Spamming è disturbare, e nel gergo telematico sta a significare messaggi di posta elettronica che vengono recapitati ad un normale utente senza che questi li abbia chiesti. In poche parole riempirvi la cassetta postale (elettronica) di messaggi pubblicitari non richiesti o peggio ancora con catene di S. Antonio inutili e fa parte di un azione di disturbo chiamata spamming.
La caratteristica dei messaggi in oggetto è quella di essere inviati, indiscriminatamente, a migliaia di indirizzi di posta elettronica. In molti casi l'indirizzo da cui vengono inviati messaggi di spam viene disattivato subito dopo, rendendo del tutto inutile l'invio di lettere di protesta.
Colui che compie questo atto "illecito" (o comunque maleducato) è allettato dalla possibilità di pubblicizzare un prodotto ad un numeroso pubblico raggiungibile in pochi minuti con una semplice e-mail.
Cosa può fare l'utente per difendersi da questa vera e propria 'pioggia' di posta non richiesta e non gradita? Purtroppo, non moltissimo: la precauzione principale è quella di evitare di diffondere per mari e per monti il proprio indirizzo e-mail. Teniamo presente che ogni volta che rispondiamo a un questionario il nostro indirizzo di posta elettronica entra in un database che, nove volte su dieci, sarà poi usato per scopi pubblicitari. Inoltre, quando si riceve un messaggio di spam si può cercare di individuare non tanto il mittente (di norma del tutto insensibile alle nostre proteste) quanto il provider dal quale il messaggio è stato spedito: molti provider non amano avere clienti che fanno un uso così disinvolto delle potenzialità della posta elettronica, e una protesta presso il provider è a volte efficace. Talvolta anche l'utilizzo di indirizzi e-mail alternativi, sono poi uno strumento prezioso per evitare di perdere troppo tempo con messaggi di questo tipo.
Infine, il consiglio più ovvio è quello di non comprate mai prodotti o servizi pubblicizzati attraverso messaggi di spam, e guardate con diffidenza chi propaganda le proprie idee in questo modo incivile.
Roberto Rizzi
Settore Sviluppo Informatico e Tecnologico
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Data ultima modifica: 20-07-2006
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