Saluto di Gian Carlo Corada, Sindaco di Cremona, al Presidente della Repubblica
Signor Presidente,
con profonda emozione Le rivolgo il saluto dell'Amministrazione comunale e della cittadinanza tutta di Cremona.
La soddisfazione è ancora più sentita e sincera perché la Sua visita viene a chiudere idealmente una fase ricca di iniziative e di ricordi, che abbiamo voluto dedicare - durante il 2005 - alla memoria del sessantesimo anniversario della Liberazione e della fine della Seconda Guerra mondiale ed a tante iniziative sulla nostra antica storia e sulle nostre tradizioni artistiche e musicali.
L'ultima visita di un Presidente della Repubblica a Cremona risale a 23 anni fa, quando Sandro Pertini venne a celebrare il 2.200° anniversario della fondazione della città.
Pertini era molto amato dagli italiani e dai cremonesi.
Allo stesso modo i nostri concittadini guardano a Lei, Presidente Ciampi, con sentimenti di grandissimo affetto.
Lei oggi rappresenta l'unità nazionale al massimo livello e la più alta espressione dei nostri valori di libertà e democrazia. Valori costituzionali da Lei testimoniati con le parole e con le opere.
L'unità, la libertà, la democrazia - passate attraverso le decisive prove del Risorgimento e le dure vicissitudini del Novecento - sono temi molto cari anche al popolo cremonese.
Numerosi ed illustri sono stati i figli della nostra terra che hanno partecipato, a volte con il sacrificio della vita, alla costruzione ed alla ricostruzione della Patria.
La Sua presenza tra di noi, caro Presidente, ci aiuterà a ricordare queste figure ed a meglio valorizzare il prezioso contributo dato dai cremonesi ai destini dell'Italia.
Quest'anno, tra l'altro, nel 200° mazziniano, cade il 150° anno dalla nascita di Arcangelo Ghisleri, cremonese illustre e tra i padri nobili dell'idea repubblicana.
Lei, signor Presidente, é anche portatore di un altro per noi importante messaggio: un messaggio di fiducia nel futuro, che parla allo spirito di fondo, tenace e positivo, del nostro Paese.
Anche in questi valori si riconosce Cremona.
Tenace, perché questa é una delle qualità fondamentali di chi ha imparato - nei secoli - a misurarsi con la durezza del lavoro nei campi e l'aspro divenire del Po.
E positiva, perché solo una terra con questo spirito poteva far fronte ai travagli della storia, innovare in agricoltura, dar vita a momenti di eccellenza anche nell'industria, nel commercio e nell'artigianato, in cui spicca la produzione liutaria.
La liuteria, la musica, la cultura, l'arte in generale, di cui è ricca Cremona per lascito del passato e per produzione attuale, sono testimonianze di vita, di fiducia, di volontà.
Cremona tenace e positiva. Cremona che pensa ed opera per il proprio futuro, immaginandosi protagonista nel sistema Italia ed inserita nel più complessivo disegno della costruzione europea.
Anche in questo guardiamo con gratitudine e fiducia a Lei. Per la Sua meritoria opera espressa sia in qualità di affidabile e prestigiosa figura di economista, sia nella sua veste di "padre fondatore" dell'Europa, nuova realtà di popolo, di istituzioni, di spirito che ci accompagnerà nel nuovo millennio.
Senza l'Europa, oggi l'Italia si troverebbe in balia di marosi ancor più minacciosi e distruttivi.
Il nostro Paese ha attraversato e sta ancora attraversando momenti non facili. Le difficoltà sono numerose, per certi aspetti ardue e preoccupanti.
Un aiuto per superare queste difficoltà può venire dagli Enti Locali.
La storia d'Italia è storia di città e, per secoli, nelle città si è ritenuto fosse riposta l'identità italiana.
Scrive Carlo Cattaneo che "fin dai primordi la città è un'altra cosa in Italia da ciò che ella è nell'oriente o nel settentrione."
"I regni li ha creati l'uomo, i comuni li ha creati Dio" dice con una battuta Tocqueville.
Polo di attrazione di architetti, pittori, scultori, letterati, artisti, mercanti e banchieri, le città vengono riconosciute, ancor prima che l'Italia nasca, come luoghi dell'identità italiana. E delle libertà. "L'aria di città rende liberi" era un detto diffuso nel Medioevo.
Dopo l'avvento dello Stato unitario le nostre città cominciano a parlare ai bisogni oltre che ai meriti. Diventano luoghi primari per la coesione civile, la modernizzazione, la giustizia sociale.
I Comuni portano l'acqua e l'elettricità nelle case, garantiscono un calmiere ai prezzi di beni essenziali. Gli enti di assistenza alleviano miseria e fame.
I Comuni sono storicamente alla base dello Stato italiano, sono tra i punti di riferimento più importanti della nostra unità.
Ed anche oggi massimo è lo sforzo di concertazione, in un rapporto positivo con l'intera società, con le categorie economiche, le forze produttive, sindacali, associazionistiche, in uno sforzo congiunto con le altre istituzioni, provinciali e regionali, alla ricerca di ogni possibilità di sviluppo sostenibile e di maggiore sicurezza per tutti.
L'impegno dei Comuni e degli altri Enti locali, in questi anni, volto a razionalizzare e contenere la spesa e a rispettare il Patto di Stabilità, è stato concreto ed importante, come è attestato dai dati della Corte dei Conti e del Governo.
Da tanti Comuni d'Italia, e da quelli del nostro territorio ovviamente, si chiede solo di essere messi nelle condizioni di poter fare fino in fondo la propria parte per aiutare l'Italia a superare le difficoltà attuali.
Perché dal pericolo di declino, dal rischio di involuzione economica e sociale, l'Italia può e deve uscire grazie ad un impegno di tutti, equilibrato, unitario, solidale.
L'Italia sa che può contare sulla propria forza, sulla formidabile capacità di ripresa che anima il nostro popolo, le nostre genti.
La Sua presenza e la Sua azione, carissimo Presidente, ci aiuta e ci conforta. Ci dicono, ci fanno sentire che l'Italia ce la può fare e ce la farà.
Grazie ancora, Presidente, per aver onorato Cremona con la Sua visita e sinceri auguri da tutti i cremonesi per il Suo imminente compleanno.
Gian Carlo Corada Sindaco di Cremona
(368) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 06-12-2005
-