Comunicati stampa: Scavi in Piazza Marconi ad una profondità di 3,50 metri
Scavi in Piazza Marconi ad una profondità di 3,50 metri
(Comunicato stampa del 06 Lug 2005)
Ritrovato un interessante frammento di intonaco parietale
Sono state rimosse in tutto lo scavo di Piazza Marconi le cantine post medioevali, così da raggiungere una profondità di circa 3,50 metri. Lo strato di dark earth, letteralmente terreno scuro, appare a questa quota, ed i depositi aumentano notevolmente in spessore (1,50 metri) da Ovest ad Est con punte massime verso Sud. Questo strato, formatosi in seguito all'acumulo di rifiuti urbani, è databile, verosimilmente, ad età alto medioevale e copre i grandi depositi rossicci, forse di livellamento, di età tardo antica.
La matrice dei depositi consiste soprattutto di frammenti, laterizi di tipo cotto e crudo, intonaco dipinto, tessere musive e cocciopesto. Si tratta di materiali delle domus demolite o ristrutturate nella zona circostante l'attuale piazza. Particolarmente ricercato è un frammento di intonaco parietale dipinto con cerchi incisi che delimitano un registro decorato di tessere musive bianche ed in pasta vitrea azzurra disposte in modo da formare una rosetta. Questo tipo di decorazione, con tessere in pasta vitrea, è spesso associato con fontane che facevano parte del decoro delle case private delle classi abbienti. Sono state infine ritrovate due piccole monete in bronzo (minime),rinvenute nel deposito macerioso, che confermano la datazione al periodo tardo romano.
Frammento di affresco con decorazione a cerchi incisi. La parte inferiore è costituita da tessere musive bianche ed in pasta vitrea azzurre, mentre su bordo inferiore si nota una rosetta
Velatura del frammento di intonaco dipinto da parte della restauratrice Chiara Cerietti prima del prelievo
Strati di dark earth (terreno scuro) altomedioevale e strato rossiccio tardo romano, nonché parti inferiori, più profonde, delle cantine e fondazioni post medioevali
Ancora strati di dark earth
Sul lato destro della foto si nota la sezione di un muro con intonaco bianco di una tomba a botte settecentesca del cimitero dell'ex chiesa di San Giorgio
Pozzetto di una cantina di epoca rinascimentale con l'inserzione del fondo di una scodella in cermaica invetriata con motivo fitomorfo
Buchi delle palificazioni poste sotto le fondazioni post medioevali: servivano a bonificare terreni poco portanti
Due monete in bronzo (minime) databili all'età tardo antica dallo strato macerioso romano
Sezione di una buca con resti di muri in argilla cruda con tracce di intonaco bianco, forse dipinti. Il terriccio di colloro più giallino è l'argilla cruda dei mattoni sciolti, quello più rossiccio indica invece la presenza di mattoni crudi cotti da un incendio
Inviato da: redazione - Mercoledì, 06 Luglio 2005 - (1996 Letture) - -