Flessibilità organizzativa all'interno delle dinamiche lavorative dell'ente: lavori socialmente utili e obiettori di coscienza
Lavori socialmente utili
L'esperienza dei Lavori Socialmente Utili avviata già dal 1996 dal Comune di Cremona ha avuto nel corso di questi anni una costante evoluzione, anche in considerazione del continuo mutamento del panorama normativo e regolamentare della materia.
La progettualità in essere per la corrente annualità prevede in particolare 4 tipologie di intervento che possono essere così sinteticamente riassunte:
a) Manutenzione strade e verde pubblico
(n.6 lavoratori : cantonieri - generici )
b) Sviluppo del processo di informatizzazione delle procedure amministrative
(n.5 lavoratori: operatori d'ufficio - operatori sistemi scrittura)
c) Sostegno delle funzioni ausiliarie nell'area scolastica e socio-educativa
(n.6 lavoratori: ausiliari d'assistenza - operatori scolastici)
d) Censimento traffico e potenziamento amministrativo del servizio di polizia municipale
(n.5 geometri e/o impiegati d'ordine - operatori sistemi di scrittura)
I soggetti impiegati sono lavoratori cassaintegrati o in mobilità, avviati dalla Sezione Circoscrizionale per l'Impiego di Cremona, che vengono inseriti nei Progetti a seguito del riscontro favorevole del colloquio di verifica attitudinale operato dall'ente.
A tali lavoratori che - pur rientrandone a pieno titolo nell'organizzazione - non possono configurarsi come "dipendenti dell'ente", viene corrisposta dal Comune un'integrazione economica pari alla differenza tra l'indennità di disoccupazione e la retribuzione prevista per la categoria di inquadramento.
Si evince, pertanto, come tale procedura consenta al Comune un cospicuo risparmio sul personale ( circa il 70-75% rispetto alle assunzioni a tempo determinato), con l'utilizzo di professionalità che, pur di varie provenienze settoriali, sono nella maggior parte dei casi di consolidato valore ed affidabilità.
Evitando di soffermarci sull'incidenza e sull'impatto sociale che i Lavori Socialmente Utili hanno determinato soprattutto in alcune "aree depresse" del Mezzogiorno , appare innegabile sottolineare come anche nella nostra realtà, la progettualità rappresenti per i lavoratori "momentaneamente espulsi" dal ciclo produttivo la possibilità di un reinserimento che pur transitorio garantisce un aggiornamento ed un arricchimento professionale , che come dimostra l'esperienza di questi anni ha favorito nella maggior parte dei casi una favorevole evoluzione lavorativa.
Obiettori di coscienza
Accanto alla progettualità dei Lavoratori Socialmente Utili un'ulteriore e consolidata risorsa organizzativa per il Comune di Cremona è rappresentata dall'impiego degli obiettori di coscienza in servizio civile sostitutivo.
La Convenzione in atto con il Ministero della Difesa già all'inizio degli anni 80 prevedeva l'impiego inizialmente di 6 unità , successivamente portate a 14 con l'autorizzazione all'ampliamento ottenuta dall'ente nel Maggio 1994.
Si tratta pertanto di un'esperienza ormai consolidata che ha fortemente inciso nel corso di questi anni sulle attività comunali, soprattutto nei settori sociali e culturali dell'ente.
Una forte e radicale innovazione della materia è stata dettata dall'entrata in vigore della Legge 8 luglio 1998 n.230 "Nuove norme in materia di obiezione di coscienza" e dei successivi decreti regolamentari.
Tale normativa ha fortemente modificato il preesistente assetto, "smilitarizzando" di fatto dal punto di vista gestionale il servizio civile, trasferendone le competenze storicamente in carico al Ministero della Difesa all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile , Ufficio appositamente costitutito e facente capo direttamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il passaggio di competenze, non sempre supportato da adeguati strumenti regolamentari, finanziari e logistici, è stato vissuto con una certa sofferenza dai vari enti convenzionati, tuttavia, ciò non ha impedito la possibilità di incrementare a 30 il numero delle unità assegnate al nostro ente, a seguito dell'accoglimento favorevole delle istanze del Comune di Cremona, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con decreto del 13 marzo 2000.
A circa un anno dalla modifica della Convenzione, pur essendosi riscontrate alcune difficoltà nelle assegnazioni periodiche collegate agli scaglioni, è stato possibile estendere l'impiego operativo degli obiettori ad alcuni servizi prima esclusi da tale ipotesi: Informacomune, S.E.D., Teatro; Informagiovani, Ufficio Stipendi, U.R.P., ecc., venendo ad incidere pertanto in modo piì articolato e consistente nell'attività complessiva dell'ente.
I recenti risvolti legislativi in materia di servizio di leva non possono pertanto non preoccupare il Comune di Cremona, così come tutti gli altri enti e associazioni convenzionati, c'è tuttavia l'auspicio e la speranza che alla scadenza del servizio di leva obbligatorio, la riforma del servizio civile volontario possa in qualche modo garantire la copertura dell'attività attualmente in atto.
Giuseppe Ruggeri
Settore Personale e Sviluppo Organizzativo
(243) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 20-07-2006
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