Presentato il Progetto Gulliver, lo strumento che permetterà l'inserimento in Comune di 22 lavoratori disabili
Il 25 ottobre gli assessori Caterina Ruggeri e Maura Ruggeri, affiancate dagli staff del Settore Personale e del Settore Politiche Sociali, hanno illustrato ai rappresentanti di diciotto associazioni che sul territorio si occupano di portatori di handicap il Progetto Gulliver, messo a punto da un'apposita commissione intersettoriale, riguardante l'inserimento lavorativo di dipendenti in difficoltà. Il Progetto Gulliver, viaggio nel quale la persona si sente "piccola in mezzo ai grandi" o "grande in mezzo ai piccoli", rappresenta la conclusione di un percorso complesso che ha visto, fra l'altro, il coinvolgimento di diversi soggetti.
Attraverso il Progetto Gulliver il Comune intende raggiungere i seguenti obiettivi:
· adempiere all'obbligo occupazionale di cui alla legge 68/99 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
· attivare un metodo di inserimento mirato del lavoratore disabile che applichi realmente lo spirito e l'anima della legge stessa;
· favorire, nei vari ambiti lavorativi del Comune, un clima di accoglienza-condivisione del lavoratore in condizioni di disabilità;
· costruire un sistema di relazione improntato sulla solidarietà nel contesto lavorativo (Comune solidale), salvaguardando i livelli di produttività richiesta a tutti i lavoratori.
Il primo passo di questo lungo cammino è stata la costituzione, nell'aprile 2000, di una commissione intersettoriale chiamata a lavorare per l'applicazione della Legge 68/99 la cui vera innovazione, rispetto alla normativa precedente, è l'avere introdotto la possibilità di procedere agli inserimenti lavorativi di persone disabili attraverso un "inserimento mirato" e non più solo numerico, anche negli enti pubblici, attraverso lo strumento delle convenzioni. Da un'attenta lettura della legge il concetto di collocamento mirato ha una duplice finalità: rispetto al lavoratore disabile attraverso il collocamento di un "posto adatto", rispetto al datore di lavoro, anche l'ente pubblico è inteso come azienda, superando la vecchia logica di considerare il collocamento di un lavoratore disabile in un contesto di tipo pubblico in una logica assistenzialistica.
La commissione si è prefissata due obiettivi:
1. valutazione, monitoraggio ed eventuale ricollocazione dei dipendenti appartenenti alle categorie protette già in ruolo organico, ma che manifestano una situazione di disagio lavorativa;
2. collocamento mirato, nel senso che la commissione si è interrogata sulla posizione del Comune rispetto alla Legge 68/99 e al ruolo che intende agire per la sua applicazione, tenendo presente che ogni scelta in questo senso potrebbe comportare rispetto a Provincia ed ASL, direttamente responsabili dell'applicazione della normativa in questione.
La commissione ha messo a punto il Progetto, denominato Gulliver, che va visto in un'ottica di sperimentazione e che potrebbe fare da battistrada per altre amministrazioni pubbliche interessate ad applicare la Legge 68/99. Trattandosi di un progetto sperimentale e gestito in economia con risorse interne, è stato attuato con la supervisione di un esperto di settore, esterno al Comune, la dottoressa Mariella Fracasso, psicologa del lavoro, responsabile dell'Ufficio del Lavoro della Provincia di Milano, che ha maturato una grande esperienza nel campo dell'inserimento lavorativo dei disabili.
In base a quanto stabilito dalla Legge 68/99 i datori di lavoro pubblici e privati hanno l'obbligo di rispettare la cosiddetta quota di riserva, che varia a seconda del numero dei lavoratori complessivamente impiegati nell'azienda, a favore di soggetti disabili da assumere. Per il Comune di Cremona questa quota è pari al 7% del personale in servizio. In aggiunta è attribuita un'ulteriore quota di riserva pari all'1% del numero dei dipendenti, a favore di orfani e vedove.
La situazione occupazionale del Comune di Cremona in materia di assunzioni obbligatorie è la seguente: i dipendenti a tempo indeterminato sono 646 (sono esclusi i dirigenti), i lavoratoti disabili attualmente in servizio sono 22. Poiché la quota di riserva è del 7%, questo significa che su 626 dipendenti, 44 devono essere le unità lavorative disabili. Pertanto i disabili da assumere ai sensi della Legge 68/99, attraverso un'apposita convenzione con la Provincia di Cremona, sono 22.
Approvato il progetto in sede politica, sono state attivate due aree, Servizi Demografici e Affari Museali, per gli inserimenti lavorativi mirati, che non possono naturalmente prescindere dal "costruire un clima professionale e umano di sincera accettazione del lavoratore portatore di handicap". Con i dipendenti saranno impostati dei brevi momenti di incontro per presentare il progetto e sostenerli nel percorso d'inserimento mirato del nuovo lavoratore, sarà quindi individuato un "facilitatore" dell'inserimento lavorativo che si affiancherà al lavoratore disabile e costituirà il punto di riferimento per l'ASL ed il Comune. I tempi previsti per questo inserimento sono dieci anni, ovvero due lavoratori ogni anno. Potrebbero sembrare tanti, ma sono necessari perché gli inserimenti siano davvero di qualità e non solo un obbligo di legge.
Inviato da: redazione - Venerdì, 25 Ottobre 2002 - (1354 Letture) - -