Saper leggere le trasformazioni per tradurle in progetti
Cambiano i ruoli, gli atteggiamenti, i comportamenti, cambia la relazione tra i soggetti, cambiano le aspettative dei cittadini e le loro abitudini sull'uso del tempo e degli spazi ed è compito di chi amministra la città saper leggere le trasformazioni e tradurle in progetti innovativi. Ripensare il tempo della città inteso nelle molteplici dimensioni è divenuto, in questi ultimi anni, oggetto di studio, quanto più acuto e intenso è stato il dibattito legato all'organizzazione del lavoro e all'uso del tempo libero.
Cremona ha saputo cogliere le novità delle trasformazioni e già nel '97, molto prima della legge approvata dal Parlamento nei mesi scorsi, con la quale si invitano i comuni a dotarsi di un Piano Territoriale degli Orari, ha istituito l'Ufficio Tempi e nell'Aprile '99 ha approvato il documento direttore sul "Piano dei tempi e degli orari della città di Cremona".
Il metodo con il quale si è lavorato sui quattro progetti pilota è quello della coprogettazione partecipata che ha stimolato e favorito il dialogo sociale tra i leader del territorio, ma che ha avviato anche una intensa comunicazione interna alla struttura comunale.
Non si è trattato solo di semplificare la vita dei cittadini, risparmiare tempo evitando inutili spostamenti o liberare tempo per una migliore organizzazione della giornata, ma di mettere in campo sinergie e intelligenze che hanno saputo mobilitare persone e suscitare il gradimento da parte dei cittadini sulle innovazioni introdotte.
Con l'avvio di questa tornata amministrativa è stato istituito l'Assessorato alle Pari Opportunità. Per la prima volta si è istituzionalizzato un tema antico, quale la differenza di genere e la ricchezza delle diversità. Anche per questo programma si sta lavorando con il metodo del partnerariato e della coprogettazione, in una logica di rete.
Le donne cambiano i tempi e sanno adattarsi meglio degli uomini alle trasformazioni del vivere, hanno una organizzazione dei tempi più complessa e flessibile degli uomini. La recente legge sui congedi parentali ha regolamentato aspettative e desideri di tante donne e di tante famiglie, di fatto ha tradotto in norme, comportamenti e azioni maturati in questi anni.
L'elemento culturale nuovo di questa legge è senz'altro quello di favorire la scelta e il diritto di paternità. Padri e madri potranno davvero con questo provvedimento dividersi compiti e responsabilità. Viene inoltre favorita la flessibilità nei cicli di vita dando la possibilità di calibrare, nelle varie fasi, il tempo da dedicare alla sfera personale e professionale.
Su questa complessa materia verranno aperti confronti e data puntuale informazione alle dipendenti, ma anche ai colleghi, al fine di utilizzare al meglio le opportunità offerte dalla presente normativa. Così verrà fatto per la recente legge sul part-time che consente sperimentazioni innovative sull'articolazione dell'orario di lavoro.
Con l'incontro di restituzione ai rappresentanti delle Periferie del 9 maggio scorso si sono consolidate le basi del progetto "Periferie al Centro" e dei suoi obiettivi. Il primo di questi è senz'altro quello di promuovere momenti di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che l'Amministrazione andrà a fare. L'altro obiettivo è quello di costruire una cittadinanza attiva, responsabile e pienamente consapevole della complessità degli interventi e dei problemi legati alle zone decentrate della città.
Anche questa delega rientra a pieno titolo nel tema de "La città che cambia" perché così come è cambiata l'attenzione dei cittadini rispetto alla politica, altrettanto dovrà avvenire nel rapporto fra cittadini e istituzioni. Occorre recuperare il dialogo interrotto attraverso gli strumenti della partecipazione e uno di questi può essere proprio il progetto "Periferie al Centro". In questa prima fase di costruzione del laboratorio sulle periferie ho constatato la grande disponibilità di tutta la struttura organizzativa del Comune, ad ogni livello, alla collaborazione e condivisione dell'idea e del percorso per realizzarla. È stata questa una premessa che ci consente oggi di poter pensare che questo progetto uscirà ben presto dalla fase di sperimentazione per diventare a pieno titolo una realtà consolidata.
Investire sul cambiamento significa far proprio il tema della qualità della vita, tema affascinante e ambiguo sul quale è facile lasciarsi catturare da riflessioni astratte.
Ma così non è avvenuto e l'obbiettivo di garantire una città più vivibile e una qualità della vita migliore è stato tradotto in progetti concreti e e in metodologie innovative.
Caterina Ruggeri
(189) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 24-07-2006
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