Il Progetto è stato finanziato dalla Regione Lombardia e potrà essere realizzato
Dopo tanto lavoro, coronato da successi, ma segnato da tanta fatica, un riconoscimento meritato. Il risultato era nell’aria ed è bastata
l’occasione del bando della Regione Lombardia sulla legge "Tempi delle città" per portare a casa un sostanzioso cofinanziamento al progetto "Benessere in città: muoversi in
tempo in una città sostenibile". Il contributo concesso dalla Regione Lombardia, Direzione Generale Giovani, Sport e Pari Opportunità, ammonta a € 200.000,00, che vanno ad
aggiungersi agli 86.000,00 Euro già stanziati dal Comune di Cremona nel Bilancio 2005. Da sottolineare che Cremona è stato per ora l'unico Comune lombardo ad ottenere questo
finanziamento in quanto l’unico la cui progettazione sia stata ritenuta valida.
Da tempo l’esperienza maturata e l’elaborazione progettuale sperimentata dal Comune di Cremona sulle politiche temporali urbane, vengono citate,
richiamate e prese come esempio significativo e innovativo dell’azione politica e amministrativa, da parte di numerosi Comuni.
"Invitata a parlarne in questi anni sia in Italia e che in Europa – sostiene l’Assessore Caterina Ruggeri - ho personalmente raccolto
l’interesse e lo stupore di altre amministrazioni per il grande investimento di innovazione metodologica e di contenuto dei nostri progetti pilota, dei risultati ottenuti e del confronto costante con i protagonisti delle sperimentazioni, i cittadini e i diversi attori economici, sociali e politici del territorio. D’altra parte, per riuscire a
portare a casa un risultato così importante, e cioè la totalità del finanziamento richiesto ed un punteggio con lode, era indispensabile poter contare su un team di professionisti
e su strumenti di programmazione politico-amministrativa che il nostro Comune ha voluto costruire nel tempo. Questo per dire che un progetto così articolato non può nascere
all’improvviso e per caso".
Nel 1998 il Comune di Cremona, tra i primi e i pochi in Italia e tra l'indifferenza e qualche riservacritica, ha inserito il tema
dei "Tempi Urbani" nella propria agenda politica, raccogliendo le sfide che le leggi di riforma delle Autonomie locali degli anni novanta ponevano in termini di
innovazione amministrativa.
Quali sono oggi gli interrogativi aperti ai quali questo progetto può dare risposta?
come migliorare la qualità della vita e la qualità dell’aria, agendo sulla variabile tempo, quello collettivo, legato gli orari rigidi della scuola, dei servizi,
dei trasporti, degli uffici, e quello individuale, legato al proprio tempo, che sia libero, di studio, di lavoro, di shopping, ecc.
come rispondere ai diversi portatori di interesse che abitano e vivono la città rispetto all’uso degli spazi pubblici nelle diverse ore della giornata?
come offrire ai cittadini maggiori opportunità di scelta e di flessibilità nella fruibilità dei servizi?
Come tradurre il progetto in azioni, utilizzando l’elemento tempo per rispondere alla richiesta di maggiore mobilità e per ridurre il conflitto tra la mobilità
lenta, composta da pedoni e ciclisti, e quella veloce, fatta di automobilisti sempre più frettolosi ed esigenti?
Come riconoscere che il tema della conciliazione non è soltanto un "affare di donne", da relegare nella gestione privata del tempo, ma che è una questione pubblica, di
interesse diffuso, un tema di governo del territorio?
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Il progetto "Benessere in città: muoversi nei tempi di una città sostenibile" racchiude e risponde a tutti questi interrogativi e mette a sistema l'esperienza
maturata in questi sei anni di intenso lavoro. Anni nei quali si è fatta ricerca, studio, analisi, sperimentazioni, attuati progetti pilota, costruito reti e partenariati
nazionali ed europei.
Inizia un anno intenso, ma proprio per il metodo che ha caratterizzato la costruzione del progetto, fatto di collegialità, di responsabilità condivise ad ogni
livello, politico e di direzione dell'Ente e di integrazione di risorse umane ed economiche, sono convinta che i risultati saranno di gran lunga superiori agli obiettivi dello
stesso progetto e delle azioni trasversali che animeranno l'intera città.
Infine, strategico è l'investimento fatto dal Comune di Cremona in termini di ricerca e di individuazione di nuove figure professionali che sapessero
introdurre concetti, linguaggi e metodologie innovative nell'azione amministrative, in grado di rispondere ai nuovi bisogni della città e alle domande di benessere dei
cittadini.
IL PROGETTO e il Bando della Regione Lombardia legge 28/04 "Piani territoriali degli orari"
Le tipologie alle quali era possibile fare domanda erano cinque.
contribuire alla riduzione delle emissioni di gas inquinanti nel settore dei trasporti;
introdurre nella P.A. servizi informatizzati e connessi in rete;
flessibilità e armonizzazione degli orari art. 9 legge 53/2000;
collegare i piani degli orari agli strumenti di programmazione negoziata regionale;
sostenere banche del tempo con fini di reciproca solidarietà.
La tipologia n° 1 ha riscosso l’interesse del gruppo di lavoro.
I prerequisiti erano:
avere adottato il Piano degli orari attraverso deliberazione consiliare;
tra gli obiettivi del Piano è stato inserito il tema "Mobilità lenta e veloce in reti di quartiere e percorsi per cittadini e ospiti"
L’analisi del territorio, con le sue caratteristiche e problematiche, ha individuato le seguenti criticità:
situazioni di disordine, inquinamento atmosferico nei pressi delle scuole negli orari di ingresso/ uscita
la rigidità obbligata dell’offerta del trasporto pubblico
la richiesta di flessibilità nell’organizzazione del lavoro, in particolare delle donne – una maggiore condivisione nelle responsabilità famigliari e più conciliazione
GLI OBIETTIVI E LE AZIONI
Agire attraverso azioni pilota focalizzando l’intervento su:
i tempi della scuola, agio e sicurezza
la flessibilità nell’organizzazione del servizio di trasporto pubblico locale ( trasporto a chiamata)
incentivare l’uso della bicicletta
sperimentare orari di flessibilità giornaliera dei dipendenti degli Enti Pubblici del territorio
individuare e sperimentare fasce di apertura del centro storico al traffico veicolare
TRE GLI AMBITI DI INTERVENTO
Dagli obiettivi indicati, sono tre gli ambiti di intervento: LA SCUOLA, LA MOBILITA’, LA FLESSIBILITA’ DEGLI ORARI DI LAVORO
Le tre macroazioni individuate sono:
benessere in città: tempi delle madri, dei figli, delle scuole
benessere in città: mobilità dei lavoratori di Enti Pubblici e delle reti commerciali del centro storico
benessere in città: flessibilità degli orari negli Enti Pubblici
Alcuni esempi di iniziative:
Macroazione 1) - Cantieri: 2 scuole campione, una in centro e l’altra in periferia
Macroazione 2) - Mobilità sostenibile: trasporto a chiamata, promuovere l’uso della bicicletta, fasce di apertura del centro storico
Macroazione 3) - sperimentare flessibilità giornaliera e annuale dell’orario di lavoro degli Enti Pubblici cittadini
Inviato da: Admin - Martedì, 21 Giugno 2005 - (1327 Letture) - -