Comunicati stampa: Sciopero della spesa - Iniziativa condivisa dal Comune
Sciopero della spesa - Iniziativa condivisa dal Comune
(Comunicato stampa del 13 Set 2005)
Domani, mercoledì 14 settembre, si tiene lo sciopero della spesa indetto dalle Associazioni dei Consumatori per sottolineare la continua crescita dei prezzi e delle tariffe. ANCI Lombardia, in una sua presa di posizione, sottolinea l'importanza dell'iniziativa delle Associazioni dei Consumatori e la intende come una forte sollecitazione al Governo Nazionale. Il Comune di Cremona condivide questa impostazione ed auspica che la prossima finanziaria tenga conto delle esigenze anche dei Comuni, coinvolgendoli nelle scelte, nella considerazione che gli Enti Locali rappresentano direttamente e autorevolmente le esigenze dei propri cittadini.
E' innegabile che le difficoltà economiche complessive di questo periodo, hanno messo in crisi molte famiglie; un segno chiaro è anche l'aumento della domanda di sostegno economico che famiglie o persone singole hanno rivolto ai Comuni lombardi in quest'ultimo anno.
Ma i Comuni - come ha avuto più volte modo di ribadire il Sindaco Gian Carlo Corada - non possono essere visti come corresponsabili degli aumenti, pur essendo loro compito definire aliquote, tariffe, e concorso economico per i servizi a domanda individuale. In realtà essi sono l'ultimo anello di un processo, che parte dal Governo Nazionale e dal Parlamento, con una duplice veste: quella, sopra richiamata, di "corresponsabili" di una parte degli aumenti comunque volti a garantire il mantenimento di servizi essenziali e quella di "vittime", in quanto destinatari di regole stringenti e di politiche finanziarie complessive, quali il patto di stabilità, che producono una forte contrazione dei trasferimenti statali e quindi sulle disponibilità di bilancio.
Il Comune di Cremona non si nasconde le difficoltà profonde che riguardano la finanza pubblica allargata; anzi conferma il proprio impegno e la propria partecipazione, come di tutti gli altri Enti Locali, al necessario risanamento. Si unisce alla richiesta di poter però più autorevolmente partecipare alle scelte, proprio per evitare le ricadute negative sulle famiglie e sulle persone maggiormente esposte. A riprova di questo, basti considerare il recentissimo decreto ministeriale che taglia del 50% il fondo sociale per il 2006; riduzione che per la sola Lombardia farà mancare oltre 70 milioni di Euro e che, in prospettiva immediata, fa intravedere un ulteriore peggioramento della situazione finanziaria nel 2006.
Inviato da: ustampa - Martedì, 13 Settembre 2005 - (1396 Letture) - -