La vocazione turistica di
Cremona in questi ultimi
anni è cresciuta esponenzialmente
alle offerte proposte.
E queste ultime sono
state molte, di elevata qualità e ben diversificate,
lambendo ciò che il territorio e la
sua storia ha saputo nei secoli produrre.
Perché il territorio cremonese ed il suo capoluogo
sono ricchi di spunti, di elementi
da valorizzare e da riscoprire celati spesso
sotto una coltre polverosa che un poco gli
anni ed un poco la trascuratezza ed il pressappochismo
degli uomini hanno contribuito
a rendere sempre più spessa.
Ben vengano quindi tutte quelle realtà associative
che portano sulle proprie spalle il
peso della ricerca e della riscoperta di tanti
e tanti piccoli e grandi tesori della nostra
provincia.
Chi amministra - noi che amministriamo
- deve potere cogliere i frutti di questo
preziosissimo lavoro valorizzandoli e promuovendoli
perché, così facendo, si valorizzano
e si promuovono le nostre tradizioni
e la nostra terra. Questo le giunte di
centrosinistra lo hanno per tempo capito!
Hanno, per esempio, capito che il rilancio
della città passava anche per il rilancio
dell'offerta turistica e che, per ottenere ciò,
occorreva il concorso di tutti. Hanno capito,
prima ancora che il concetto entrasse
nell'uso e nella terminologia corrente,
che "fare sistema" era l'unica possibilità per
condurre fuori Cremona dall'anonimato
e dal grigiore e per farla scoprire ad un
pubblico sempre più vasto e sempre più
esigente.
Per questo Comune, Provincia, Camera di
Commercio, associazioni e gruppi privati,
sponsor hanno scoperto il piacere di lavorare
insieme ed insieme hanno studiato le
risposte migliori alle domande di crescita e
di arricchimento della città nei campi più
vari. La "politica delle grandi mostre", tra
le altre cose, ha qui la sua origine! I Campi,
Sofonisba Anguissola, Le Immagini del
Sentire, Dipingere la Musica, I Brueghel,
ecc., oltre che l'elevatissimo valore culturale
della proposta offerta, hanno avuto un fortissimo
impatto commerciale e la città ne
ha goduto di riflesso per anni.
Anche oggi la città continua a proporre
interessanti appuntamenti, ma il riscontro
di pubblico, l'indotto ed il riflesso sul territorio
non è più lo stesso. Perché? Perché
questo fenomeno che contraddistingue un
po' tutte le città d'Italia?
C'è chi sostiene, ed io concordo con questa
analisi, che l'eccesso di "mostrine", cioè il
proliferare incontrollato di esposizioni, crei
confusione ed aspettative che poi regolarmente
vengono disilluse. Negli ultimi anni
c'è stata una corsa frenetica all'organizzazione
di mostre - quasi che non se ne potesse
fare a meno - anche senza veri criteri
scientifici o, al contrario, con un eccesso di
zelo scientifico, rendendo noiose, pesanti e
poco gradevoli le visite. Si lancia un nome
di richiamo per offrire poi un allestimento
povero, con poche o punto opere dell'artista
in questione e molte opere minori di
allievi o coetanei. Il pubblico resta deluso
e la seconda volta in quello spazio espositivo
e financo in quella città non torna. A
Cremona, in questi ultimi anni, è successo
qualcosa di simile? Io credo di no e pur
tuttavia il dibattito è aperto. Non varrebbe
la pena fermarsi, magari un anno, rifiatare,
ragionare ed offrire poi qualcosa per cui
valga veramente la pena venire in città?
Insomma, la nostalgia per la mostra evento
c'è! E l'occasione perché a Cremona si perpetui
questa tradizione pure e noi abbiamo
il dovere di coglierla!
Di prossima scadenza è l'attesa mostra sul
"Piccio" che, sono certo, richiamerà a Cremona
molti turisti. Ma soprattutto fervono
i preparativi per celebrare nel migliore
dei modi l'ottavo ed il nono centenario di
fondazione del Palazzo Comunale e della
Cattedrale. Quale occasione per una grande
mostra sul Medioevo! Non lasciamoci
sfuggire l'evento! Concentriamo i nostri
sforzi e le nostre risorse su questo e se anche
dovessimo con ciò rinunciare a qualche
mostra minore ... bhe, vorrà dire che
ne valeva veramente la pena.
Gino Carnesella
Gruppo Consiliare democratici di Sinistra
L'ambiente non è né di destra,
né di sinistra. Per questo
non si riesce a capire come
codesta amministrazione
sia sempre restia a recepire
osservazioni e proposte, che provengano
da altre parti politiche, atte a cercare di
ovviare ai problemi ambientali legati in
particolare all'inquinamento atmosferico
da "polveri sottili" o se si preferisce il tanto
di moda PM 10. A gennaio-febbraio si
ripresenta il solito regalo di stagione: valori
molto alti, allarmismo, e giù ad elencarne
le cause (auto, caldaie, industrie). Mai però
una proposta, che non sia una, a voler
affrontare il problema a livello locale, che
non sia il solito blocco al traffico veicolare,
peraltro di scarsa efficacia come constatato
durante alcuni blocchi totali. Noi abbiamo
proposto, fin da ottobre, di incentivare l'uso
del metano per autotrazione e di favorire
l'apertura di nuovi impianti di distribuzione.
Di conseguenza non si capisce perché
KM S.p.A. abbia acquistato nuovi autobus
a gasolio, e non abbia preso in considerazione
quelli "ibridi" o a metano.
La Regione ha ripreso a dare incentivi
(650 euro) a chi installa il GPL: qualche
forma di incentivo potrebbe farla anche
il Comune. Questo è da comunicare ai
cittadini insieme alla possibilità di ottenere
dal Ministero delle Attività Produttive incentivi
pari al 36 % (come sconto IRPEF)
ed altro, per installazione di pannelli solari
(riscaldamento acqua domestica) e pannelli
fotovoltaici (produzione di energia
elettrica). Tra l'altro noi auspichiamo che
sia il Comune sia la Provincia si attivino
al fine di consentire e favorire il trasporto
dei propri dipendenti con bus navetta dalle
periferie al centro.
Noi di Forza Italia abbiamo cercato in
Commissione Ambiente di poter discutere
sull'opportunità dei filtri antiparticolato,
inserirli nelle deroghe alla limitazione al traffico e di pubblicizzarli, come in altre
città che si sono già mosse al riguardo
ed altre lo faranno a breve (ad esempio
Milano che lo prevede per tutti i diesel
probabilmente dal 2007). Noi guardiamo
con favore ai biocarburanti, derivati dalle
biomasse, risorse ottenibili in zone agricole
come le nostre, che si prestano sia per riscaldamento,
sia per produrre energia, che
per uso in autotrazione.
Ebbene è circa un anno che vogliamo discuterne
in commissione ma c'è sempre
qualcosa di più importante. Ricordiamo
che il biodiesel produce il 60 % in meno di
polveri sottili ed idem per il monossido di
carbonio. Ma, cosa più significativa, rispetta
il Protocollo di Kyoto: la sua combustione
produce tanta anidride carbonica quanta
ne assorbono le piante da cui deriva.
Sembra che AEM ne stia sperimentando
un piccolo impianto per la produzione.
Forse la nostra insistenza ha dato qualche
frutto.
Ed infine in questi difficili momenti di approvvigionamenti
energetici, ricordiamoci
pure che se non si ripensa al nucleare l'Italia
rischierà il black out, oltre che un ben
più grave inquinamento per una eventuale
riutilizzazione di gasolio e carbone per le
centrali energetiche.
Ricordiamo sempre che tutte le fonti alternative
nella migliore delle ipotesi potranno
coprire non più del 30 % del nostro fabbisogno
energetico, a detta degli specialisti
del settore.
Arrigo Frassi - Andrea Vacchelli
Gruppo Consiliare Forza Italia
Nella seduta del 20 febbraio
scorso, il Consiglio Comunale
ha approvato una mozione
con la quale si impegna
la Giunta a convocare gli
"Stati Generali" della città, per definire lo
sviluppo a medio-lungo termine di Cremona.
Decisione di grande rilievo, passata
però inosservata e poco valorizzata dalla
stampa locale. Si tratta invece di un lavoro
di formidabile importanza, per assicurare
alla nostra città una nuova fase di sviluppo.
Il rapporto CENSIS dello scorso anno
dice chiaramente che a Cremona si vive
bene, ma che è una città che rischia di
ripiegarsi nel buon vivere e di cedere alle
lusinghe delle tentazioni immobilistiche, i
cui effetti più evidenti stanno nello spopolamento,
nell'invecchiamento dei cittadini
e delle imprese. Sono rischi gravissimi, soprattutto
se si considera il grande e rapido
mutamento che avviene attorno a noi, a
livello economico, tecnologico, sociale e
culturale. C'è quindi bisogno di decisioni
coraggiose e lungimiranti, per favorire la
crescita di Cremona e del suo territorio.
Per portare avanti questo obiettivo, credo
siano indispensabili tre elementi:
1. Costruire un progetto globale che
coinvolga tutti gli aspetti critici della città,
dall'economia alla cultura, dalle risorse
energetiche alla viabilità, al rispetto ecologico,
dai giovani agli anziani. Come lo stesso CENSIS precisa, la competitività di
un territorio non è solo legata alla dimensione
economica, ma è sempre più accompagnata
da parole come benessere, qualità
della vita, sistema di valori, ecc.
2. Costruire un progetto il piu' possibile
condiviso. Le spontanee iniziative dei
singoli, siano essi imprenditori o amministratori
illuminati, non bastano più per
assicurare uno sviluppo stabile e duraturo.
C'è bisogno del contributo di tutte le forze
vive della città, che dopo un confronto
attento, meditato, fatto con spirito costruttivo,
arrivino ad identificare una comune
visione prospettica e su questa definire una
strategia chiara di modernizzazione e sviluppo.
3. Definire un progetto chiaro, con un
numero adeguato di priorità, con tempi
definiti, con periodiche verifiche. La tentazione
è quella di mettere in campo tante
iniziative, puntando a fare tutto e subito.
Sarà invece un processo lungo e faticoso,
che strada facendo potrà essere migliorato,
integrato, rivisto, per adeguarlo alle mutate
condizioni generali.
Auspico che questo progetto raccolga la
collaborazione e l'impegno di tutte le Istituzioni,
le realtà economiche, associative,
le categorie professionali, i sindacati. "Un
sogno fatto da solo, rimane un sogno, ma
se è fatto insieme è la realtà che comincia
a realizzarsi."
Enrico Manfredini
Gruppo Consiliare La Margherita
Dedico questo mio intervento
ai bambini di Cremona,
prima di tutto perché sono
il nostro presente e il nostro
futuro e poi perché, in quanto
mamma di un bambino di quasi due anni,
vivo quotidianamente la difficoltà di trovare
in città uno spazio comunale a disposizione
dei piccoli e dei loro giochi. E come
me, credo, molte mamme cremonesi.
Facendo infatti una panoramica delle varie
proposte del Comune, ci si accorge che
rischiano di essere delle pompose e altisonanti
esternazioni di principio ma, dal
punto di vista pratico, si rivelano assolutamente
lacunose e carenti. Il "Laboratorio
Cremona dei bambini", per esempio - tra
le altre cose - "riconosce i bambini come
cittadini; sceglie il bambino come parametro
per lo sviluppo della città e (omissis...)
vuole tener conto del punto di vista del
bambino ogni qualvolta si interviene sugli
spazi della città o su un quartiere...". Proseguendo
nell'analisi, "Cremona dei bambini"
offre una serie di limitate iniziative
che si svolgono prevalentemente nei mesi
di maggio e giugno. Al "Centro Gioco",
forse il momento più significativo e concreto
dell'attività comunale a favore dei
piccoli, sono ammessi solo circa 40 bambini
da uno a tre anni, a condizione, oltre
tutto, che non frequentino l'asilo nido.
Credo che, oggettivamente, l'impegno
comunale dovrebbe essere potenziato, soprattutto
in considerazione del fatto che
non esistono aree adeguatamente attrezzate come spazio gioco e quelle disponibili
sono relegate in zone periferiche, spesso
mal tenute e non adeguatamente sorvegliate.
A sostegno di queste mie considerazioni,
aggiungo le conclusioni della classifica di
Legambiente sull'impegno dei Comuni
italiani a favore dell'infanzia, in base alle
quali Cremona ha perso numerose posizioni
(dal 35esimo al 59esimo posto).
Per tutte queste ragioni ho presentato
all'esame del Consiglio Comunale una
mozione nella quale chiedo l'impegno
dell'Amministrazione a realizzare, nel più
breve tempo possibile, un parco giochi
per bambini, possibilmente nei giardini di
piazza Roma o in un'altra zona centrale.
In questo modo, oltre che offrire un servizio
ai più piccoli che sarebbero soprattutto
"protetti" dal nuovo presidio della polizia
urbana, si rivitalizzerebbe il centro storico,
richiamando le famiglie.
Il passo successivo potrebbe essere, per
esempio, la costruzione di una ludoteca
comunale al coperto. Sono comunque a
disposizione delle mamme per suggerimenti
e proposte.
Irene Nicoletta de Bona
Capogruppo Alleanza nazionale
Cosa c'è di più semplice e
naturale del gesto di bere
un bicchiere d'acqua? Su
questa risorsa così indispensabile
per la vita, vera emergenza
per lo sviluppo futuro del pianeta, di
questi tempi si fa un gran discutere perché
il mercato sembra essersi accorto della importanza
di quel semplice gesto che purtroppo
rimane ancora un "lusso" per gran
parte dei popoli del pianeta.
Anche il nostro Comune è chiamato a
decidere quale indirizzo dare a questo importante
servizio, la discussione si è aperta
naturalmente sul modello da adottare.
Come gruppo consiliare di Rifondazione
Comunista sosteniamo senza dubbio la
necessità di mantenere pubblico, attraverso
l'ATO (Ambito Territoriale Ottimale)
che dovrebbe definire le strategie, investimenti
e tariffe, questo bene inalienabile,
aprire anche il più piccolo spiraglio al
privato significherebbe esporci al rischio
di aumento delle tariffe a carico dei cittadini,
nuove precarizzazioni dei rapporti di
lavoro, ma soprattutto sottrarre alla sfera
pubblica una risorsa che appartiene a tutti.
Respingere quindi la proposta formigoniana
della Regione Lombardia di realizzare
un sistema "misto" pubblico privato,
è una scelta che non abbiamo problemi a
definire ideologica e giusta. Infatti laddove
sono già stati avviati processi di privatizzazione
dell'acqua e di altri servizi pubblici,
si è dimostrato come solo una proprietà
pubblica e un governo partecipato dalle
comunità locali possano garantire il diritto
e l'accesso all'acqua per tutti e la sua
conservazione per le future generazioni.
Quella che gli Enti Locali sono chiamati
ad assumere è una decisione carica di responsabilità,
quindi prendiamoci il tempo
necessario per valutarne tutti gli aspetti e
per evitare di commettere errori a cui poi
sarebbe difficile porre rimedio.
Cinzia Zampini
Capogruppo Rifondazione Comunista
Cremona Futura ribadisce la
sua contrarietà ai permessi
di deroga a sosta e transito
alle autovetture per alcune
categorie di cittadini (amministratori,
medici, giornalisti ed altre) formalizzata
con voto contrario in Consiglio
Comunale. Riteniamo l'accordo bipartisan
tra i maggiori partiti rappresentati in Consiglio
Comunale sbagliato ed incoerente
per tre ragioni: i circa 500 permessi-deroghe
rappresentano un numero eccessivo
per una città come Cremona, al di là dell'effettiva
necessità di servizio per le categorie
che usufruiscono di tali agevolazioni.
La sproporzione del numero è confermata
dal fatto che i 500 permessi saturano quasi
la metà dei parcheggi del centro storico; il
modello di città che l'Amministrazione ha
nei suoi progetti prevede un centro storico
meno penetrabile dalle autovetture con incentivi
all'uso dei parcheggi a corona e dei
mezzi pubblici per raggiungere il centro e
con una maggiore sicurezza per l'utilizzo
di percorsi ciclo-pedonali. Era pertanto
auspicabile che fossero limitate allo stretto
necessario le deroghe e le eccezioni, a
partire dall'opportunità da parte degli amministratori
di porsi ad esempio di comportamenti
coerenti con il modello di città
proposto ai cittadini. Non è possibile da
un lato invitare la popolazione ad usufruire
dei parcheggi corona della città e dei mezzi
pubblici, né decantare il nuovo servizio di
bus a chiamata, e dall'altro noi utilizzare
agevolazioni per l'accesso al centro storico.
Inoltre il preoccupante inquinamento
da polveri sottili che attanaglia Cremona,
come tante altre città, non si risolve certo
con i blocchi del traffico né, ovviamente e
tanto meno, con l'abolizione dei permessi
agli amministratori, tuttavia appare quanto
meno contraddittorio non limitare i permessi
solo ai casi strettamente necessari.
L'accordo bipartisan sconfessa una precedente
decisione unanime della Giunta
(frutto di un condiviso accordo politico nel
centrosinistra) che andava verso un forte
ridimensionamento dei permessi.
Cremona Futura è particolarmente dispiaciuta
di non avere trovato su questo tema
un accordo con DS e Margherita, forze
con le quali ha solitamente maggiore affinità
nell'ambito dell'Unione e con le quali
intende continuare un percorso unitario
secondo il progetto prodiano di un Ulivo
aperto, plurale ed inclusivo.
Maria Rita Balsamo
Capogruppo Cremona Futura
La città di Cremona per dimensioni,
struttura sociale
e modello di sviluppo può
raggiungere ottimi livelli di
qualità della vita e della salute
se poniamo attenzione ai problemi che
rendono alcune situazioni poco sostenibili.
Anziani, bambini, tutti in genere necessitano
di una città ordinata e ben organizzata
negli spazi, nel traffico veicolare. Un buon
indirizzo dato dall'amministrazione serve
ad incentivare i comportamenti virtuosi e
disincentivare quelli viziosi. Come vivono
i bambini oggi? Tutti siamo stati bambini,
ma pochissimi ricordano che fatica sia
stato crescere. Ma oggi essere un bambino
è un mestiere ancora più difficile, quasi
impossibile.
Non si tratta solo del nostro modello di
sviluppo che mantiene il pianeta sotto un
costante stato di stress: dall'ambiente all'alimentazione,
dall'informazione alla tv
spazzatura, dal territorio degradato alle
periferie cittadine senza parchi e sempre
meno giardini. Ma anche perché questa
crisi globale colpisce quotidianamente le
categorie più esposte e deboli, a cominciare
dai bambini. Le conseguenze sono ormai
sotto gli occhi di tutti e sono tremende:
bambini che soffrono di disturbi alimentari,
comportamenti anomali e patologie
franche (allergie e asma bronchiale). Se
un tempo la denutrizione era una piaga
da combattere, nei paesi come il nostro
è diventato altrettanto grave il problema
dell'obesità, con l'alimentazione sbagliata
che inizia fin dai primi anni di vita.
E che dire di anoressia e bulimia? Malattie
che ormai si presentano durante l'adolescenza
con una regolarità che allarma.
I nostri figli, i nostri nipoti, i figli delle
nostre sorelle e fratelli o dei nostri amici
si muovono poco e lo sport spesso è solo
quello visto in televisione. Molti anni fa il
gioco avveniva all'aria aperta, nei cortili ma
anche in casa. Oppure si andava nei giardini
pubblici, nei parchi comunali.
Oggi le aree pubbliche dedicate all'infanzia
sono poche, gli spazi dei piccoli sono
stati rubati dai grandi.
Spazi invece importanti perché l'occasione
di socializzazione, di imparare a stare
insieme agli altri bambini dove, con il gioco,
si imparano le regole del comune stare
insieme. Invece accade, e di frequente, che
i piccoli vengano parcheggiati davanti al
televisore. I nostri bambini sono, di fatto,
agli arresti domiciliari. Ai libri illustrati, alla
manualità attraverso la quale si impara a
conoscere il mondo, il modello imperante
della nostra civiltà ha posto un bombardamento
di messaggi pubblicitari e non che
dirottano l'attenzione di piccoli e meno
piccoli verso un qualcosa che ha stabilito
già qualcun altro, distruggendo così la loro
capacità creativa.
I Verdi si oppongono a questo scempio che
assomiglia ad un vero e proprio "infanticidio".
Noi vogliamo bimbi sani, intelligenti
e capaci di interagire con il mondo. Anche
per questo ci opponiamo a questo modello
di sviluppo che agisce negativamente sulla
nostra intelligenza e su quella dei nostri
figli e, ancora di più, sulla salute di tutti.
Non servono i "bonus bebè" perché i bambini
crescano in salute e consapevoli. Anzi.
Quando si parla di salute, di qualità della
vita, di conservazione dell'ambiente, di innovazione
tecnologica e di lavoro è proprio
di loro che parliamo, dei bambini. Che
saranno le donne e gli uomini di domani.
Come dicevamo, i nostri figli, i nostri nipoti,
i figli delle nostre sorelle e fratelli o
dei nostri amici.
E' di loro che vogliamo e dobbiamo prenderci
cura.
Matteo Lodi
Capogruppo Verdi per la Pace
(214) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 03-07-2006
-