nella rete dei servizi.
La costituzione di una società per azioni è una proposta di forte contenuto innovativo, coerente con i più recenti indirizzi di riforma, sia istituzionale che organizzativa, che ha il vantaggio io credo di dare una mossa forte, di rimettere in moto l'intero sistema di welfare locale e ha il vantaggio di inserirsi perfettamente nella situazione esistente. Maura Ruggeri
Assessore ai Servizi alla Persona
(376) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
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