Comunicati stampa: Pronto intervento sociale: l'esperienza di Cremona estesa a tutto il Distretto
Pronto intervento sociale: l'esperienza di Cremona estesa a tutto il Distretto
(Comunicato stampa del 30 Lug 2007)
Un'importante progetto, denominato Pronto Intervento Sociale, è stato approvato dall'Assemblea distrettuale dei Sindaci del Distretto di Cremona su proposta del Presidente, il Sindaco Gian Carlo Corada. L'Assemblea ne ha approvato i contenuti e le modalità di realizzazione che prevedono la convenzione con realtà del terzo settore in una prima fase, per una successiva valutazione circa percorsi di accreditamento dei soggetti interessati. Obiettivi di questa iniziativa, che si colloca tra le priorità del Piano di Zona, sono: intervenire tempestivamente a tutela di persone in situazione di emergenza sociale; attuare azione di contenimento del rischio; individuare risposte di primo intervento e comunicare ai servizi competenti i contenuti dell'intervento per la successiva presa in carico.
L'attivazione di servizi quali il Pronto Intervento Sociale è prevista dall'art.22 della legge 328/00, che lo indica quale livello essenziale di assistenza da garantire in ogni ambito territoriale nei confronti di soggetti che versino in situazioni di emergenza e urgenza sociale. Per emergenza s'intende quella situazione di vita che comporta un bisogno improcrastinabile collegato alla soddisfazione di diritti primari, di sussistenza e relazione, in situazioni di privazione o allontanamento dal nucleo per i minori, anziani o adulti, disabili. Tale azione deve essere sviluppata in stretta collaborazione con le Forze dell'Ordine presenti nel territorio. A tale riguardo il Comune di Cremona ha avviato, da alcuni anni, il progetto sperimentale di Pronto Intervento Sociale, con ricaduta inizialmente sul solo territorio comunale ed il coinvolgimento delle risorse professionali in forza al Settore Affari Sociali. In questi periodo infatti si è potuto garantire ai cittadini la risposta a bisogni di emergenza attraverso la reperibilità degli operatori del Settore Affari Sociali che hanno collaborato al progetto, mediante l'organizzazione in turni di lavoro nelle fasce non coperte dal Servizio (sabati e domeniche, giorni festivi, fasce orarie non coperte dai servizi). Il Pronto Intervento Sociale è infatti un servizio di reperibilità extra-time, cioè di norma dalle 16 alle 8.00 e, nel periodo estivo, dalle 15 alle 8.
Il buon esito della sperimentazione avviata in questi anni ha fatto emergere la necessità di potenziare l'azione d'intervento con il coinvolgimento di attori del terzo settore radicati nel territorio e impegnati in forme d'intervento a prevenzione e tutela del cittadino. L'aumento delle richieste pervenute ai servizi, le problematiche sempre più complesse che si sono evidenziate, portano oggi alla inopportunità di pensare ad un progetto futuro basato sulle sole forze professionali del Settore Affari Sociali, ma bensì integrato alla conoscenza ed esperienza del terzo settore in questo ambito. Va inoltre evidenziato che da un inizio che ha visto, qualche anno fa, solo interventi attivati da segnalazioni della Polizia Municipale e provenienti dal territorio comunale, si è poi inevitabilmente verificata l'emersione di bisogni espressi dai Comuni del Distretto, peraltro meno provvisti di servizi sociali di tutela al cittadino rispetto alla città.
Il modello che verrà sperimentato è pertanto basato sull'attivazione di risorse che vedano il coinvolgimento di realtà accreditate nei diversi ambiti d'intervento sociale, a cominciare dall'ambito dei minori (senz'altro più esposti sul piano dei diritti di tutela), per poi proseguire con anziani e persone in condizioni di disabilità, situazioni queste ultime in progressivo aumento. L'elaborazione del nuovo progetto ha visto la necessità di un lavoro di condivisione e approfondimento realizzato dall'Ufficio di Piano all'inizio dell'anno, che ha visto il coinvolgimento di assistenti sociali del Comune di Cremona, del Distretto di Cremona, di realtà del terzo settore, con la supervisione e la guida di figure esperte attraverso l'apporto di Gruppo Abele. Il modello organizzativo raggiunto, che ha inoltre permesso di differenziare situazioni specifiche quali quelle ad esempio dei minori stranieri non accompagnati inserite in servizi di accoglienza specifici, sarà sperimentato nel prossimo semestre.
Per poterne successivamente evidenziare tutte le necessarie modifiche ed integrazioni, tale periodo vedrà coinvolti gli operatori comunali in attività di raccordo e regia, nonché di presa in carico delle situazioni segnalate a seguito di pronto intervento sociale, secondo le modalità e i tempi previsti di norma dall'attività in servizio. Negli orari extra-time, invece, potranno essere coinvolte figure che operano nei servizi di terzo settore, spesso più flessibili e attivi anche in fasce orarie ulteriori per effetto del coinvolgimento e della valorizzazione delle attività già effettuate dai medesimi in forma ordinaria. Il progetto inoltre vede la possibilità, sia per le Forze dell'Ordine che per gli operatori del terzo settore, di una reperibilità telefonica delle figure qualificate del Settore Affari Sociali per valutazioni, supporti, consulenze in merito a situazioni particolari oltre che per un necessario accompagnamento della fase di sperimentazione prossima e del modello complessivo.
Inviato da: ustampa - Lunedì, 30 Luglio 2007 - (1337 Letture) - -