Cerimonia del Dies Academicus - Lunedì 22 novembre 2004
Magnifico Rettore, Chiarissimi Professori, Componenti del Corpo Accademico, Autorità civili, militari e religiose, Studenti,
sono trascorsi venti anni dall'istituzione della sede di Cremona dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dei tanti eventi succedutisi da allora due cose credo che si possano asserire senza ombra di dubbio o tema di smentita.
La sede di Cremona della Cattolica, il suo corpo docente e di ricerca non hanno mai cessato di partecipare fattivamente alla costruzione di uno spazio della cultura, della scienza e della tecnologia e non è venuta mai meno alle proprie responsabilità come istituzione di alta formazione e di qualificata ricerca.
Gli Enti Locali che hanno sostenuto sempre l'iniziativa con convinzione. E così questo è diventato a tutti gli effetti uno dei centri di eccellenza del nostro territorio.
Abbiamo dato tutti, credo si possa dire, buona prova e dimostrato senso di responsabilità.
La responsabilità cui mi riferisco è consapevolezza di una natura e di una missione che si sono venute definendo storicamente: natura e missione per le quali la comunità nazionale e internazionale si attendono dalle Università una formazione culturale e professionale delle nuove generazioni tali da renderle capaci non solo di entrare nel mercato della forza lavoro, ma anche di restarvi, in presenza dei rapidi e tumultuosi mutamenti che caratterizzano l'economia e la società contemporanee. Di restarvi perché sorrette da capacità critiche, cultura generale e abilità innovative; e di restarvi sostenute, inoltre, da un forte senso dell'etica pubblica e dell'etica delle professioni.
La responsabilità cui mi riferisco è consapevolezza, per esempio, che la valutazione dell'uso delle risorse e dei risultati conseguiti nella ricerca fondamentale e applicativa, non hanno per interlocutore piccole comunità autoreferenziali, ma, rispettivamente, la nostra collettività e la comunità scientifica internazionale.
La responsabilità cui mi riferisco è traduzione di queste e di simili consapevolezze in prassi.
La ricerca è uno dei motori del programma degli studi della sede cremonese della Cattolica. Una buona didattica universitaria è sostanzialmente impensabile senza una buona ricerca; la quale, per ciò che di casuale e di inatteso la caratterizza, è capace di suscitare curiosità ed entusiasmo negli studenti e di contribuire anche per ciò alla "società della conoscenza".
In questi anni ho avuto modo di constatare con soddisfazione che la Cattolica ha accentuato man mano il suo impegno nella valorizzazione e nel trasferimento dei risultati della ricerca dal mondo scientifico a quello delle imprese.
È necessario continuare in questa direzione perché l'Università ha un ruolo essenziale nella promozione della scoperta e nella produzione della ricerca fondamentale, che è alla base delle nuove tecnologie e in questo senso è uno dei motori della crescita economica e una delle guide all'ingresso delle nuove generazioni all'attività lavorativa.
Oggi più che mai l'orizzonte dell'internazionalizzazione appare imprescindibile per vivere il presente e progettare il futuro del mondo universitario.
È giusto osservare - in merito all'argomento che, con espressione ormai invalsa, è chiamato "fuga dei cervelli" - che i nostri giovani che si recano all'estero sono in genere molto apprezzati già a livello di normali corsi di studio e si inseriscono con grande facilità anche nelle istituzioni di ricerca di maggiore prestigio. Questo significa che il livello di preparazione dei laureati italiani è normalmente alto. Deve essere una delle nostre priorità quella di mantenerlo e di migliorarlo ulteriormente.
Ovviamente, una Università che concepisce l'internazionalizzazione come una delle caratteristiche necessarie per la propria esistenza presente e per il proprio sviluppo futuro non trascura per questo i propri rapporti con il territorio nel quale è insediata, sia nel senso più stretto della città nella quale è sorta, sia nel senso più lato del proprio più ravvicinato bacino di utenza, rapporti che vanno vieppiù consolidati ed ampliati.
Ricordo che il Comune di Cremona è impegnato nel consolidamento dell'attività dello Sportello di Assistenza e Consulenza attivato nel febbraio del 2001 a seguito di un apposito convenzione con gli ISU delle Università. Si tratta di un servizio che sta dando dei risultati incoraggianti, soprattutto per quanto concerne l'assistenza nella ricerca degli alloggi.
Entro i prossimi mesi si renderanno inoltre disponibili anche per gli studenti della Cattolica circa 50 posti letto all'interno della struttura denominata "ex Caserma del Diavolo", interamente ristrutturata e destinata ad accogliere studenti fuori sede.
Prosegue inoltre un'altra iniziativa messa in campo dal Comune per sostenere il proprio impegno nel settore universitario, l'universty card, una tessera che, grazie alla convenzione con operatori del settore, da' diritto a sconti e facilitazioni in negozi, librerie, cinema, musei, ristoranti ed altro per studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attivati in città e a tutti gli studenti universitari residenti a Cremona iscritti a università fuori città.
L'attenzione verso il mondo degli studenti non si limita comunque alla consulenza e all'attività informativa o alle agevolazioni: dal novembre 2002 è infatti attiva la Consulta Universitaria, organo rappresentativo di tutti gli studenti universitari della città.
L'obiettivo principale della Consulta è quello di favorire la comunicazione tra gli studenti e le istituzioni e promuovere il protagonismo degli studenti nella vita culturale e sociale cittadina. La maggiore attenzione della Consulta è quella di aiutare gli universitari ad integrarsi nella realtà cremonese: si tratta di un obiettivo di grande rilievo se vogliamo che la nostra città acquisti una dimensione universitaria sempre più accentuata.
Perché un'istituzione come l'Università possa continuare a funzionare ai massimi livelli è necessaria una fattiva, serena, reciprocamente accogliente e rispettosa, collaborazione, che da parte del Comune di Cremona non verrà mai meno.
È infatti nostra convinzione che lo sviluppo di un sistema formativo universitario e di ricerca qualificato ed articolato è una condizione importante per offrire alle nuove generazioni ed alla città nel suo complesso opportunità di crescita, stimolando nel contempo la presenza di risorse private a sostegno dell'Università, che tutti devono considerare una leva decisiva nel rilancio del nostro territorio.
Con questo spirito esprimo il mio augurio. Possano i venti anni di vita esaltare la vostra capacità progettuale, sostenervi nel costruire con l'iniziativa, la concretezza e l'operosità proprie di questa città e di questa terra, l'avvenire di questa istituzione. Possa l'eredità di questi venti anni sostenervi nel formare la mente e l'animo dei tanti giovani che a voi si affidano.
E a voi giovani che mi ascoltate in quest'aula vanno i miei più sinceri complimenti per i risultati conseguiti e di conseguirne di ancora migliori in futuro.
Ho fiducia che questo Ateneo sarà per voi non solo occasione di apprendimento di nuove cognizioni di sapere ma, soprattutto, scuola di vita.
(322) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 23-11-2004
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