Come anche l'osservatore distratto può notare, la situazione dello scavo archeologico è radicalmente mutata.
L'indagine della domus ad andamento nord-sud che si sviluppa lungo il lato ovest dello scavo è quasi terminata. E' stato raggiunto il piano in terra battuta del piano terreno che doveva affiancarsi su un cortile pavimentato in laterizi. Particolarmente interessante è il ritrovamento di un focolare costruito con tre mattoni di tipo sesquipedales, con un bordo in frammenti laterizi; intorno, nella parte superiore, si trovavano numerosi chicchi carbonizzati di orzo. Si ricorda che l'orzo, uno dei cereali fondamentali nella dieta dei Romani, veniva usato specialmente per la preparazione del puls, una specie di polentina che era un piatto base della cucina. Un rython, un vaso potorio senza base di appoggio, è stato rinvenuto nella fondazione del focolare. Il bicchiere, a forma di cornucopia, ha una invetriatura color marroncino e motivi decorativi vegetali, a foglie e a tralci di vite. La parte terminale è a testa di antilope. Questo tipo di vaso è davvero raro in Italia, esemplari sono stati ritrovati in ambiente termale, e ha sicuramente una valenza rituale; viene anche associato ai Lari, le divinità domestiche protettrici della casa. La posizione del reperto sotto il focolare è suggestiva poiché si tratta del punto focale della casa, e forse potrebbe essere interpretata come un rito propiziatorio voluto dai padroni della casa. La stanza verso nord è stata frequentata molto più a lungo delle altre stanze della residenza che, come già più volte detto, sono state abbandonate in seguito alle distruzioni del 69 d.C. Una serie di intonaci dipinti del II-III sec. d.C. presentano motivi e tratti molto diversi da quelli già rinvenuti: di spicco sono un frammento con grandi pennellate a motivi vegetali e a fasce e un timpano, probabilmente del lararium, l'altare domestico dedicato ai Lari. Altri reperti interessanti provengono da questa zona, tra cui parte di un volto di una statua di raffinata fattura di marmo lunense, una lucerna di tipo firmalampen con testa di satiro, e due frammenti di coppette, dette antroproposape, cioè con volti raffigurati in modo grottesco. Numerosi sono anche i frammenti di coppe e recipienti di vetro trasparente, anch'esso indice di una cronologia più tarda. Una grande quantità di lacerti pavimentali con sfondo in cocciopesto e blocchetti irregolari di laterizi provengono da questo ambiente.
Il settore orientale è molto diverso da quello occidentale: si trovano grandi bonifiche con riporti di terra e piccole opere di drenaggio costruite con anfore di riutilizzo, tecnica diffusa in questa area umida della città (ad esempio nella domus scavata in Piazza Sant'Angelo e nel saggio II dello scavo 2002 di Piazza Marconi). Si ricorda che il Po scorreva nelle vicinanze, probabilmente nella zona dell'attuale via Platina. Dagli strati di abbandono degli edifici protoaugustei provengono un ciondolo amuleto fallico in bronzo e un figura femminile, forse partoriente, in pasta vitrea. Oltre a parti di edifici sono state individuati numerosi elementi (pozzi e plinti per portici) che permettono di definire zone all'aperto o fortilizi. Infine sono state rinvenuti canaletti sia di scolo delle acque che per il rifornimento idrico, come ci dimostra il ritrovamento di un segmento di una fistula in piombo.
Tra poco lo scavo nell'attuale area di indagine sarà sospeso in attesa della posa delle paratie protettive, e si inizierà a scavare nel settore sud-ovest della piazza nelle vicinanze del saggio II eseguito nel 2002.
Ambiente due della domus al piano terreno con focolare sulla parte superiore
Particolare del focolare
Rhyton a forma di antilope
Frammento degli intonaci proveniente dalla stanza tre nella parte nord dello scavo
Volto maschile in marmo lunense
Lucerna di tipo firmalampen con testa di satiro sul disco
Frammenti di vaso antroproposape
Canalette per il deflusso delle acque
(364) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 21-07-2006
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