Via libera alla denominazione di nuove vie e all'apposizione di lapidi commemorative
La Giunta Comunale, acquisito il parere della Commissione Toponomastica, ha deliberato di denominare o intitolare, come segue, le seguenti vie del territorio comunale:
intitolare Via Giuseppe Tomè la strada di collegamento tra via Pampurino e via Naviglio - Giuseppe Tomè, pittore, (Cremona 3 maggio 1887-Cremona 18 giugno 1958), cresciuto nell'ambiente artistico cremonese, inizialmente orientò la sua opera secondo gli indirizi di Cesare Tallone, suo maestro all'Accademia di Brera. A lui si devono lavori del ciclo storico della parrocchiale di Robecco d'Oglio, di quello biblico della parrocchiale di Gadesco, la scena del "Ritorno del figliol prodigo" in S. Siro a Soresina, quelli di Castelfranco d'Oglio, della sussidiaria di Viadana, i restauri della parrocchiale di Castelponzone, della chiesa di S. Gerolamo a Cremona. La sua produzione pittorica, vasta ed impegnativa, lo portò anche a sviluppare temi profani, come scene della guerra 1915-18, alla quale partecipò, paesaggi della pianura padana e in generale dell'ambiente fluviale, animati da cavalli possenti. La sua più genuina maniera di dipingere è caratterizzata da un chiaro scuro del tutto personali che rese inconfondibili certe sue opere.
denominare Via della Vergine la strada di arroccamento a via Castelleone (toponimo);
intitolare Via Guido Grassi la strada di collegamento tra via Milano e via Daniele Gaetani - Guido Grassi, imprenditore (Dosimo 30 novembre 1902-Cremona 1° novembre 1983), è stato una figura eminente nel campo dell'imprenditoria cremonese, un grande industriale di notevole spessore tecnico ed umano, ricco di iniziativa, aperto alle sollecitazioni del progresso. Di antica famiglia dedita all'attività molitoria, Guido Grassi a meno di vent'anni lasciò il mulino paterno per affrontare da solo, con la sua intelligenza e con la sua volontà il mondo del lavoro. Contabile, amministratore, gestore di industria molitoria, riuscì, nel giro di un decennio, a fare diventare il nuovo mulino della famiglia il più grande, il più moderno, il primo per produttività della provincia. L'OCRIM, da lui fondata nel 1945, che detiene il primato degli impianti per la lavorazione del mais, ha costruito impianti molitori in tutti i paesi del mondo acquistando fama ed apprezzamento ad altissimo livello;
intitolare Via Vito Rastelli la prima strada a sinistra di via della Vecchia Dogana (strada ciclo-pedonale che collega via della Vecchia Dogana a via degli Opifici). Vito Rastelli, architetto (Cremona 17 agosto 1892-Cremona 26 febbraio 1981), è stato molto stimato questo professionista preparato, aggiornato ed in grado di affrontare i settori più diversi della progettazione: dall'edilizia per la borghesia, commerciale ed industriale, che faceva sorgere ville lungo la nuova circonvallazione, cioè Via Dante, in viale Trento e Trieste ma anche in viale Po e in via Cadore, a quella popolare, soprattutto in provincia. Accostatosi negli anni giovanili all'eclettismo, aderì poi al razionalismo pur con attenzione alla forma decorativa: le sue opere presentano infatti facciate ricercate nell'accostamento dei materiali e nell'uso del ferro battuto delle cancellate per cui si avvlase dell'opera dell'artigiano Pietro Roffi;
intitolare Via Mons. Enrico Assi la strada ciclo-pedonale di nuova lottizzazione a sinistra alla fine di via Magazzini Generali. Mons. Enrico Assi, Vescovo di Cremona dal 1983 al 1992 (nato a Vimercate il 19 luglio 1919 e deceduto a Cremona il 16 settembre 1992), nel suo ministero episcopale profuse senza risparmio le sue energie. Ispirò costantemente il suo illuminato magistero alla dottrina del Concilio Vaticano II e lo arricchì con la pubblicazione di lettere e piani pastorali di solida chiarezza. La sua attenzione premurosa verso i poveri e gli ultimi culminò nella realizzazione della Casa dell'Accoglienza e nell'adattamento della Villa Flaminia per il clero anziano. Preparò con mirabile tenacia la visita a Cremona di Giovanni Paolo II avvenuta il 21 giugno 1992.
intitolare Via Ernesto Fazioli la quarta strada a sinistra di via della Vecchia Dogana (strada ciclo-pedonale che collega via della Vecchia Dogana a via Mons. E. Assi). Ernesto Fazioli (Cremona 27 maggio 1900-Cremona 27 novembre 1955) è stato uno dei maggiori fotografi cremonesi del secolo scorso. Le sue fotografie forniscono preziose indicazioni cronologiche e di costume sulla realtà cremonese del periodo della su attività e fanno sì che l'archivio Fazioli costituisca un ritratto straordinario ed estremamente eloquente di un trentennio di vita cremonese. Di grande interesse è stata la mostra organizzata a Milano dalla sezione cultura della regione Lombardia, che ha finalmente datao a Fazioli la dignità che merita anche la di fuori della sua città.
intitolare Via Mons. Natale Mosconi la quinta strada a sinistra di via della Vecchia Dogana (strada che collega via della Vecchia Dogana e via Magazzini Generali). Mons. Natale Mosconi (Soresina 26 dicembre 1904-Ferrara 27 settembre 1988) è stato Vescovo di Comacchio dal 1951 al 1954 e quindi Arcivescovo di Ferrara dal 1954 al 1976. Figlio di un ferroviere casellante sulla linea Cremona-Treviglio e di una casalinga, fu allievo del Seminario di Cremona e poi studente dell'Università Cattolica di Milano dove si laureò in filosofia e lettere moderne. Mons. Mosconi inizò la sua attività pastorale come Vicario a S. Imerio, assistente degli universitari e dei laureati, direttore del settimanale "La Vita Cattolica", distinguendosi per il suo antifascismo. Nominato parroco a S. Abbondio a soli 34 anni, per dodici anni fu pastore a tempo pieno, suscitando unanime ammirazione. Nel 1951 fu eletto vescovo di Comacchio, una delle diocesi più povere d'Italia e subito iniziò la sua missione pastorale affrontando la prova della terribile alluvione che colpì a quel tempo il Polesine e il Ferrarese. Il suo fu un episcopato breve, ma molto attivo: creò un nuovo seminario, nuove parrocchie, nuove chiese. Il 4 agosto 1954 è nominato da Pio XII Arcivescovo di Ferrara. Partecipò assiduamente al Concilio Vaticano II, un'esperienza che influì significativamente sulle sue opere. Apprezzato e stimato da tutti, in occasione del 49° anniversario della sua ordinazione presbiterale e del 25° di consacrazione, lascia la guida della Diocesi di Ferrara ritirandosi in un piccolo appartamento preparato per anziani soli della città e della diocesi. Morì il 27 settembre 1988 e venne sepolto nel suo paese natale, Soresina;
intitolare Via Luigi Cisorio la strada ciclo-pedonale di collegamento tra via Mons. Natale Mosconi e via Mons. Enrico Assi. Luigi Cisaorio (Zevio 1° febbraio 1868-Cremona 3 giugno 1940) è stato docente e preside. Dopo gli studi universitari e l'abilitazione professionale, arrivò a Cremona nel 1988 quale docente ordinario al Liceo-Ginnasio. Nominato nel 1925 Preside del Regio Istituto Magistrale, nel 1927 divenne preside del Liceo Classico. Sono riconosciute le sue qualità di docente in possesso di una profonda conoscenza sia delle lingue classiche che di altre discipline, e le sue doti quale autore di numerose pregevoli pubblicazioni;
denominare Via delle Viole la strada che collega via Piero Ferraroni a via della Fogarina ed a via del Brolo e che prosegue per il Comune di Castelverde (toponimo);
denominare Via della Fogarina la seconda strada di collegamento tra via delle Vigne (strada di arroccamento a via Castelleone) e via delle Viole (toponimo);
denominare Via delle Lanche la strada a sinistra nell'ultimo tratto di via Riglio (toponimo);
denominare Parco Caduti di Nassiriya il parco atrezzato di via Trebbia in angolo con via Massarotti in memoria delle 19 vittime dell'attentato avvenuto in Irak secondo l'indicazione unanime del Consiglio Comunale.
La Giunta Comunale ha quindi autorizzato la collocazione, a cura e spese dei promotori dell'iniziativa e previa autorizzazione della Sovrintendenza e della Commisisone Edilizia, di un medaglione commemorativo di Mons. Guido Astori da porre sotto il portico di Palazzo Cittanova, sulla destra della porta di accesso alla scala, opera dello scultore Mario Coppetti. Questo medaglione è posto su una lastra di marmo botticino recante la seguente iscrizione incisa: "A perenne ricordo dell'Alpino di Dio Mons. Guido Astori Cappellano degli Alpini nella guerra 1915-1918, incomparabile parroco di S. Agata 1940-1964. Gli Alpini Cremonesi". E' stata inoltre autorizzata la collocazione, sempre con le stesse prescrizioni, dedicata al Ten. Francesco Vitali, Medaglia d'Argento al Valor Militare, caduto l'8 settembre 1943 in uno scontro con i nazisti che puntavano all'occupazione della città. La lapide in marmo botticino, da porre tra le due finestre alla sinistra dell'ingresso di Palazzo Ala Ponzone (Corso Vittorio Emanuele II, n.42), recherà incisa la scritta: "Il 9 settembre 1943 qui cadde eroicamente il Ten. Francesco Vitali (Medaglia d'Argento al Valore mIlitare) combattendo eroicamente contro truppe corazzate naziste mosse all'occupazione della Città. I Partigiani Cremonesi ne additano l'alto esempio perché nessuno dimentichi l'alto costo della Libertà". Via libera anche alla collocazione di una lapide a ricordo della fraterna ed affettuosa accoglienza avuta da parte dell'Amministrazione Comunale dai primi profughi istriani, fiumani e dalmati giunti a Cremona tra il 1945 ed il 1947. La lapide in marmo botticino da porre nell'atrio dell'ex Asilo Martini di Via del Vecchio Passeggio recherà incisa la seguente scritta: "In questo immobile trovarono primo ricovero e fraterna accoglienza dal 1945 al 1947 gli esuli istriano, fiumani e dalmati che avevano abbandonato le loro terre occupate dallo straniero per rimanere liberi ed italiani".
La Giunta Comunale ha infine espresso il nulla osta alla collocazione, sempre a cura e spese dei promotori dell'iniziativa e previa autorizzazione della Sovrintendenza e della Commissione Edilizia, di una lapide o targa in marmo sull'edificio all'angolo tra via Platina e via XI Febbraio, al n. civico 3, a ricordo del soggiorno a Cremona di Pier Paolo Pasolini, che negli anni tra il 1933 ed il 1935 frequentò il Liceo Ginnasio "Daniele Manin". La scritta incisa sulla lapide o targa sarà la seguente: "Da questa casa dove terminò la sua infanzia dal 1933 al 1935 Pier Paolo Pasolini dispiegò la sua avventura artistica". Nulla osta anche per l'apposizione di una lapide o targa in marmo sull'edificio di via Poffacane dove abitò lo scrittore Danilo Montaldi. La scritta incisa sarà la seguente: "Qui visse ed operò Danilo Montaldi - Scrittore - 1929-1975".
Inviato da: Admin - Lunedì, 31 Maggio 2004 - (5022 Letture) - -