Nuovi criteri per la valutazione delle Posizioni Organizzative
Sono trascorsi ormai cinque anni dall'introduzione dell'Area delle Posizioni Organizzative nell'organizzazione
del lavoro dell'Ente ed il sistema di valutazione, a suo tempo elaborato per consentire una adeguata
distribuzione della retribuzione di posizione e di risultato, subisce oggi una notevole trasformazione,
frutto di una maturata e più consapevole funzionalità di questa nuova area direzionale, che agisce in
coerenza con l'intero contesto organizzativo dell'Ente.
La progettazione del nuovo sistema di valutazione
delle Posizione Organizzative è stata condotta dal
Nucleo di valutazione, nominato dal Sindaco e presieduto
dal Direttore Generale, con il supporto
dell'Ufficio Organizzazione del Settore Personale e
Sviluppo Organizzativo. Si tratta di una progettazione
orientata ad un rafforzamento del rapporto che
intercorre tra Dirigente e Posizione Organizzativa. Il
Dirigente, infatti, è il soggetto che determina gli
elementi fondamentali, contestualizzazione della
posizione di lavoro e attribuzione degli obiettivi, per
la successiva valutazione sia del valore della posizione
(misurazione del ruolo) sia dei risultati raggiunti
(misurazione delle prestazioni rese).
Il nucleo di valutazione, quindi, ha così di seguito
riformulato la seguente metodologia:
Criteri per la graduazione
L'attribuzione dell'indennità di posizione prende in
considerazione i seguenti elementi, ad ognuno dei
quali corrisponde il peso di ponderazione stabilito
dal Nucleo di valutazione (così come deciso dalla
Giunta Comunale il 1° febbraio 2006 e concordato
al tavolo di trattativa sindacale del 7 marzo 2006): 1) Complessità organizzativa:
Da valutare in relazione a:
dimensione quantitativa delle risorse umane, finanziarie e strumentali gestite
complessità delle attività svolte (complessità dei processi operativi diretti, necessità di coordinamento)
2) Responsabilità amministrativa
Da valutare in relazione a:
estensione delle responsabilità giuridiche incombenti (responsabilità patrimoniale, contabile, ecc.);
intensità delle responsabilità giuridiche e del "rischio" di incorrervi;
gravità e criticità delle conseguenze dovute al concretizzarsi di ipotesi di responsabilità.
3) Peso della posizione sulle attività del settore
Da valutare in relazione a:
rilevanza dei risultati assicurati dalla PO per il conseguimento dei risultati complessivi del Settore
4) Complessità gestionale indotta dai rapporti con l'utenza interna/esterna:
Da valutare in relazione a:
caratteristiche dei profili di utenza interna/esterna (numerosità degli utenti, rilevanza degli stessi)
caratteristiche delle relazioni da attivare con gli utenti interni/esterni (tipologia di relazioni da attivare, frequenza delle relazioni, complessità delle relazioni)
Per ciascun elemento è attribuito il punteggio da 1
(minimo) a 5 (massimo), secondo il corrispondente
grado di valutazione. Il punteggio totale definisce la
fascia di appartenenza ai fini del trattamento economico
(variabilità del punteggio totale 100-500).
Criteri per la graduazione delle alte professionalità
Definizione di "Alta professionalità"
Secondo le indicazioni del CCNL l'Alta professionalità
è un incarico a termine con il quale si intende valorizzare
specialisti portatori di competenze esclusive
e/o innovative oppure si intende riconoscere e motivare
l'assunzione di particolari responsabilità nel
campo dell'analisi e della valutazione propositiva di
problematiche complesse di rilevante interesse per
il conseguimento del programma di governo dell'ente.
Retribuzione di posizione
In considerazione delle peculiarità di tale istituto, la
graduazione delle alte professionalità e del relativo
trattamento economico viene effettuata dal Sindaco/
Giunta. L'attribuzione dell'indennità di posizione
deve adeguatamente tenere conto dei seguenti
elementi; l'assegnazione del punteggio - ricompreso
tra un minimo di 100 e un massimo di 500 punti -
avviene sinteticamente, ponderando complessivamente
l'incidenza dei criteri seguenti:
1) Complessità delle competenze attribuite
Da valutare in relazione a:
Complessità delle relazioni interne
Grado di responsabilità/rappresentanza verso l'esterno
Livello di discrezionalità decisionale conferito
2) Professionalità
Da valutare in relazione a:
Esclusività delle competenze professionali richieste (grado di diffusione del patrimonio di conoscenze necessario per ricoprire l'incarico).
Grado di specializzazione richiesto per l'espletamento dell'incarico (livello di specializzazione delle conoscenze necessario, come ad esempio l'iscrizione ad albi professionali o la frequenza di percorsi formativi specifici)
3) Rilevanza della posizione
Da valutare in relazione a:
Complessità e strategicità dei risultati da conseguire rispetto al programma politico-amministrativo del Sindaco.
Il punteggio totale definisce la fascia di appartenenza
ai fini del trattamento economico. Le fasce economiche
sono state così concordate in sede di trattativa
con il tavolo sindacale
Da 100 a 300 € 9.038,00
Da 301 a 400 € 10.845,00
Da 401 a 500 € 12.911,00
Criteri per la valutazione dei risultati
La valutazione dei titolari di posizione organizzativa
prevede due piani di valutazione, distinti ma complementari:
la performance manageriale - Peso: 70%;
il grado di autorevolezza maturato nel ruolo - Peso: 30%.
Il punteggio finale del titolare di PO, espresso su
base 100, è derivato dai punteggi formulati in base
ai due piani di valutazione.
Valutazione della performance manageriale
La valutazione della performance manageriale viene
effettuata dal dirigente di riferimento. Essa si basa
su due elementi di giudizio:
il raggiungimento degli obiettivi assegnati dal dirigente;
il comportamento manageriale.
La valutazione del comportamento manageriale
avviene, come per gli anni precedenti, con riferimento
a fattori che rappresentano i comportamenti organizzativi,
cioè l'espressione delle capacità e delle
qualità che l'Ente richiede, rappresentati da:
decisione/determinazione;
leadership;
integrazione;
organizzazione;
valorizzazione delle risorse umane;
gestione del cambiamento.
Processo di valutazione
Incontro di inizio anno, solitamente entro il 31 maggio,
in cui il Dirigente precisa gli obiettivi assegnati alla
Posizione Organizzativa sia riferiti agli obiettivi del
Piano Dettagliato degli Obiettivi di Settore sia quelli
individuali.
Nell'incontro si dovranno valutare, altresì, gli obiettivi
dell'anno precedente ed il grado di raggiungimento
degli stessi per programmare i nuovi.
Colloqui di metà esercizio, solitamente entro il 30
settembre, in cui saranno monitorati il grado di
raggiungimento degli obiettivi assegnati alla Posizione
Organizzativa e, se necessario, ridefinirli affrontando
le problematiche emerse. Sarà altresì monitorata una
prima valutazione del comportamento manageriale
con indicazione di eventuali correttivi.
Il Dirigente di riferimento procede, al termine
dell'esercizio, ad effettuare l'analisi e la valutazione
del raggiungimento degli obiettivi della performance
manageriale comunicando a ciascun titolare di PO,
attraverso una breve scheda di sintesi, la valutazione
complessiva delle prestazioni a lui riferite.
Le operazioni del processo di valutazione dovranno
essere comunicate al Direttore Generale, al Sindaco
ed all'assessore di riferimento.
Valutazione del grado di autorevolezza maturato nel ruolo
La valutazione del "grado di autorevolezza maturato
nel ruolo" viene effettuata dal Sindaco, con il supporto
del Direttore Generale sentito anche il parere
del dirigente di riferimento, attraverso l'attribuzione
di un punteggio e la compilazione di una breve
scheda di sintesi.
Nella valutazione del "grado di autorevolezza maturato
nel ruolo" si considerano:
l'assunzione di un rilevante grado di autonomia nella soluzione dei problemi;
la capacità di identificare le priorità strategiche per la propria area di responsabilità, in relazione alle linee programmatiche del Sindaco;
la capacità di relazionarsi con gli organi di vertice tecnico-amministrativo e politico.
Retribuzione di risultato
Il titolare di posizione organizzativa percepirà una
retribuzione di risultato che varia tra un minimo del
10% ad un massimo del 25% della retribuzione di
posizione riconosciuta.
L'esperienza di valutazione degli ultimi anni, condotta
non solo per l'area delle Posizioni Organizzative, ma
anche per l'area dirigenziale, ha dimostrato che i
sistemi adottati devono necessariamente adeguarsi
all'evoluzione dell'Ente ed ai suoi principi e programmi.
Lo sforzo non è banale, ma la ricerca del livello
di oggettività della valutazione, associata alla semplicità
dei percorsi, rappresenta l'aspetto fondamentale
per rafforzare i ruoli, le responsabilità ed i
comportamenti manageriali.
Mina Bettinoni
Settore Personale e Sviluppo Organizzativo
(1886) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-06-2006
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