Attività teatrali: stagione di prosa e concertistica 2002
Teatro A. Ponchielli: Stagione di prosa Con Testori e Bulgakov in scena il grande Teatro
È particolarmente ricco il calendario teatrale del Ponchielli per il mese di marzo: quattro appuntamenti di teatro vero, tre in abbonamento e uno fuori abbonamento, adatti a tutti coloro che non s'accontentano di tre battute scontate, ma che anche da uno spettacolo teatrale s'aspettano, col divertimento, elementi per una crescita culturale e umana. Poi, ad aprile, sarà Dance a chiudere la stagione nel segno dell'allegria.
L'inizio, il 4 e 5 marzo, è con un capolavoro della drammaturgia del Novecento affidato ad una delle migliori compagnie italiane, quella guidata dal regista Federico Tiezzi e dall'attore Sandro Lombardi: sono loro a firmare la messa in scena dell'Ambleto di Giovanni Testori.
In un teatrino, o forse su un palchetto improvvisato di qualche fiera paesana, una strampalata compagnia di attori tenta di metter su l'Amleto. Il protagonista irrompe in scena e rivolgendosi al pubblico dichiara l'inizio della tragedia che si svolge a Elsinore, ma più probabilmente alle porte di Milano. I guitti, pochi e poveri in canna, sono costretti a far interpretare a una stessa attrice i ruoli di Ofelia e Gertrude. Solo gli interpreti di Amleto, Orazio e Laerte possono permettersi il lusso di un ruolo tutto per sé.
Inizia così l'Ambleto, la prima di una serie di geniali "riscritture" drammaturgiche di Giovanni Testori. Amleto si trasforma in Ambleto, guitto-contadino lombardo, rivoluzionario disperato e nemico giurato delle istituzioni e di ogni forma di potere. Ma dietro il furore dissacratorio di questa tragedia popolare, palpita anche un abbandono tenerissimo ai sentimenti, che non ne sminuisce la dirompente forza eversiva né le potenzialità buffonesche.
Nel pomeriggio del giorno 5, alle ore 17.30, nel Ridotto del Teatro (ingresso libero) Giovanni Agosti presenterà, alla presenza di Lombardi e Tiezzi, i lavori teatrali di Testori messi in scena dalla compagnia e raccolti in un cd e un libro editi dalla Rai.
Il 9 e 10 marzo ritornerà al Ponchielli Alessandro Gassman, che, in compagnia di Giuseppe Fiorello, presenterà la pièce di Patricia Highsmith Delitto per delitto, per la regia di Alessandro Benvenuti.
Un treno qualsiasi. Un viaggio qualunque. Dei comuni passeggeri. Ma per due viaggiatori, Guy e Bruno, quel viaggio sarebbe stato l'inizio di qualcos'altro... Si incontrano casualmente e decidono di pranzare insieme. Dal loro conversare veniamo a conoscenza che il primo è un ambizioso architetto, sposato con una donna infida che lo ha ingannato e dalla quale aspetta di divorziare. L'altro è un playboy con il gusto per il pericolo, è stato espulso da numerose scuole a causa dei suoi comportamenti al limite della psicopatia ed è oppresso dalla dispotica figura paterna.
Durante il pranzo, dopo avergli insistentemente offerto da bere, Bruno suggerisce a Guy, come per uno scherzo, l'idea di una coppia di delitti perfetti. Entrambi hanno un motivo per eliminare qualcuno che detestano: potrebbero commettere uno il delitto dell'altro, Bruno la perfida moglie di Guy e questi l'odiato padre di Bruno.
Sembra uno scherzo, ma uno dei due porta a termine la sua missione. Resta all'altro il compito di concludere l'opera... Ecco prendere corpo, così, un thriller psicologico forte e coinvolgente...
Sarà il Teatro di Castalia, insieme ad attori russi del Teatrul Studio Chisnau, il 21 e 22 marzo, a portare sul palcoscenico del Ponchielli la versione teatrale di quello che fu l'autentico caso letterario degli anni Sessanta, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, nell'adattamento di Andrea Battistini, che ha curato anche la regia.
Lo spettacolo non è il riassunto di cinquecento pagine di romanzo, ma la rappresentazione di alcuni dei suoi motivi essenziali, come "la pirotecnica distruzione di un mondo impostato sulla morale antirealistica e, come molti mondi politico-burocratici, intriso di mali congeniti: corruzione, abuso di potere, censura..." (Andrea Battistini). La musica dal vivo si compenetra con le battute dei personaggi e si fonde a sonorità preregistrate che evocano suggestioni ipnotiche. "Romanzo sul diavolo", come l'ha definito lo stesso Bulgakov, Il Maestro e Margherita è un'opera costruita sull'elemento fantastico, che si moltiplica come in un gioco di specchi nel corso del progredire della vicenda, scardinando la struttura apparentemente perfetta del "regime".
Fuori abbonamento, il 25 marzo, e per un pubblico ristretto di un centinaio di spettatori, il Teatro delle Briciole presenta Toni, un testo di Marina Allegri sull'avventura umana di Antonio Ligabue. La singolare messa in scena è firmata da Maurizio Bercini; tra gli interpreti c'è l'attore cremonese Alberto Branca.
Gran finale di stagione, il 5 e 6 aprile (con due recite fuori abbonamento il 7) con Dance, il musical del momento interpretato da Raffaele Paganini, Chiara Noschese e Renato Fusco. Si tratta di una produzione della Compagnia della Rancia, un nome che è una garanzia, con la firma di Saverio Marconi.
Teatro A. Ponchielli: stagione concertistica Per Brahms un nuovo Joachim
il canadese James Ehnes
Si concluderà il prossimo 19 aprile la stagione concertistica che il Teatro Ponchielli propone in collaborazione con la Società dei Concerti di Cremona: in quell'occasione una delle orchestre più blasonate d'Europa, Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, in quell'occasione in formazione sinfonica e affidata alla direzione di Emmanuel Krivine, eseguirà, oltre alla Sinfonia n. 5 di Franz Schubert, il Concerto per violino e orchestra op 77 che Johannes Brahms compose per l'amico Joachim, e che questi eseguì, la prima volta, con lo "Stradivari 1715" allora di sua proprietà, e che oggi costituisce il pezzo più prezioso della civica collezione di strumenti classici custodita in palazzo comunale. Nuovo Joachim sarà James Ehnes, canadese, classe 1976, in questa occasione alla sua prima apparizione italiana, ma già acclamato star dell'archetto negli U.S.A., dove si è esibito con tutte le principali orchestre, e nell'Europa del nord. Ehnes arriva a Cremona, tra l'altro, dopo una grande affermazione: a fine gennaio, infatti, ha vinto il "Cannes Classical Award 2002" quale "migliore giovane artista" grazie alla sua incisione delle Sonate e Partite per violino solo di Johann Sebastian Bach. Il violinista canadese suonerà con lo Stradivari 1715, ricreando così, idealmente, le sonorità che videro la creazione del Concerto brahmsiano.
Prima di questa conclusione ricca di attese, però, la stagione riserva ancora alcuni appuntamenti di spicco. Il 16 marzo il Ponchielli ospiterà un inedito duo, assai bene assortito sia sul piano delle doti artistiche che su quello del fascino estetico: la violinista Victoria Mullova e la pianista Katia Labeque. Katia Labeque è famosa non solo per la straordinaria musicalità, ma anche per l'ampiezza del repertorio, che spazia da Bach, Mozart e Schubert fino a Stravinskij, Bernstein e ai contemporanei. Le sue performances la impegnano sia come solista, che in duo pianistico con la sorella Marielle, che in diverse formazioni cameristiche. Si è esibita con le più importanti orchestre al fianco di direttori quali Bychkov, Chailly, Colin Davis, Zubin Metha, Sinopoli. Protagonista di numerose trasmissioni televisive, ha inciso performances jazz al fianco di Herbie Hancook, Chick Corea, Joe Zawinul. Viktoria Mullova "non è soltanto una violinista incredibile e una musicista unica, ma anche una comunicatrice insuperabile che vi inonda di musica" (The Daily Telegraph, 1994). Si è imposta nel 1980, quando ha vinto il concorso "Sibelius" di Helsinki, e due anni dopo con la vittoria del "Caikovskij". Con il suo Stradivari "Julius Falk" del 1723 si è esibita in tutto il mondo in un repertorio vastissimo, che spazia dalle opere barocche, ai compositori classici, fino al jazz e al pop. Dal 1994 ha riunito musicisti che condividono i suoi ideali nel Mullova Chamber Ensemble.
Avvincente il programma, che dopo la famosissima Fantasia in do maggiore op. 159 di Schubert, la Sonata in sol maggiore di Maurice Ravel e la Suite da Pulcinella di Igor Stravinskij, si chiuderà con la "prima" di un nuovo brano per pianoforte, violino ed elettroacustica di Dave Maric.
L'8 aprile, infine, l'Orchestra da camera di Mantova diretta da Umberto Benedetti Michelangeli e con l'intervento solistico del pianista Andrea Lucchesini proporrà la terza tappa del "progetto Beethoven", con il Concerto n. 2 e la Sinfonia n. 3 "Eroica".
La maturità artistica di Andrea Lucchesini, uno dei più interessanti pianisti italiani di oggi, è stata sottolineata dalla critica internazionale, che gli ha attribuito il premio "Accademia Chigiana" nel 1994, e dall'associazione dei critici musicali italiani, che nel '95 gli ha assegnato il premio "Franco Abbiati". Classe 1965, Andrea Lucchesini si è formato alla scuola di Maria Tipo; primo italiano a vincere, nel 1983, il premio "Dino Ciani", ha suonato con prestigiose orchestre, quali i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, l'Orchestra del Concertgebouw, i Wiener Symphoniker, la London Philharmonic, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Tra l'autunno del 1999 e la primavera del 2001 è stato impegnato con l'integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven presso alcune delle maggiori istituzioni concertistiche italiane.
(257) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
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