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Il contratto collettivo nazionale di lavoro dell'area della dirigenza del comparto delle Regioni e delle Autonomie locali per il quadriennio 1998-2001 e per il biennio economico 1998-1999 rappresenta un buon risultato nell'ambito del rinnovamento delle politiche del personale degli enti locali. Esso è un passo decisivo nella direzione della piena privatizzazione del rapporto di lavoro dei dirigenti delle Autonomie locali, infatti tutti gli istituti giuridici ed economici sono ricondotti esclusivamente alla disciplina contrattuale o alle fonti normative tipiche della dirigenza privata. Sotto il profilo contenutistico il nuovo contratto prevede da un lato poche disposizioni a carattere precettivo, dall'altro una prevalenza di regole generali di indirizzo a livello centrale, che demandano a ciascuna sede locale le scelte concrete e l'adozione dei comportamenti attuativi, in modo da garantire ad un tempo un più adeguato soddisfacimento delle diverse esigenze e peculiarità degli Enti e la loro piena autonomia decisionale in materia di organizzazione.
I tratti più significativi del contratto.
L'ammodernamento del settore pubblico, la capacità dell'azione pubblica di incidere efficacemente nei rapporti socio-economici delle collettività di riferimanto passa necessariamente attraverso la valorizzazione della risorsa più preziosa di cui le organizzazioni complesse si avvalgono: il personale. Ecco un breve stralcio della premessa politica che l'Amministrazione Comunale ha voluto in capo al contratto decentrato dei dirigenti da poco sottoscritto. "Il Comune di Cremona, da tempo, ha espresso una chiara volontà di investire in organizzazione. Questo significa che l'Amministrazione è consapevole che la capacità di realizzare i programmi non è funzione solamente della natura degli obiettivi e della lettura politica dei bisogni della città, e neppure della capacità di "negoziazione politica" o di ricerca di "mediazione di interessi"; la realizzazione dei programmi dipende anche dalla capacità dell'organizzazione di ottenere i risultati, di impiegare efficientemente le risorse, di trasformare obiettivi in attività e risultati, di modificare i comportamenti al fine del raggiungimento di quanto programmato... ...In via semplificata quello che appare rilevante è che il governo dell'Ente deve essere fortemente collegato ai risultati effettivamente raggiunti sia sotto il profilo qualitativo che economico. In tutto l'ente locale deve essere presente una forte tensione condivisa verso i risultati complessivi (e non particolari, di specifiche categorie o famiglie professionali). La dirigenza è perciò elemento su cui investire (da valorizzare) per favorire un'azione capace di trovare le modalità più opportune per perseguire gli obiettivi desiderati..." Il contratto decentrato dei dirigenti sottoscritto dal Comune di Cremona contiene elementi che vanno nella direzione desiderata.
Natale Zeloni
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