Dopo l'asta andata deserta lo scorso autunno, lunedì 13 maggio ha avuto un esito positivo la trattativa per l'alienazione dell'immobile denominato Palazzina Liberty dell'ex foro boario, in via Mantova, nonché delle due licenze commerciali connesse (tipo A, ristorazione, e tipo B, bar). L'edificio e le due licenze se li sono aggiudicati la società Liberty s.r.l. che ha vinto sulle altre due offerte, presentate da parte della Quattro s.r.l. e da Bolle Blu s.r.l., offrendo 564.287,78 . Il valore di stima posto a base di gara era stabilito complessivamente in 557.773,45 così ottenuto: 480.304,92 per l'immobile e 77.468,53 per le licenze commerciali.
In seguito all'esito negativo dello scorso autunno, il bando di alienazione a mezzo trattativa privata, anche per l'interesse manifestato in seguito da parte degli operatori del settore, era stato reiterato mantenendo inalterati tutti i parametri, a partire dal volore di stima posto a base di gara. Una mossa che ha avuto successo e che ha visto alla fine giungere in Comune, alla scadenza del bando, tre offerte, tutte in aumento rispetto al valore complessivo posto a base di gara.
L'immobile alienato è classificato, secondo il PRG, zona D2 (attività produttive prevalentemente commerciali e terziarie) e ricade inoltre nella sottozona B3 (completamento prevalentemente residenziale caratterizzato dalla presenza di edifici di particolare pregio tipologico ed architettonico). La vendita, così come stabilito dal bando di gara, è legata a precise condizioni: deve essere garantita la fruizione pubblica del bene attraverso la prevista destinazione ad esercizio di bar e ristorante, di cui all'autorizzazione all'alienazione rilasciata dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici l'8 giugno 2001; l'immobile viene ceduto nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, a corpo, con i relativi pesi ed oneri, accessioni e pertinenze, servitù attive e passive; l'immobile è stato dichiarato di interesse storico-architettonico dalla competente Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici, in quanto inserito nel tessuto edilizio antico, pena la risoluzione del contratto di compravendita, nonché del pagamento a favore del Comune, a titolo di risarcimento del danno, di una penale del 25% del prezzo di vendita.
L'acquirente è obbligato ad osservare le prescrizioni relative alla conservazione, integrità e fruizione pubblica del bene, finalizzate a garantire la compatibilità della sua destinazione d'uso con il carattere storico-artistico del bene. In particolare ogni futuro progetto di adeguamento funzionale e restauro dovrà essere autorizzato dalla competente Soprintendenza: devono essere conservate tutte le decorazioni di motivi architettonici sia interni che esterni e le relative cromie e trattamenti originari, soprattutto per quanto riguarda l'ambiente centrale (ex borsa), anche pavimentazioni originali o di pregio (es. tecnica a seminato) dovranno essere conservate. L'impiantistica di ogni tipo dovrà essere progettata per avere il minore impatto possibile sia estetico che sulla consistenza materica e non potranno essere realizzate aperture in falda di tetto di tipo "velux".
La vendita è comunque sottoposta all'esercizio di prelazione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'acquirente è obbligato a richiedere i necessari provvedimenti autorizzativi per il recupero dell'immobile entro 180 giorni dall'avvenuta scadenza per l'esercizio di prelazione sul bene. In conseguenti lavori dovranno avere inizio entro 360 giorni dall'avvenuto rilascio dei relativi provvedimenti autorizzativi e terminare entro il triennio successivo.
Inviato da: redazione - Mercoledì, 15 Maggio 2002 - (1263 Letture) - -