Ricorso alla leva fiscale - Le ragioni di una scelta obbligata
Il Consiglio Comunale l'11 gennaio scorso ha approvato a larga maggioranza (26 i voti a favore, 13 i contrari) il Bilancio di Previsione 2002 e relativi allegati, così pure il Programma Triennale delle Opere Pubbliche. Con 27 voti a favore, sei voti contrari e sei astensioni è stato quindi approvato il Programma delle alienazioni di immobili facenti parte del patrimonio comunale per l'anno 2002. Queste sono le principali novità.
La legge Finanziaria 2002 prevede la riduzione dei trasferimenti erariali nella misura dell'1% per il 2002, del 2% per il 2003 e del 3% per il 2004. Inoltre, in attesa della riforma dei trasferimenti erariali, è determinata una compartecipazione all'IRPEF nella misura del 4,5%, ma con un importo massimo pari ai trasferimenti già assegnati e con contestuale riduzione degli stessi.
In presenza, pertanto, di minori assegnazioni da parte dello Stato e di un incremento della spesa, si è reso necessario affrontare il problema della revisione della politica tributaria e tariffaria e relativo adeguamento al fine di acquisire le necessarie risorse.
Le aliquote dell'ICI sono state così aggiornate:
5 per mille sulla prima abitazione ;
6,5 per mille sulle abitazioni diverse dalla prima casa ed altri immobili;
9 per mille sulle case sfitte, anche con l'intento di incentivare la locazione degli alloggi vuoti.
Le maggiori detrazioni ICI per la prima casa sono state estese fino a lire 500.000 per i nuclei familiari socialmente deboli in termini di reddito. Viene inoltre istituita l'addizionale comunale all'IRPEF nella misura dello 0,15%. Sono state infine riviste le rette dei servizi a domanda individuale e le tariffe dei servizi istituzionali, in quanto molte, da anni, non più aggiornate.
Il Vicesindaco: chiediamo sacrifici ma saremo attenti alle fasce più deboli dei cittadini
Per le previsioni 2002, la scelta politica di mantenere adeguato il livello dei servizi comunali, da un lato, ed i riflessi finanziari derivanti dall'applicazione degli istituti contrattuali retributivi del personale, dall'altro, hanno determinato la necessità di utilizzare la leva fiscale ai fini del raggiungimento del pareggio di bilancio. Si è sempre in attesa dell'introduzione reale del federalismo fiscale e finanziario attraverso un sistema di effettiva compartecipazione degli Enti Locali ai cespiti erariali.
L'impegno difficile per i prossimi anni sarà quello di individuare un ordine delle priorità tra i molteplici servizi erogati dal Comune, ridefinendo alcune modalità di gestione e di erogazione, aumentando la selettività degli interventi in considerazione degli effettivi bisogni espressi ed esprimibili dai cittadini. Alcuni tra i "vecchi" servizi dovranno lasciare spazio alle nuove progettualità, nella consapevolezza che non è più possibile garantire tutto a tutti, senza il necessario discernimento. Ciò in considerazione di un quadro delle risorse finanziarie disponibili sempre più preoccupante, sia a fronte delle nuove ed onerose funzioni attribuite dalla più recente normativa statale ai Comuni, in nome del decentramento amministrativo, sia in considerazione dell'aumento del costo di acquisto dei fattori produttivi, in particolare del personale, a seguito dell'entrata in vigore dei nuovi istituti contrattuali.
Proseguirà con sempre maggior impegno e con strumenti informatici più sofisticati la lotta all'evasione ed all'elusione fiscale che in questi anni ha portato a significativi aumenti del gettito. In ogni caso la ricerca di nuove risorse di finanziamento ed il contenimento della spesa rimangono obiettivi gestionali costantemente perseguiti dall'intera struttura.
Siamo consapevoli che per la prima volta, dopo molti anni, andremo a chiedere ai cittadini di Cremona sacrifici di carattere economico, anche se con una attenzione particolare, come sempre, alle fasce più deboli e socialmente più svantaggiate della popolazione.
Tutto ciò accade perché le proposte responsabili dei Comuni e delle Province sono state disattese, riproponendo scelte punitive e centralistiche, negatrici, nei fatti, del federalismo, dell'autogoverno e dell'autonomia di entrata e di spesa degli Enti Locali, principi sanciti recentemente con la riforma del Titolo V della Costituzione Repubblicana.
È evidente che tutti i vincoli contenuti nella Finanziaria, nei riguardi di Comuni e Province, nascondono la volontà del Governo di volere utilizzare maggiori risorse per i propri obiettivi, sottraendole alla capacità di spesa degli Enti Locali.
Con questa politica finanziaria il cittadino italiano si troverà di fronte ad un pesante aumento complessivo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, oppure a gravi tagli dei servizi pubblici e sociali, a difficoltà ed impedimenti per un corretta e responsabile gestione del governo locale.
Luciano Caon Vice Sindaco e Assessore al Bilancio
(183) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-07-2006
-