Una gara costellata da tante ricorrenze. Coinvolte anche le scuole
L'89° Giro d'Italia coltiva la memoria, rende plurimi omaggi, celebra ricorrenze, spazia in molte direzioni, e non soltanto ciclistiche. Muove dal Belgio, onora una popolosa colonia italiana (oltre 200.000 i connazionali che risiedono in Vallonia mantenendo inalterati i legami con la patria), ma vi sosta soprattutto per ricordare i morti della miniera maledetta.
Quest'anno ricorrono i 50 anni dalla tragedia di Marcinelle, ma anche i trent'anni dal terremoto del Friuli e il Giro onorerà 18 dei 20 paesi che ne furono sconvolti. Ci sono anche ricorrenze liete: i 100 anni del Passo del Sempione sul quale il Giro transiterà con un'incursione in Svizzera e i 60 dalla nascita della Vespa, un'istituzione nel costume italiano. Dal punto di vista squisitamente ciclistico, il 2006 significa 50 anni dall'epica del Bondone, un ciclismo eroico che appassiona ora come allora, perché è storia di uomini e di fatica.
Nel recupero della memoria ciclistica c'é la cronosquadre, che da anni il Giro non frequenta più (l'ultima fu nel 1989), ma anche un traguardo speciale ("dei 110"), ogni giorno in onore di chi la corsa ha messo al mondo e tutelato: La Gazzetta dello Sport, che in aprile spegne 110 candeline. Ogni giorno una sorpresa, un momento di riflessione, uno spunto di corsa. Un Giro, l'89°, che si consegnerà alle cronache - e poi alla storia del ciclismo, come sempre - grazie ai suoi protagonisti. Il Giro è vicenda loro, anche se il tracciato fa presumere una corsa palpitante, con frequenti aggiustamenti di classifica e gli ultimi 10 giorni di gran passione, con colpi di scena a ripetizione. Quattro cronometro, sette tappe pensate per i velocisti, cinque arrivi in salita, quattro tappe di montagna, tre frazioni "mangia e bevi". Anche quest'anno una tappa celebra una strada bianca, si affrontano per la prima volta, nel giorno di Plan de Corones, 7 chilometri di sterrato dopo il Furcia.
Si sconfinerà anche in Austria, a Lienz, per una partenza che anticipa i disegni del futuro. L'89° Giro d'Italia è il primo atto di un programma triennale che contempla l'inclusione di tutte le regioni d'Italia, di cui la prossima edizione annota i passaggi e le soste solo in una parte (quattordici regioni).
Dopo i preliminari a Liegi il Giro si avvia, sabato 6 maggio, con la cronometro da Seraing a Seraing, in Vallonia. Un tracciato tecnico utile a saggiare le ambizioni dei corridori più ambiziosi costretti a fare i conti, in soli 6,2 chilometri, con il piano, la salita e la discesa.
Percorso da valutare con attenzione, che può scavare piccole ma significative differenze in classifica. Si assegna la prima maglia rosa.
La Vallonia è regina per i primi quattro giorni di gara: dopo la cronometro, ecco la prima tappa in linea, la domenica, da Mons a Marcinelle, senza difficoltà di rilievo. Un'occasione per i velocisti e, tramite abbuoni, la possibilità di avvicendare il possessore della maglia rosa. Mercoledì 10 maggio primo giorno di riposo, utile a trasferirsi in Italia per trovare scenari placidi, tra Piacenza e Cremona, ma toni agonistici subito accesi. Giovedì 11 maggio è infatti di scena la cronosquadre, sulla distanza di 38 km, esercitazione in cui il ciclismo, sport individuale per eccellenza, trova la sua massima espressione di gruppo, con riflessi immediati sulla classifica generale.
Sono coinvolte anche le scuole
Attraverso l'iniziativa denominata Biciscuola anche i bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono stati coinvolti nel Giro d'Italia che l'11 maggio prossimo farà tappa a Cremona. Si tratta di un'iniziativa a fini educativi legata alla storia del Giro e promossa da La Gazzetta dello Sport con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, giunta alla quinta edizione. Viene in questo modo rinnovato l'invito alle scuole, in particolare ai docenti, a sviluppare una ricerca per promuovere una cultura attenta ai valori dell'attività motoria, con particolare rispetto al tema dell'ambiente. L'iniziativa consiste in un concorso rivolto alle classi per creare degli elaborati di gruppo su due temi proposti da La Gazzetta dello Sport. Per ogni tappa vengono selezionate due classi vincitrici (una per le scuole primarie e una per le scuole secondarie di primo grado) che verranno premiate in occasione della tappa stessa. Così bambini e ragazzi saliranno sul podio insieme ai campioni del ciclismo.
Sono stati individuati due temi proposti da La Gazzetta dello Sport, studiati in base al grado di scolarità delle classi iscritte:
1. Tema per le classi delle scuole primarie - Resoconto di una gita nel verde - Ogni alunno della classe iscritta è invitato a raccontare ed a illustrare un'esperienza personale vissuta durante una gita o una giornata trascorsa in bicicletta. 2. Tema per le classi delle scuole secondarie di primo grado - Biciscuola, prendi in giro lo smog. Fai respirare la tua città, usa la bici - L'ambiente in cui viviamo è insidiato da molti agenti inquinanti.
La bicicletta è un buon sistema per non usare l'auto, ma anche l'uso di energie e materiali compatibili può aiutare a ridurre lo smog.
Ogni classe è invitata a sviluppare una ricerca mirata presso le autorità comunali e gli uffici preposti all'ambiente, oltre a riferire le considerazioni emerse in classe in ambito famigliare. Gli elaborati possono essere svolti in varie forme. Il Giro d'Italia, a cui questa iniziativa è strettamente legata, deve risultare da incentivo ai ragazzi per meglio contribuire ad affermare in loro l'apprendimento ed il consolidamento della cultura del movimento e dell'attività sportiva, invogliandoli alla partecipazione ad un evento che esalti lo spirito della crescita individuale e di squadra, nonché alla scoperta di paesaggi naturali di grande suggestione.
L'intento è di coinvolgere gli alunni in un'attività semplice ma allo stesso tempo costruttiva.
Da qui l'auspicio, da parte degli organizzatori, che docenti e famiglie partecipino stimolando e sostenendo i ragazzi nella realizzazione di progetti creativi o nella raffigurazione di esperienze con la bicicletta, così da accrescere nei giovani la consapevolezza dell'importanza di un uso ludico di questo mezzo e del rispetto della natura.
La bicicletta si mette in mostra, tra passato e futuro
Il prossimo 11 maggio il Giro d'Italia sarà a Cremona a distanza di venti anni dall'ultima volta. Si tratta di un avvenimento non solo sportivo, almeno per la nostra città, dato il lungo amore che unisce la città ed i suoi abitanti alla bicicletta. Per celebrare più di un secolo di passione ciclistica sono state organizzate due importanti iniziative: una mostra fotografico-documentaria e la presentazione di un libro nel quale si presenta, tra l'altro, il primo e vivace anno di vita della sezione cremonese del Touring Club Ciclistico Italiano, l'attuale Touring Club Italiano (TCI), che realizzò nel mese di marzo del 1895, la prima escursione cicloturistica svoltasi in Italia, e proprio sul percorso Cremona-Piacenza, dove sfrecceranno, seppure in direzione opposta, gli attuali ciclisti del Giro in gara per la cronometro a squadre.
Il 6 maggio, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, sarà presentato il volume "1895-2006: Cremona in bicicletta dall'anno di nascita della sezione cremonese del TCI ad oggi", e verrà quindi inaugurata, nell'adiacente Sala degli Alabardieri, una mostra patrocinata dal Comune, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio di Cremona e dal TCI, allestita con la collaborazione del Centro documentazione TCI, dell'Archivio di Stato e della Biblioteca Statale di Cremona.
La mostra, anch'essa incentrata sulla bicicletta e su Cremona, sarà articolata in due sezioni: una fotografica, che raccoglie numerosi scatti del magico obiettivo di Ezio Quiresi, ed una documentale, che presenta documenti, giornali e foto d'epoca. La mostra rimarrà aperta al pubblico con ingresso libero sino al 20 maggio e sarà visitabile negli orari di apertura del Palazzo Comunale.
Il libro, che raccoglie i contributi di Carla Bertinelli Spotti, Console di Cremona del TCI, della storica dell'arte Mariella Morandi e del giornalista Sandro Rizzi, sarà dedicato oltre che alle prime attività cicloturistiche organizzate dalla sezione cremonese del TCI, alle trasformazioni della città tra la fine dell'Ottocento ed i primi anni del Novecento, anche per aprirsi ai nuovi mezzi di trasporto e alle manifestazioni ciclistiche cittadine.
(260) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 03-07-2006
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