Il Servizio Comunicazione, valutata l'importanza strategica di dare al cittadino un'immagine unificata e facilmente riconoscibile dell'Amministrazione, per un'identificazione immediata dell'interlocutore, ha previsto, fra gli obiettivi per l'anno 2002, la progettazione di un'immagine coordinata dello stemma del Comune di Cremona.
Il progetto contempla anche l'elaborazione del relativo book di applicazione (carta intestata, buste, modulistica, bollettari, segnaletica esterna e interna, scritte sui mezzi ecc...), personalizzabile con la dicitura per ogni singolo servizio.
A tal fine è stata raccolta, presso i Settori ed i Servizi, tutta la modulistica utilizzata sulla quale viene riportato lo stemma del Comune (carta intestata, bollettari, moduli ecc.) e le esatte diciture di ogni ufficio; in tal modo è stato possibile razionalizzare il prodotto, prevedendo un'applicazione tale da potersi adeguare a tutte le esigenze, sia in versione cartacea, sia in versione telematica.
Per poter organizzare il lavoro di rivisitazione partendo dallo stemma ufficiale, abbiamo contattato l'Archivio Centrale dello Stato per richiedere informazioni certe riguardo all'ultima versione depositata nell'Archivio Araldico. Gli addetti dell'Archivio hanno inoltre consigliato la consultazione del volume "Insegne e simboli" 1983, Ministero dei Beni Culturali, a cura di Giacomo Bascapè e Marcello Del Piazzo; il libro, consultabile presso la Biblioteca Statale di Cremona, è stato utilizzato dalla grafica incaricata per raccogliere tutte le indicazioni utili al fine di poter rispettare le regole di conformità previste dall'attuale legislazione.
Contemporaneamente è stata effettuata una ricerca nel nostro Archivio Generale ed è stata recuperata la pratica che contiene tutti i documenti legati alla storia dello stemma del Comune (proposte di modifica/integrazioni, analisi storiche ecc.).
Da queste ricerche è risultato, quale riferimento ultimo a cui attenersi, il Decreto del Presidente della Repubblica del 18 aprile 1951.
È stata quindi valutata l'esigenza di confrontarsi, per ora informalmente, con il Protocollo Generale al fine di poter raccogliere le esigenze legate alla protocollazione.
Dall'incontro, la grafica incaricata ha potuto così raccogliere le indicazioni di massima per lei utili al fine della progettazione dello stemma. In un secondo momento, quando verrà scelto il bozzetto grafico, verrà formalizzato l'incontro in modo tale da poter progettare l'applicazione finale dello stemma all'interno della modulistica completa degli spazi destinati alla protocollazione/archiviazione.
È stato quindi avviato un lavoro di studio relativo all'integrazione dell'applicazione finale del nuovo stemma e delle nuove formattazioni che verranno scelte, nel sistema di rete che collega i pc in uso ai dipendenti.
Preso atto che ormai tutti i dipendenti formattano, ad esempio, la propria carta intestata utilizzando le funzioni del pc (e non utilizzando carta prestampata), è stata formulata una relazione tecnica che contiene tutte le esigenze alle quali il sistema dovrà rispondere secondo queste due direttive di fondo:
impossibilità di variare la struttura di base della modulistica in modo tale da rispettare l'obiettivo di uniformità (dimensioni e proporzioni dello stemma, impaginazione delle informazioni standard come data, destinatario, protocollo, oggetto ecc.);
possibilità di personalizzare la propria modulistica relativamente ai dati dell'ufficio di appartenenza.
Lo studio ha inoltre valutato l'applicazione tenendo conto delle potenzialità dello strumento intranet, ormai di largo uso fra i dipendenti, e delle nuove direttive governative che invitano le Pubbliche Amministrazioni all'utilizzo di software open source.
Nicoletta Filiberti Servizio Comunicazione
Vincoli formali per lo studio del marchio
È necessario partire dall'essenza stessa del Comune, cioè il suo stemma, così come viene rappresentato nel corso della sua storia. La prima raffigurazione certa(1) risale al 1292 e riporta il gonfalone della Città consistente in una croce d'argento in campo rosso. Mantenendo i colori rosso e argento, lo stemma del Comune sarà poi costantemente a fasce (in numero di 6). Solo successivamente (nel 1500) comincia a figurare il braccio con palla d'oro in ricordo dell'impresa di Giovanni Baldesio. È infine l'architetto Voghera che nel 1800 introduce nei suoi disegni la variante del braccio all'interno dello scudo su fondo che sarà a volte nero, a volte azzurro. Altri ornamenti che si sono aggiunti a comporre lo stemma attuale della Città di Cremona sono: la corona posta sopra lo scudo (cerchio d'oro arricchito di gemme e sostenente 8 fioroni, di cui 5 visibili) e la ghirlanda sottostante lo scudo, attribuita nell'antichità come il più alto segno d'onorificenza (qui composta per metà da una corona trionfale e nell'altra metà da una corona civica)(2).
Nel corso degli anni, dunque, lo stemma di Cremona ha subito diverse modifiche - nella forma e nell'utilizzo dei colori -strettamente legate alle vicende politiche della Città e spesso anche all'estro dell'artista che lo raffigurava. Oggi le caratteristiche dello stemma sono sostanzialmente e definitivamente fissate con Editto della Presidenza del Consiglio dei Ministri datato 18 aprile 1951 (vedi immagini riportate). In base a tale decreto lo stemma viene 'blasonato' secondo precise regole araldiche(3), che fissano alcuni parametri relativi al numero, al colore e alla posizione degli elementi costituenti lo stemma e che necessariamente dobbiamo rispettare anche in un lavoro di ridisegno e stilizzazione: "Partito: al primo fasciato di rosso e d'argento; al secondo di azzurro stringente nella mano una palla d'oro. Corona gemmata a cinque fioroni." Un'ultima considerazione relativa ai colori dello stemma. Nell'araldica antica si prendevano in considerazione solamente sette colori (detti: smalti): oro, argento, rosso, azzurro, verde, porpora e nero. Ciascuno di questi colori viene rappresentato - nella versione monocromatica - con un segno grafico proprio (ad esempio: rosso= linee verticali; azzurro = linee orizzontali; argento = bianco; oro = punteggiato; ecc ...). Non esiste invece alcun riferimento a codici cromatici standard per capire, ad esempio, quale tonalità di verde si debba usare; ragione per cui ci sentiamo relativamente liberi nella scelta dei colori dello stemma, fermi restando i vincoli suddetti.
(1) Bollettino Storico Comunale. Sommarie vicende dello stemma del Comune di Cremona. A cura di Agostino Cavalcabò. Cremona, dicembre 1937.
(2) Nuova Enciclopedia Sonzogno. 1° volume: A/FERRO. Casa editrice Sonzogno - Milano, 1953.
(3) Bescapé Giacomo, Marcello Del Piazzo. Insegne & Simboli. Ministero dei Beni Culturali. 1983.
Giovanna Fenti Visualgiò
(353) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 18-07-2006
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