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Il clima rigido di quest'ultimo periodo non ha rallentato l'andamento dei lavori di scavo e indagine archeologica in Piazza Marconi, ma ha imposto un cambiamento temporaneo della strategia di scavo. Poiché la terra è gelata (nella parte sud lo rimane tutto il giorno) è arduo eseguire lo scavo dei depositi in quanto è difficile individuare i colori e le diverse matrici di terreno. Si è deciso pertanto di concentrarsi sulle ormai famose "buche rosse", quelle fosse già più volte menzionate fin dalle notizie date nel comunicato del 29 novembre 2005. Finora sono state scavate dodici buche delle circa quaranta individuate. Si tratta di un fenomeno di difficile interpretazione; la maggior parte ha le dimensioni di m. 2.50 x m. 3 e profondità mediamente di m. 2, le pareti e il fondo sono tagliati in modo regolare e sono tutte riempite con le macerie delle distruzioni del 69 d.C. I reperti recuperati sono straordinari e permettono di ricostruire la vita di tutti i giorni degli abitanti in uno dei momenti di maggior splendore nella storia della città. Vari oggetti tra cui ceramiche, vetri, elementi architettonici, prodotti in osso per la bellezza o per il gioco, suppellettili di bronzo etc. permettono di affacciarsi sul mondo privato e pubblico dei primi antenati della città e di capire qualche cosa in più sul loro stile di vita e mentalità.
Per esemplificare l'importanza delle scoperte dello scavo di Piazza Marconi, i frammenti del ninfeo a mosaico costituito da tessere in blu egizio e calcare di colore diverso (rosso, grigio, nero e bianco), marmo bianco, pasta di vetro verde, frammenti di vetro rosso, bordature a bastoncini di vetro e conchiglie marine sarà presentato come grande novità al Colloquio dell'Associazione Italiana per lo studio e la conservazione dei mosaici che si terrà a Padova e Brescia dal 14.2.2006 al 17.2.2006. Lo scavo di Piazza Marconi sarà anche soggetto di una relazione che si terrà a Torino in maggio nell'ambito di un convegno internazionale sulle città e l'urbanizzazione in Italia Settentrionale nella prima età imperiale. Lo scavo il giorno 27 gennaio 2006 Una "buca rossa". Nella sezione si vede parte di un edificio risparmiato di età augustea Due "buche rosse" sul lato nord dello scavo, si notano tracce di un pavimento in cocciopesto Frammento di coppa in terra sigillata aretina decorata Frammento di coppa in terra sigillata gallica Frammento di coppa in vetro di tipo "murrina", inizi del I sec.d.C. Frammento di coppa in vetro di tipo "a spruzzo", inizi del I sec. d.C Capitello tuscanico in pietra di Vicenza. Il capitello e la colonna che era costituita da rocchi in terracotta erano probabilmente intonacati Capocchia di un ago crinale in osso per l'acconciatura femminile Pedina da gioco in osso inciso. Si tratta di un gioco di moda in età augustea di origine alessandrina Retro della pedina da gioco con il numero due in numero romano e greco Ansa in bronzo di una brocca raffigurante un efebo Dettaglio dell'ansa in bronzo, mal conservata sia per la permanenza nel sottosuolo sia per l'esposizione alle temperature elevate create dall'incendio propagatosi durante le distruzione del 69 d.C. Applique in bronzo di Sileno, probabilmente appartenente alla brocca Parte inferiore di una gamba, probabilmente di un erote, in terracotta Targhetta in piombo con il nome di una schiava, Luculla Elementi del ninfeo e pietra vetrificata che era utilizzata come decorazione da giardino |