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Il Comune Attività e uffici Il Comune per... Accedi a La città | Museo Civico - Ampia retrospettiva del pittore Enrico Scuri
Nel quadro di una programmata rivalutazione del proprio patrimonio ottocentesco, il Museo Civico "Ala Ponzone" ha scelto le opere del pittore Enrico Scuri (Bergamo 1806-1884) per tessere intorno ad esse una corposa mostra monografica, di indagine prima che celebrativa, completata da una sintetica rassegna sull'ambiente lombardo coevo e, in particolare, sugli esiti della scuola dello stesso maestro.
La mostra rappresenta un'ulteriore tappa dell'intenso lavoro che sta caratterizzando le diverse sezioni del Sistema Museale della Città di Cremona, testimonianza di un costante impegno che l'Amministrazione Comunale ha riservato a questa importante istituzione a servizio della crescita culturale e civile della comunità. Il motivo della precedenza di attenzione accordata al pittore di origine bergamasca, a prescindere dall'importanza delle opere possedute dal Museo, sta negli stretti e frequenti legami artistici e biografici che, nella sua lunga vita e nella sua intensa attività, ebbe con il nostro territorio. Per oltre quarant'anni direttore dell'Accademia Carrara nel centro di una provincia confinante, Enrico Scuri è stato infatti allievo di Giuseppe Diotti, il massimo esponente dell'Ottocento cremonese, un periodo che, dal punto di vista artistico ma soprattutto pittorico, sta conoscendo nuovi studi ed ulteriori approfondimenti finalizzati a riscoprire autori che, per varie ragioni, sono stati ingiustamente trascurati. I dipinti ed i grandi cartoni preparatori presenti nella nostra Pinacoteca, pervenuti tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, sono la testimonianza che in terra cremonese il prestigioso cattedratico non godette soltanto delle dirette committenze di ambito aristocratico e borghese, ma raccolse ancora un duraturo apprezzamento postumo, in attesa della definitiva riscoperta e collocazione storica, per la quale la mostra realizzata al Museo Civico vuole essere di fatto un contributo. Enrico Scuri, pittore di storia, accademico in senso stretto, è stato sempre riconosciuto come capofila di tendenza. È infatti artista di importanza nazionale per intrinseca qualità espressiva, ma ancora per avere rappresentato in Italia l'ultima voce del Classicismo, la voce dell'accademismo a oltranza, contrapposta alle diverse forme vincenti del Verismo e del Realismo. Si tratta dunque di un caso estetico e storico di estremo interesse se considerato nell'ottica più recente della ricerca storico-artistica. Scuri entrò all'Accademia Carrara di Bergamo, come allievo di Giuseppe Diotti, a tredici anni, quando il Neoclassicismo era ancora vitale e vi uscì a vita ormai spenta, quasi ottantenne, dopo avere tenuto cattedra per quarant'anni. Esponendo da giovane per le prime volte a Brera, gli capitò di essere accostato dalla critica, con pari dignità, all'Hayez. La pittura di Scuri accompagnò tutti i rivolgimenti politici e sociali dell'Ottocento italiano, dalla Restaurazione all'Unità d'Italia. Il corpus delle opere registra dunque immagini di grande interesse, in uno spirito ondeggiante tra la retorica del melodramma e l'intimismo borghese o biedermeier in auge in Austria e Cecoslovacchia. Tra i fatti rivoluzionari del progresso tecnologico emersi durante la vita di Scuri ebbe di certo molto significato per lui e la sua professione la scoperta, nonché la rapida diffusione, della fotografia. Se egli si limitò ad accogliere il mezzo a fini sostanzialmente riproduttivi (in vecchiaia, per rinverdire la propria fama, spediva stampe di sue opere a colleghi delle maggiori accademie), la sua scuola contribuì alla storia espressiva del mezzo su un buon piano di qualità. Non pochi allievi, infatti, tradussero il bagaglio accademico in propedeutica alla "fotografia artistica". Alcuni di loro attraversarono persino l'Atlantico e impiantarono gabinetto nelle grandi città d'America. Altra componente della modernità galoppante con cui i principi estetici conservatori di Scuri dovettero fare i conti fu il progresso dell'editoria industriale. Diversi allievi del maestro "arrotondarono" i guadagni fornendo invenzioni per le cromolitografie dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche (lo stesso che sarebbe stato di lì a poco editore della più importante rivista italiana di arte e "varia umanità": Emporium). La mostra, che si tiene nelle sale del Museo Civico "Ala Ponzone", via Ugolani Dati 4, è aperta fino al 14 luglio con i seguenti orari: martedì-sabato dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 10 alle 18, lunedì chiuso. Il biglietto di ingresso solo alla mostra è di Euro 6 intero, ridotto Euro 4. L'ingresso alla mostra e alla Pinacoteca è di Euro 10 intero, Euro 7 ridotto.
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