Comunicati stampa: Donazione del dipinto Presentazione al Tempio: questa la ricostruzione dei fatti
Donazione del dipinto Presentazione al Tempio: questa la ricostruzione dei fatti
(Comunicato stampa del 08 Mar 2002)
Al termine del Consiglio Comunale del 7 marzo si doveva discutere l'ordine del giorno, presentato dal consigliere di Forza Italia Laura Carlino, con il quale si chiedeva la costituzione di una commissione di esperti per fare luce sulla donazione al Museo Civico, da parte dell'ing. Gianfranco Carutti, del dipinto "Presentazione al Tempio". Poiché la donazione è stata revocata, l'esponente di Forza Italia ha ritirato l'ordine del giorno. Il sindaco, in ogni caso, ha voluto fare chiarezza sulla vicenda dicendo di non essere intervenuto prima per non fare polemiche sulla stampa che avrebbero potuto creare ulteriore motivo di rammarico a Gianfranco Carutti. Il chiarimento del sindaco è espresso in questo comunicato.
Con una lettera datata 19 dicembre 2001, ling. Gianfranco Carutti manifesta lintenzione di donare al Comune di Cremona il dipinto Presentazione al Tempio, attribuito a Giulio Campi, perché venga esposto nelle sale del Museo Civico Ala Ponzone. Il dipinto, per desiderio del donatore, è presentato pubblicamente il 22 dicembre 2001. Il quadro, una tempera su tela di cm 94 x 74, acquistato nella Galleria Antiquaria Wunderkamer di Mauro Prasedi di Lugano, è corredato da una perizia eseguita da Mauro Lucco, storico dellarte, professore associato di Storia delle Arti allUniversità di Bologna, dal 1989 curatore della serie La pittura nel Veneto, per complessivi 9 tomi, già responsabile scientifico delle mostre su Lorenzo Lotto (Washington e Bergamo, 1997-98) e su Dosso Dossi (Ferrara, New York e Malibu, 1998-99).
Nella suo articolato esame compiuto sul dipinto, il professore Mauro Lucco afferma, tra laltro: E vengo qui ad unultima, inaspettatata constatazione, che lesame reflettologico documenta tuttavia in maniera inequivocabile, e sulla quale ho sin qui taciuto ad arte: il curioso aspetto polveroso, opaco, in qualche modo spento della tela, nonostante i suoi colori siano indubbiamente brillanti, dipende dal fatto che, lungi dallessere, come ci si aspetta di consueto, ad olio, essa è stata eseguita a tempera a caseina, su una preparazione scura. La trasparenza della tempera, rispetto alla diversa coerenza dellolio, spiega ad esempio non solo perché la reflettografia appaia singolarmente sfocata, rivelando addirittura con difficoltà le figure, ma anche perché, per ottenerla, si sia dovuti ricorrere ad unilluminazione della tela dal retro; per esperienza, invece, una tela ad olio rimane piuttosto ben leggibile nellesame allnfrarosso.
Lo storico dellarte prosegue: Ora, perché mai un artista dovrebbe cercare a tutti i costi di complicarsi la vita con una tecnica più difficile come la tempera a caseina, anziché eseguire bellamente una tela ad olio, secondo la sua prassi normale? Da tutte le osservazioni fatte sin qui, vi è una sola risposta possibile: ha scelto la tecnica più complessa, lenta e noiosa, perché assai meglio adattabile al suo scopo estetico, perché solo la tempera a caseina gli consentiva di ottenere degli effetti impossibili con lolio vale a dire che lartista ha scelto di usare la tempera a caseina, e di proporre due diverse alternative per larchitettura, perché la tela in questione è stata presentata al vescovo Vida, committente di Santa Margherita, come esempio che lo mettesse in grado di fare le sue scelte riguardo al risultato futuro dellassetto architettonico dellinsieme, e che gli facesse intuire come laffresco si sarebbe presentato, con la sua epidermide vellutata, ombrosa, densa e insieme trasparente, del tutto diversa dalla lucidezza dellolio. Si tratta, in altri termini, di uno dei più precoci modelli in pittura che siano, a nostra conoscenza, sopravvissuti: sappiamo, perché assai spesso sono citati nei contratti di allogazione, che i pittori si impegnavano ad eseguire delle opere iuxta modellum, quasi sempre un disegno che andava allegato al contratto . e avevamo il sospetto che a volte i pittori mostrassero come lopera sarebbe riuscita anche attraverso un dipinto in scala più piccola; ma abbiamo sempre creduto, come storici dellarte, che la pratica del modello o modelletto si applicasse soprattutto al Seicento e al Settecento, secoli durante i quali conobbe unindubbia fortuna. Oggi questa tela, con le alternative sottostanti testimoniate dalla radiografia, tuttavia esattamente postulati nellesecuzione, ci costringe a prendere atto, con grande chiarezza, che i modelli erano possibili, e si usavano, anche nella prima mettà del Cinquecento Se si accetta questa impostazione (e non vedo in che altro modo si possano interpretare i dati esposti ricavati dallosservazione diretta e dalle indagini radiografiche e reflettografiche), allora è chiaro anche che lautore della tela non può essere altri che Giulio Campi (Cremona, circa 1508 1573) e che essa precede, per quanto di poco, gli affreschi di Santa Margherita, del 1547 circa. Non posso dunque che confermare la mia ragionata, ma ferma, convinzione che ci troviamo di fronte ad un dipinto eseguito da Giulio Campi, la cui importanza ed il cui valore, tuttavia, non saranno mai sufficientemente sottolineati, trattandosi appunto del modello per uno degli affreschi nella chiesa di Santa Margherita a Cremona.
Il 6 febbraio 2002 il sindaco interpella la Soprintendente per i Beni Artistici e Storici delle Provincie di Brescia, Cremona e Mantova, Giuliana Algeri, in ordine alla donazione. Il 7 febbraio la dottoressa Giuliana Algeri, che aveva esaminato il dipinto nel dicembre 2001 in occasione dellinaugurazione del Museo Stradivaraiano, risponde che la piccola tela, raffigurante la Presentazione al Tempio, costituisce un importante arricchimento per il Museo, in quanto strettamente collegata a uno degli affreschi realizzati attorno al 1547 da Giulio Campi, su commissione dellumanista Marco Gerolamo Vida, per la chiesa cremonese di S. Margherita. La stesura pittorica ha le caratteristiche tipiche di un modelletto, cioè di un bozzetto preparatorio di una grande composizione molto spesso realizzata ad affresco. Lo scopo era quello di fornire unidea progettuale al committente dellopera. Trattandosi di prove, tali bozzetti sono andati per la maggior parte dispersi; di qui il grande interesse della piccola tela che, nel caso specifico, rivela un livello qualitativo tale da farne una testimonianza tra le più rilevanti della sezione del Museo dedicata alla pittura cremonese. Limportanza della donazione è inoltre accresciuta dal fatto che il Museo possiede poche altre opere del pittore Giulio Campi, al quale la tela può essere assegnata senza ombra di dubbio, come daltronde testimoniano le varianti della composizione rispetto allaffresco.
Il 27 febbraio si riunisce il Gruppo di lavoro del Sistema Museale della Città di Cremona che esprime parere favorevole allaccettazione della donazione, auspicando che, ai fini di uneventuale esposizione al Museo, vengano condotti ulteriori approfondimenti critici circa lattribuzione e la cronologia del dipinto. Sulla scorta di questo parere, la Giunta Comunale, nella seduta del 28 febbraio, delibera di accettare in donazione il dipinto Presentazione al Tempio .
Lo stesso giorno però ling. Gian Franco Carutti invia una lettera al sindaco nella quale esprime il proprio rammarico per la vertenza apertasi nel mondo artistico cremonese circa loriginalità o meno del dipinto, che aveva deciso di donare al Museo Civico, al punto che la tela, anziché costituire motivo di apprezzamento da parte dei tecnici e della pubblica opinione, è divenuta oggetto di contrastanti valutazioni da parte degli studiosi e di successive polemiche. Da qui la decisione, anche se presa a malincuore, di revocare la donazione. Dicendosi profondamente riconoscente verso la città di Cremona, Gianfranco Carutti informa infine il sindaco di volere effettuare, in un prossimo futuro, una nuova donazione, così da assicurare alla Pinacoteca unopera di rilievo tale da superare ogni possibile contrasto.
La Giunta Comunale pertanto, sempre nella seduta del 28 febbraio, dopo avere espresso unanime apprezzamento per lattenzione che Gianfranco Carutti, illuminato mecenate, ha sempre dimostrato nei confronti della città, considerata la sua decisione e tenuto conto della volontà di procedere ad una nuova donazione, delibera la revoca del proprio atto di accettazione.
Infine, il 5 marzo, con unulteriore lettera inviata al sindaco, ling. Gianfranco Carutti manifesta la sua disponibilità a che il dipinto Presentazione al Tempio rimanga per il momento depositato presso il Museo Civico Ala Ponzone.
Inviato da: redazione - Venerdì, 08 Marzo 2002 - (2162 Letture) - -