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Il Comune Attività e uffici Il Comune per... Accedi a La città | Flessibilità di orari e serviziIn una pubblicazione del Comune di Cremona sono stati raccolti i contributi dell'iniziativa "Flessibilità spazio temporale nei servizi e nell'orario di lavoro. Un problema aperto per la città di Cremona", tenutasi a Cremona il 12 aprile 2003. È una rassegna di casi ed esperienze sul tema della flessibilità spazio temporale in ambito sia pubblico sia privato. Esperienze nazionali e internazionali diverse raccontano la flessibilità non solo legata all'orario di lavoro, ma anche allo spazio urbano in cui questa flessibilità viene fruita. Anche i servizi cittadini infatti costituiscono una forma di supporto alla conciliazione vita lavoro dei singoli.In passato l'organizzazione dei tempi sociali ed individuali è stata piuttosto omogenea e standardizzata, ma una serie di trasformazioni tecnologiche, culturali e il cambiamento nello stile di vita dei cittadini pongono oggi diverse domande. Si sta pensando a un ripensamento e a una riorganizzazione dei tempi e degli orari della vita della città, in modo da migliorare i servizi e aumentare le opportunità di scelta per tutti e la qualità di vita dei cittadini. Il seminario è stato sollecitato dai partner del Mercoledì del cittadino. È un tavolo di coprogettazione permanente, coordinato dall'Ufficio tempi del Comune di Cremona, al quale aderiscono enti pubblici e privati della città che hanno adottato l'apertura dei propri servizi il mercoledì ad orario continuato, sempre, tutto l'anno, garantendo l'uniformità degli orari di cento sportelli cittadini. Il tema è stato posto per introdurre nuove flessibilità nell'articolazione degli orari, nell'erogazione dei servizi e nell'organizzazione urbana, tenendo sempre presente il binomio spazio/tempo nel modo di vivere la città. Le esperienze di flessibilità selezionate dai dirigenti del Mercoledì del cittadino hanno riguardato l'organizzazione del lavoro e alcune nuove forme di impiego, cercando di occuparsi del desiderio di tempo per sé sempre più diffuso. Il seminario è stato anche l'occasione per uno scambio di buone pratiche circa formule organizzative di enti e imprese e loro difficoltà e vantaggi di attuazione per la collettività, la città e i soggetti. Il racconto dei casi è stato anche una possibilità di riflessione sulla flessibilità dell'orario di lavoro in una logica territoriale, anche in un dibattito dialettico con le organizzazioni sindacali e gli altri enti locali (Provincia e Regione). Maggior spazio è stato dato ai casi in ambito pubblico piuttosto che nel privato. Questo per testimoniare la ricchezza di azioni di sperimentazione e l'attenzione anche nell'ambiente pubblico. Se da un lato l'Inps, attraverso il dirigente centrale dell'organizzazione, ha presentato come nuove forme organizzative del lavoro (telelavoro, posta elettronica, Internet, sportelli telematici) possano facilitare l'accesso ai servizi e liberare tempo ai cittadini e ai lavoratori, aprendo anche il mondo del lavoro ad alcuni in precedenza esclusi (ad esempio persone con figli). Dall'altro lato il Comune di Cremona ha sperimentato un nuovo orario di apertura e di lavoro per conciliare le esigenze di alcuni genitori con i tempi dei figli e gli orari delle scuole. Diversamente, l'Ipercoop di Montecatini organizza i turni di lavoro delle cassiere in modo del tutto flessibile e gestito direttamente dalla forza lavoro che con la supervisione di una coordinatrice a turno tra tutte le cassiere, organizza la curva settimanale delle necessità e delle disponibilità di lavoro. La scelta di restituire gli interventi dei relatori e il dibattito con gli attori sociali ha consentito di far emergere anche aspetti controversi del tema della flessibilità. Ad esempio Jean-Yves Boulin (sociologo) e Marilena La Fratta (responsabile in Regione Lombardia della proposta di legge regionale applicativa della l. 53/2000) hanno dibattuto sul ruolo, l'importanza e la presenza del part-time in Italia e in Europa in un confronto dialettico che ha dato spunti circa il considerare l'attività ad esempio svolta dalle insegnanti come un metà tempo. All'incontro hanno partecipato numerose città (tra cui Bolzano, uno tra i primi comuni in Italia ad occuparsi di tempi e orari della città) e alcune municipalità europee provenienti da Spagna, Olanda e Francia. Interessante l'esperienza del Comune di Madrid che sta mettendo in campo iniziative di comunicazione sociale a favore delle lavoratrici o l'intervento sull'area metropolitana di Poitiers dove le corse dei bus sono state riorganizzate sui bisogni degli studenti. Sul tema del trasporto pubblico si è espresso anche l'assessore del Comune di Cremona Daniele Soregaroli che ha raccontato come "a Cremona [si stia] programmando di passare da un servizio [di trasporto pubblico] assolutamente rigido, con tempistiche definite, fisse, sempre uguali, ad un servizio che attraverso una tappa intermedia di flessibilità parziale ha come obiettivo finale di attuare una flessibilità totale in funzione dei bisogni dei cittadini". La presenza di numerosi rappresentanti della rete Equal - Contempo ha permesso di raccontare l'esperienza delle pari opportunità e della recente rete che si è formata in ambito di parità. La presenza di politiche e reti di genere ha consentito di parlare di conciliazione familiare non solo al femminile, ma come responsabilità ripartita tra i sessi e non come tema del singolo. La conciliazione è stata affrontata come una nuova sinergia capace di far dialogare gli interessi collettivi e sociali, con quelli di natura individuale e familiare. Questo a dimostrazione che gli aspetti individuali e collettivi non sono antitetici e che la qualità della vita probabilmente va ricercata proprio attraverso la compatibilità e lo sviluppo del rapporto. Non si vuole intendere la flessibilità solo come un problema legato all'orario di lavoro, ma anche in un'ottica insieme territoriale e di conciliazione degli orari di lavoro con i tempi di vita individuali. Esistono diversi modi per costruire flessibilità e differenti metodologie per implementarla. Nel dibattito hanno parlato molti protagonisti della vita cittadina. Il consigliere comunale di Cremona Eduardo Poles ad esempio segnala che "siamo in un contesto storico che richiede flessibilità, ma bisogna saperla gestire. Avevamo un sistema chiaro, netto: produzione e consumi. Oggi invece siamo in un momento in cui i servizi hanno preso il sopravvento; il servizio va prodotto nel momento in cui viene fruito, quindi è contestuale. I tempi, chiaramente, sono diversi. Non possiamo fare a meno della flessibilità". La riflessione dell'assessore provinciale Daniela Polenghi è puntata sulla mancanza di risorse per l'implementazione come un problema da non allontanare ma da tenere nella discussione. Infatti, "sperimentare significa innescare nella popolazione e soprattutto nei livelli più deboli - in questo caso le donne dal punto di vista dell'accesso - aspettative alle quali gli enti locali non saranno in grado di rispondere. Allora ritengo si debba porre attenzione a livello locale alla sperimentazione, perché... i risultati delle sperimentazioni si potrebbero ribaltare in termini negativi sul governo locale". L'aspetto delle risorse è fondamentale. Come si può leggere anche nell'intervento dell'assessore Luigi Baldani "spesso e volentieri le risorse sono poche e questa non è una fase di espansione delle risorse a disposizione del potere pubblico, delle amministrazioni, ritengo comunque che anche in tal caso il problema sia solo ed esclusivamente di scelta politica su dove indirizzare le risorse". Altri amministratori hanno sottolineato la doppia necessità di avere più risorse sia per sperimentare sia per mettere a sistema nuove metodologie che aiutino gli enti locali a migliorare la qualità dei servizi e quindi la vita dei cittadini. Per l'assessore alle politiche temporali del Comune di Cremona Caterina Ruggeri "questo seminario ha confermato che per attuare politiche temporali nelle città è necessario costruire reti e far dialogare tutti i soggetti che hanno interesse dichiarato e non. Il dialogo è fondamentale per poter attuare queste politiche. La parola flessibilità ha dimostrato di avere tante letture: quella positiva legata alla modernità, allo svecchiamento, al dinamismo; quella negativa vista come precarietà". Segnala così come la vicinanza con i cittadini sia importantissima per l'obiettivo di miglioramento della qualità di vita. Con un suo intervento di chiusura del dibattito il vicesindaco Luciano Caon sostiene che il "lavoro che questa Amministrazione dovrà fare sarà di tipo culturale da una parte, cioè fare in modo di trasferire questa nuova mentalità all'intera Aministrazione, all'intera struttura politica amministrativa e dall'altra parte un reperimento di risorse... dandoci l'impegno di trasformare quanto abbiamo perimentato in ordinario all'interno della nostra Amministrazione". I tecnici di altri Uffici tempi intervenuti (Alessandria, San Donato Milanese, Bolzano, Poitiers in Francia) hanno sottolineato l'interesse a possibili sviluppi in campo urbano per migliorare i servizi delle città e per incrementare le possibilità di scelta per i loro cittadini. Alcuni sono convinti che esistano già forme di flessibilità sufficienti ma che è necessario trovare metodologie di governo del territorio che permettano di sfruttarle e di organizzarle. Le politiche temporali sono probabilmente una possibilità di gestione già sperimentata e da consolidare. Credo che il seminario abbia fornito idee, proposte e soprattutto tracciato possibili linee d'intervento che potranno evidenziarsi, in futuro, in interventi concreti. Come segnala Marco Mareggi, sembrano emergere quattro temi di riflessione azione per il gruppo di lavoro del Comune per elaborare strategie utili per la città: 1) gli orari delle scuole e i servizi di cura per i bambini; 2) la mobilità urbana e flessibilità; 3) come stabilizzare le sperimentazioni su tempi, orari e flessibilità; 4) il tempo di cura, il suo valore culturale ma anche economico e l'apertura di un dibattito sul significato di flessibilità conciliazione. La pubblicazione è strutturata in tre parti: gli interventi presentati al seminario, seguiti dalla restituzione del dibattito. Infine sono presentati alcuni documenti. A chiunque fosse interessato presso l'Ufficio tempi del Comune di Cremona sono disponibili gli atti del seminario. La pubblicazione è disponibile previa richiesta motivata da inviare per e-mail a: tempi.citta@comune.cremona.it Valerio Demaldè Ufficio tempi |