Serate teatrali, proiezioni cinematografiche e una mostra per raccontare il grande scrittore e drammaturgo russo
Nel 2004 è scaduto il centenario della morte di Anton Pavlovic Cechov (1860-1904) e in quella occasione in vari teatri, centri e associazioni culturali è stata celebrata questa ricorrenza ricordando l' attività letteraria e drammaturgica dello scrittore. In molte scuole italiane inoltre per sollecitare l'interesse alla lettura delle opere di Cechov si sono tenute conferenze, letture e varie forme di seminari. L'Assessorato alle Attività Culturali e l'Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Cremona, in con la collaborazione dell'Associazione Culturale Italia-Russia, senza ritenersi vincolati da formali scadenze cronologiche, hanno voluto farsi promotori di una serie di iniziative allo scopo di rendere più familiare la figura di Cechov anche nella nostra città.
La straordinaria capacità di Cechov di osservare con un'ironia sempre bonaria e senza mai assumere toni di sprezzante distacco, le miserie di un mondo popolato da personaggi a volte goffi, velleitari e patetici nei loro slanci di auto rinnovamento, dà all'intera sua opera un valore che supera i confini della Russia tra 800 e 900 e lo rende sicuramente una figura letteraria dominante nel panorama culturale internazionale. Parlare di attualità di Cechov, significa riconoscere un valore universale e fuori del tempo al suo modo di interpretare le ansie esistenziali e le angosce di incomunicabilità di tutte quelle generazione che si trovano ad affrontare il terribile problema della perdita di valori umani.
In questa ottica nessuna operazione poteva meglio rendere, oggi, qui a Cremona, in teatro, il senso della contemporaneità di Cechov se non quella di ascoltarlo in scena, tradotto per la prima volta proprio in dialetto cremonese. Nelle due serate cechoviane, (mercoledì 16 febbraio e sabato 19 febbraio, alle ore 21, al Teatro Monteverdi-Fabbrica delle Arti, Via Dante 149) curate da Silvana de Vidovich - traduttrice e studiosa di letteratura russa - sono previste infatti:
- Nella prima serata, Il canto del cigno, nella realizzazione scenica di Walter Benzoni e una lettura recitata di Milena Fantini e Gigi Manfredini di l'Uurs rustegon, inedita traduzione in dialetto cremonese di Gigi Manfredini dal testo cechoviano, L'orso.
- Nella seconda serata, il titolo Anima mia cara, indica un montaggio di brani tratti dalla corrispondenza tra A. Cechov e la moglie Ol'ga Knipper, attraverso i quali l'autrice Silvana de Vidovich ha voluto ripercorrere i punti più saliente della loro straordinaria vicenda d'amore.
Accanto a queste due serate teatrali sono previste al Cinema Tognazzi quattro proiezioni cinematografiche di tema specificatamente cechoviano o ispirate a personaggi e atmosfere cechoviane. Da martedì 15 febbraio, con La petite Lili, di C. Miller, una trasposizione contemporanea molto recente, del 2003, del Gabbiano, a cui seguiranno: martedì 12 aprile, Oci ciornie e martedì 19 aprile, Partitura incompleta per pianola meccanica, due film "storici", del 1987 e del 1976, di N. Michalkov; per finire il martedì 26 aprile con Vanja sulla 42ma strada, del 1994, in cui il regista L. Malle prova in un teatro di Broadway la pièce di Cechov, Zio Vanja.
Nell'atrio del Teatro Monteverdi sarà allestita inoltre, in collaborazione con la Biblioteca Sormani di Milano e la Biblioteca Statale di Cremona, una mostra che attraverso alcune prime edizioni delle opere di Cechov e la documentazione fotografica dello spettacolo Il giardino dei Ciliegi, con la regia di Giorgio Streheler, al Piccolo Teatro nel 1974, cerca di illustrare il forte interesse negli anni per questa grande figura di narratore, drammaturgo e giornalista.
Inviato da: Admin - Lunedì, 14 Febbraio 2005 - (1488 Letture) - -