Popolazione anziana e problemi nelle case di riposo - La parola ai Consiglieri Comunali
Poco tempo fa il Consiglio Comunale ha espresso forte preoccupazione rispetto a prospettive di ulteriori tagli delle risorse per le case di riposo, scelta che ormai sta producendo una continua crescita delle rette a livelli non più accettabili per le famiglie.
Cosa può fare l'ente locale di fronte a questo problema che investe le fasce più deboli dei cittadini? Quale scenario si prospetta in una città dove la popolazione anziana tende ad aumentare?
Queste le opinioni raccolte dai capigruppo della maggioranza e della minoranza.
Per quanto riguarda l'argomento RSA, ritengo che sia già stato detto e scritto tutto per chiarire le rispettive opinioni in proposito.
Mi limito quindi a considerare che le varie parti in gioco devono attivarsi in modo da eccellere per efficacia ed efficienza nella prestazione offerta.
Ritengo doveroso, in linea di principio, il diritto alla critica, a patto che sia costruttiva e propositiva; ritengo altresì, sempre in senso generale, che ogni politica possa essere sempre oggetto di miglioramento.
Siamo ad un punto in cui qualunque cosa si dica o si scriva diventa oggetto di strumentalizzazione e polemiche che non giovano ad un sereno confronto.
Rinnovo quindi piena fiducia nelle persone preposte alla gestione della normativa regionale e auguro a tutti un proficuo lavoro.
Fabio Araldi Capogruppo di Forza Italia
Chiaro l'intento "politico": la scontata condanna al governo di centro-destra di soffocamento finanziario agli enti locali (ma cosa dire degli sperperi, inefficienze, pessima amministrazione pubblica dei decorsi decenni condizionanti l'attuale generale situazione finanziaria italiana?) e pure scontata l'accusa di insensibile neo-centralismo della Regione Lombardia. Premesso che il problema posto, certamente concreto, rilevante, delicato, potrà essere adeguatamente risolto solo attuando nei fatti e non nelle parole, un autentico federalismo rispettoso di tutte le autonomie locali e con il concorso delle stesse, si ritiene che attualmente in sede comunale non resta che potenziare l'assistenza domiciliare agli anziani ed accollarsi in tutto o in parte le rette di ricovero per i più bisognosi. Quindi o si aumentano imposte, tasse e tariffe (il che viene ad incidere in forma diretta o indiretta anche sui più deboli economicamente) o si rivede il programma di interventi contraendo o rinviando spese in altri settori (ad esempio, Teatro, sistemazione di piazza Roma, recupero degli ex monasteri, pubblicazioni varie, compensi agli amministratori, dirigenti e consulenti, ecc..). Il resto, per le famiglie interessate, è soltanto chiacchiera.
Petrisso De Petris Capogruppo Lega Nord - Lega Lombarda
Premetto che non appare, a nostro parere, corretta l'affermazione secondo la quale i recenti aumenti delle rette delle case di riposo siano imputabili ai tagli dei finanziamenti da parte della regione o di altri enti pubblici.
Più realisticamente, come appare dalle deliberazioni adottate dai vari consigli di amministrazione, l'aggravio delle rette è riconducibile a pesanti aumenti dei costi sostenuti per il personale e per l'acquisizione di beni e servizi.
A fronte di questo problema, che non è solo cittadino, ma investe tutta la realtà provinciale, gli enti locali sono chiamati ad un profondo ripensamento dell'intera materia dell'assistenza agli anziani, anche a fronte del progressivo invecchiamento della popolazione.
La nostra concreta proposta è che, messa da parte ogni pregiudiziale ideologica, le forze politiche del territorio siedano ad un comune tavolo di lavoro per studiare positive soluzioni, ivi compresa l'eventualità di operare maggiori stanziamenti in campo assistenziale.
Dario Ratti Capogruppo di Alleanza Nazionale
La città invecchia rapidamente ed i servizi pensati per un territorio che poteva contare su una forte vocazione assistenziale, devono essere riconsiderati alla luce dei nuovi e crescenti bisogni delle persone anziane legati alla solitudine ed alla perdita dell'autosufficienza. Le reti parentali, che ancora costituiscono un forte riferimento, vanno in crisi quando i compiti di cura di un anziano diventano più impegnativi e l'organizzazione familiare non riesce più a farvi fronte.
Questa situazione è indubbiamente aggravata dagli ulteriori tagli alle risorse per i ricoveri decisi dalla Regione Lombardia per il 2002 (già 300 posti letto sono stati tagliati nel 2001) che costringono un elevato numero di anziani cremonesi a lunghi periodi di attesa per ottenere il ricovero pur avendone il diritto. Non ci pare sostenibile la tesi che i posti letto verrebbero tagliati per un ricorso eccessivo ai ricoveri da parte dei cremonesi. In realtà è estremamente difficile per i familiari assistere a domicilio un anziano totalmente non autosufficiente e lo sviluppo dei servizi domiciliari e territoriali può ritardare il ricorso al ricovero, ma non lo può sostituire quando questo si rende necessario. Le scelte regionali, inoltre, mettono doppiamente in difficoltà le famiglie perché il taglio dei ricoveri mandi in crisi i bilanci delle case di riposo e produce rincari delle rette delle RSA.
La domanda di assistenza degli anziani costituisce pertanto per la nostra città una priorità indiscutibile, essendo essi la fascia di popolazione che ha più bisogno di aiuto e che sta registrando i tassi di crescita più alti.
Cosa può fare l'Amministrazione Comunale? Non può risolvere il problema dei ricoveri e delle liste d'attesa, che non dipendono da scelte comunali, ma può aiutare le persone anziane e le famiglie impegnate nei compiti di cura. Il Comune intervenie per integrare il costo delle rette dei ricoveri per chi non può pagare l'intera retta con uno stanziamento annuo di ci circa un miliardo e 900 milioni di lire, partecipa attraverso un accordo con i Comuni del distretto, con un contributo giornaliero alle famiglie, ai costi per i letti di sollievo, sostiene una rete di servizi destinati agli anziani per favorirne la permanenza a domicilio: assistenza domiciliare, centri diurni integrati, trasporto di pasti e farmaci a domicilio, servizio di telesoccorso, inserimento in alloggi protetti.
L'Amministrazione Comunale destinerà a quella che si può definire "emergenza anziani" gran parte delle risorse aggiuntive relative alla realizzazione dei piani di zona previsti dalla legge di riforma dell'assistenza, risorse che andranno in parte ad elevare in qualità e quantità la rete dei servizi ed in parte saranno destinate alle famiglie per buoni per l'acquisto di servizi.
Sul piano più strategico, riteniamo che sia sempre più necessario portare avanti scelte di integrazione e di ottimizzazione delle risorse a livello locale. La costituzione di un'azienda di servizi che possa mettere in rete risorse e competenze dei servizi sociali comunali e delle IPAB potrebbe essere lo strumento, Regione permettendo, per dare una svolta anche agli interventi destinati agli anziani, perché si potrebbero smobilizzare risorse, disporre di capacità gestionali più adeguate, rendere il sistema meno dipendente dalle scelte regionali.
Pierluigi Rotelli
Capogruppo Democratici di Sinistra Giorgio Feraboli
Capogruppo Partito Popolare Italiano Aurelio Guarneri
Capogruppo Cremona Futura Stefano Campagnolo
Capogruppo I Democratici Luciano Presti
Comunisti Italiani Antonio Termenini
Verdi
L'emergenza anziani diventa sempre più attuale sia per il progressivo aumento del numero degli anziani, ma soprattutto per l'indirizzo politico della Regione Lombardia. Nella nostra città questa situazione è particolarmente preoccupante, nonostante la nostra provincia sia ai primi posti in Lombardia per la percentuale di ultrasessantacinquenni, la Regione sostiene che secondo i "suoi parametri" ci sono il doppio dei posti letto. Da qualche tempo è iniziata così una politica di tagli miopee non rispondente ai bisogni dei cittadini, che si concretizza con l'incongruenza dei posti letto lasciati vuoti nelle case di riposo e una forte domanda di assistenza.
Gli Enti Locali e le case di riposo in particolare, per l'ASL devono attrezzarsi a stare sul mercato, trasformando il bisogno sociale di assistenza in pura merce: sopravvive chi riesce a "vendere" i propri servizi meglio di altri. Chi ci rimette in tutto questo sono gli anziani e le famiglie che, costretti da impellenti necessità, spesso devono sottostare a rette proibitive. In questa situazione assurda l'Ente Locale ha una sola strada: potenziare i servizi sul territorio ed avviare un confronto duro con la Regione Lombardia per modificare le scelte politiche antisociali.
Cinzia Zampini Capogruppo Partito della Rifondazione Comunista
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Data ultima modifica: 26-07-2006
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