Tra gli elementi decisivi per il miglioramento della qualità della vita
in città c'è senza dubbio il verde
urbano. I parchi e i giardini, le alberature
stradali sono molto più che semplici
elementi di arredo: sono una risorsa ecologica,
tutto sommato ancora poco conosciuta
e valorizzata. Accanto a funzioni di
tipo estetico e implicitamente psicologico,
esistono effetti rilevanti della vegetazione
urbana relativamente all'eliminazione delle
polveri e degli inquinanti gassosi, al miglioramento
del microclima, alla riduzione
dei rumori, alla protezione del suolo.
Tuttavia, nei mesi scorsi un po' in tutte le
zone della città o nei giardini scolastici, i
cittadini hanno assistito all'abbattimento
di alberi d'alto fusto,
alberi spesso con addosso parecchie decine
di inverni, che hanno accompagnato in alcuni
casi intere esistenze: familiari presenze
nel viale sotto casa o nel cortile dell'asilo
d'infanzia.
Perché s'è reso necessario intervenire in
modo così drastico? Non era possibile salvare
queste piante con cure adeguate? Erano
proprio tutte malate, se il ceppo rimasto
per ancora qualche settimana appariva in
taluni casi così integro e
sano? Voglio cercare di rispondere nel modo
più completo possibile a questi quesiti
così spesso rivolti all'Amministrazione negli
ultimi mesi.
Le funzioni svolte dal verde urbano ripagano
abbondantemente i costi necessari
per la sua manutenzione ordinaria
e straordinaria.
Malgrado ci sia una generale concordanza su questo
aspetto, le risorse economiche
dedicate a manutenzione e incremento del patrimonio
verde delle città sono per
lo più insufficienti rispetto alle necessità.
Per poter continuare a operare efficacemente
in condizione di contrazione di risorse
è indispensabile impiegare al meglio
le poche disponibili.
In altri termini: aumentare in efficienza ed
efficacia. Ciò è possibile solo ricorrendo ad una accurata pianificazione degli interventi, pianificazione che presuppone una conoscenza approfondita
del patrimonio arboreo e la sua costante valutazione nel tempo.
L'Amministrazione Comunale ha perciò
ritenuto fondamentale affrontare la gestione
del verde urbano in modo razionale,
avviando la realizzazione di un censimento
informatizzato del verde nel 2003.
C'erano stati una serie di crolli rovinosi
d'alberi d'alto
fusto che avevano colpito il cuore della città
(piazza Roma), e la conseguente sofferta
scelta dell'Amministrazione di procedere
a drastiche potature e, dopo una adeguata
valutazione tecnica, ad alcuni abbattimenti.
La vicenda si è conclusa infine con la
complessiva riqualificazione della piazza.
È iniziata allora una profonda riflessione
sulla gestione del verde, cercando di rispondere
alle domande più pressanti: come
provvedere alla manutenzione a fronte
di un patrimonio verde in crescita costante
(5-7% all'anno) e a risorse che, gravando
prevalentemente sulla spesa corrente,
sono in altrettanto costante diminuzione?
Come prevenire eventi eccezionali ad altissima
pericolosità come la caduta di un
albero di 30-35 metri?
Come procedere a progettazioni di nuove
aree verdi avendo adeguate garanzie di
successo per i nuovi impianti?
La risposta c'è stata con l'avvio del progetto
del Censimento del patrimonio arboreo,
ovvero il tentativo di arrivare a una rigorosa
pianificazione degli interventi attraverso una conoscenza approfondita non solo
della consistenza del patrimonio, con una
mappatura computerizzata, ma anche dello
stato di conservazione, o meglio (come è
più appropriato dire per degli esseri viventi
quali sono le piante), dello stato di salute
del nostro patrimonio arboreo. In quest'opera
abbiamo trovato nel Consorzio
Forestale Padano un partner qualificato
e affidabile.
Il censimento vuole dare risposte essenzialmente
in due direzioni: la sicurezza dei
cittadini e la qualità degli interventi.
In ordine alla sicurezza bisogna ricordare
che solo il caso ha voluto che i crolli avvenuti
- e che peraltro incombono in ogni
momento: si pensi all'abbondante nevicata
del gennaio scorso - non abbiano portato
più gravi conseguenze.
Per qualità degli interventi si intende la
possibilità di poter programmare in modo
certo l'intervento di manutenzione, superando,
almeno parzialmente, il modello di
intervento per zone attualmente vigente.
Inoltre, gli studi possono avere un riflesso
diretto sulla progettazione: ad esempio per
la scelta delle essenze che garantiscono il
miglior risultato.
La nostra città è fitta
di robinie, che però
hanno dimostrato di
non adattarsi benissimo
al microclima
cittadino e mostrano,
stando ai primi risultati
del Censimento,
evidenti segni di sofferenza.
La prima parte del
progetto ha visto i
tecnici del Consorzio
Forestale Padano
operare su una
selezione mirata del
patrimonio arboreo,
complessivamente stimabile
in circa 16.000
piante adulte. Si sono
privilegiati gli alberi
dei parchi pubblici, i
filari alberati dei viali,
il verde scolastico. Dei
4.500 alberi così censiti
secondo il sistema
del VTA (Visual Tree
Assessment), 702,
quelli inseriti nella classe di rischio più alta,
sono stati soggetti a ulteriori indagini strumentali
con l'utilizzo di un dendrodensimetro
(strumento costituito da un ago di circa
3 mm. che penetra il legno in profondità,
rilevandone la densità).
In base alle risultanze dell'indagine, si è reso
necessario
e indispensabile
procedere
all'abbattimento
di circa
240 piante.
È evidente
che quella
dell'abbattimento
è stata
una scelta
drastica, oltremodo
dolorosa
(oltre
che costosa:
molto più
che provvedere
a
ordinar ie
potature, senza calcolare i costi della ripiantumazione)
e che non è stata assunta
con superficialità.
Tuttavia, avendo a mente il primo degli
obiettivi che si intendeva realizzare con
questo progetto, ovvero la sicurezza pubblica,
è stata l'unica scelta disponibile per
degli esseri viventi giunti al termine del
loro ciclo vitale, spesso malgrado l'aspetto
apparentemente ancora florido (si ricordi
che la presenza di un ricco apparato foliare
non è da solo indizio di salute).
A maggior ragione, dopo una indagine
sistematica, l'Amministrazione era ulteriormente
responsabilizzata e le decisioni
non rinviabili. Alla fine dell'opera di abbattimento
è stato possibile, grazie alla
documentazione fotografica fatta per ogni
pianta eliminata, certificare l'affidabilità del
censimento effettuato: tutti gli alberi su cui
si è intervenuto hanno evidenziato gravi
anomalie strutturali (non necessariamente
alla base, ma magari a uno-due metri da
terra), che ne rendevano pregiudizievole
l'assetto statico.
Ovviamente si procederà all'integrazione e
ripiantumazione di ogni albero abbattuto,
ma non necessariamente (e anche questa
considerazione scaturisce dalle risultanze
del censimento), con la stessa essenza
preesistente.
L'opera di classificazione procede estendendosi
alle altre aree. Progressivamente,
il numero degli abbattimenti tenderà a diminuire
in percentuale, attestandosi infine
su una soglia "fisiologica" per quelli che,
come noi, sono esseri che nascono, si sviluppano
e muoiono.
Stefano Campagnolo
Assessore al Verde Pubblico
(293) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 03-07-2006
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