Il Sindaco Gian Carlo Corada esprime forti critiche
A Milano è in corso la terza edizione di "Risorse Comuni", iniziativa promossa dall'ANCI nazionale e dall'ANCI Lombardia. Questo importante appuntamento è stato aperto dal convegno "Costituzione, sussidiarietà e sistema di cooperazione tra comuni" al quale sono intervenuti Antonio D'Alì, Sottosegretario al Ministero dell'Interno, Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano, Maria Pia Garavaglia, Vice Sindaco di Roma, Giuseppe Torchio, Presidente della Provincia di Cremona, Gian Carlo Corada, Sindaco di Cremona, ed Aurelio Ferrari, Sindaco di Lodi e Presidente di ANCI Lombardia. Si è trattata dell'occasione per un confronto tra gli amministratori locali sulle nuove strategie d'azioni per le politiche amministrative alla luce dei recenti cambiamenti istituzionali.
Il Sindaco Gian Carlo Corada, nel suo intervento, si è soffermato sulla proposta di legge regionale sulla sussidiarietà, ovvero sui rapporti tra Enti locali e la sfera del privato. Il Sindaco ha esposto con tono pacato, ma fermo, forti critiche sui contenuti di questa proposta di legge, esprimendo numerosi dubbi e la propria contrarietà ad una sua approvazione.
In particolare Gian Carlo Corada ha espresso riserve sull'indeterminatezza dei criteri della scelta del privato, quindi sulla cosiddetta sussidiarietà orizzontale, per cui la Regione e gli Enti Locali eserciterebbero direttamente funzioni amministrative solo qualora la finalità pubblica non possa essere perseguita efficacemente dalla persona, dalla famiglia, da imprese o da ogni altra formazione sociale. Pur condividendo in linea di massima il principio del rapporto, soprattutto con il privato sociale, il Sindaco di Cremona ritiene che la scelta del privato e le regole in questo campo debbano essere determinate dal pubblico, in particolare dal Comune, al di fuori di ogni controllo politico della Giunta Regionale.
L'impostazione della proposta di legge sottrae invece la possibilità di un autonomo e regolato intervento del pubblico, con un rovesciamento della cultura dei diritti sociali, in quanto rende possibile un intervento delle istituzioni pubbliche per soddisfare i bisogni dei cittadini solo quando i privati non possano provvedere autonomamente o trovare il soddisfacimento sul mercato, secondo decisioni arbitrarie della Giunta Regionale.
Secondo quanto previsto dalla proposta di legge, la Regione potrebbe addirittura sostenere la causa di un privato contro un Comune, che ha deciso di promuovere in forma pubblica un proprio servizio, semplicemente perché un privato ritiene di poterlo promuovere direttamente.
In questo modo verrebbe meno la collaborazione tra pubblico e privato, in particolare no-profit, cambiandone l'impostazione complessiva, mettendo in serio pericolo - anche in realtà come quella cremonese dove vi è una tradizione ormai consolidata - la promozione delle azioni per il sostegno e la qualificazione dei soggetti operanti nel terzo settore. La sussidiarietà verticale (tra Enti Locali e Regione) dovrebbe invece prevedere un decentramento di competenze e di poteri dalla regione ai Comuni.
Il Presidente della Regione Roberto Formigoni ha dichiarato che questa proposta di legge non verrà approvata entro questa legislatura. Se sarà rieletto, si è impegnato ad aprire sul tema un ampio confronto. Ipotesi che il Sindaco Gian Corada ha apprezzato soprattutto perché, se non dovessero intervenire cambiamenti sostanziali, la nuova legge renderebbe residuale il ruolo pubblico in molti servizi, cambiando l'impostazione complessiva dei rapporti con il settore privato.
Inviato da: Admin - Giovedì, 10 Febbraio 2005 - (1328 Letture) - -