Tra il 25 aprile ed il 2 giugno gli italiani sono chiamati a ricordare ed anche a festeggiare alcuni importanti anniversari: la pace riconquistata, la Liberazione del Paese dal fascismo e dal tedesco occupante, la nascita della Repubblica, l'entrata in vigore della nostra Costituzione.
Cremona - come tutti gli anni - ricorderà quegli avvenimenti, non tanto con celebrazioni
formali, ma soprattutto promuovendone lo studio e l'approfondimento, per far sì che il
ricordo e la conoscenza fungano da cemento che tiene unite le diverse generazioni.
La data del 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia d'Italia. E' l'anniversario della conclusione della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe di occupazione naziste e contro i loro fiancheggiatori della Repubblica Sociale Italiana.
Alla liberazione dell'Italia si poté arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani, ragazze e ragazzi che, pur appartenendo ad un ampio ed eterogeneo schieramento politico (che va dai comunisti ai militari monarchici, passando per i gruppi cattolici, socialisti ed azionisti), si chiamavano con un solo nome: partigiani. Al loro fianco combatterono molti soldati provenienti da Paesi diversi e lontani (dagli Stati Uniti all'Australia, senza dimenticare Inglesi e Francesi, Russi e Polacchi e tanti altri), ma tutti accolti come alleati. Senza cadere nella retorica, si può dire che in quei mesi si affrontarono i sostenitori della libertà, della democrazia e della giustizia sociale contro i difensori della tirannide, di cui furono a volte essi stessi le vittime. Fu una guerra democratica, in duplice senso, in quanto democratico fu il suo metodo e democratico il suo ultimo fine, "l'abbattimento di una dittatura e l'instaurazione di un regime fondato sulla partecipazione popolare al potere" (Norberto Bobbio).
La Repubblica italiana nasce dal libero voto del popolo il 2 giugno 1946. Insieme alla
scelta relativa alla nuova forma di governo da dare al Paese, il corpo elettorale venne
chiamato a votare per l'elezione di un'Assemblea Costituente, il cui compito fu la stesura e l'approvazione di una nuova Costituzione che vide la confluenza delle principali forze e
delle idee dell'antifascismo e della cultura democratica laica, cattolica e marxista.
Questa prima fase della storia repubblicana fu caratterizzata dalla collaborazione al governo dei maggiori partiti politici di massa e dei partiti laici minori. Fu compito di questa generazione politica traghettare sulle sicure rive della democrazia e della libertà un Paese in cui erano ancora bene evidenti i segni della dittatura e i danni enormi della guerra promossa dal regime fascista. Per dirla con le parole dell'illustre giurista Piero Calamandrei, la Repubblica italiana fu un "patto fra uomini liberi e forti" e la Costituzione divenne la più nobile e alta espressione dei valori democratici e antifascisti e del rifiuto fermo e perpetuo della violenza e della prevaricazione delle libertà civili e politiche che avevano caratterizzato tutto il ventennio mussoliniano. Fu la Resistenza partigiana a riscattare l'onore e la dignità del nostro Paese, aprendo una nuova e più proficua era di pace e di sviluppo. La classe politica dell'immediato dopoguerra aveva ben chiaro in testa, d'altra parte, che le prime vittime del fascismo erano stati tutti coloro, donne e uomini, che in buona fede e senza macchiarsi di gravi colpe avevano appoggiato il regime: in quest'ottica va vista la famosa amnistia voluta dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e dal Ministro Guardasigilli Palmiro Togliatti, attraverso la quale si imboccava la via della concordia nazionale e della pacificazione. I circa mille giorni che vanno dall'aprile del 1945 al 1° gennaio del 1948 - giorno nel quale entra in vigore la nuova Costituzione repubblicana - sono un periodo di vasta ricchezza culturale e politica, oltre che istituzionale, e di grandi testimonianze umane. Il ricco ed articolato programma delle manifestazioni e delle iniziative previste anche nella nostra città per ricordare quegli avvenimenti, testimonia ancora una volta quanto precisa e ferma sia la volontà dei cremonesi e delle loro Istituzioni di tenere ben saldi i legami con le profonde radici delle nostre libertà e della nostra democrazia.
Il Sindaco
Gian Carlo Corada
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Data ultima modifica: 03-07-2006
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