Annunci: Dagli scavi archeologici di piazza Marconi reperti sempre molto interessanti
Dagli scavi archeologici di piazza Marconi reperti sempre molto interessanti
Emergono sempre nuove estimonianze di storia e di vita quotidiana
Prosegue lo scavo di piazza Marconi in tutta la zona d'indagine anche se ci si sta concentrando nell'area dell'edificio con andamento Nord-Sud, per la precisione nel secondo dei quattro ambienti. Questa parte dello scavo è di particolare interesse perché si trovano in situ i muri, gli intonaci e il tetto crollati del fabbricato dell'inizio del I sec.d.C. La straordinarietà del rinvenimento è costituita proprio dal fatto che si tratta di muri costruiti con mattoni crudi che si sono cotti inseguito all'incendio, di cui più volte si è parlato, propagato dalle truppe di Vespasiano. Normalmente questo genere di manufatto si trova sciolto e si presenta come un mucchio di argilla limosa.
Gli scavi del passato (ad esempio Corso Garibaldi 1988, Cortiletto del Torrazzo 1988 e Cripta di Sant'Omobono) hanno restituito pochi frammenti parziali di muri di questo genere. Frammenti di notevoli dimensioni di intonaco dipinto sui muri in argilla sono stati rinvenuti nel crollo. Oltre agli affreschi sono di particolare pregio i frammenti di una coppa in vetro di tipo murrina e un oscillum di forma diversa dagli altri due rinvenuti durante questa campagna di scavo; gli oscilla normalmente sono discoidi in pietra con scene legate al mondo dionisiaco o al banchetto mentre quello ritrovato nel crollo era a forma di pelta e raffigurava due grifi in posizione araldica. Gli altri due oggetti raffiguravano un erote e un efebo ambedue eseguiti in modo molto raffinato. Questi ornamenti venivano normalmente appesi tra le colonne dell'atrio e sono databili, nel nostro caso, a età augustea. Il pezzo raffigurante l'erote proviene da una delle "buche rosse" e quello con l'efebo da sotto il pavimento di un edificio piuttosto tardo (III-V sec.d.C.) che era sito nell'angolo Nord-Ovest dello scavo.
Oltre allo svuotamento delle "buche rosse" (ne sono state scavate una ventina), nei diaframmi dei depositi rimasti, si stanno delineando i lacerti e le tracce di muri che permettono di definire le planimetrie degli edifici distrutti nel 69 d.C. Un'idea dell'intensità della spoliazione per recuperare i laterizi è data in maniera molto efficace dall'immagine di parte di un edificio trovato nel settore nord dello scavo, in cui si vedono in primo piano le trincee di asportazione riempite di terra di risulta.
I riempimenti delle buche, come già più volte sottolineato, stanno restituendo una quantità e qualità di reperti davvero impressionanti, che ci permettono di intravedere uno spaccato della vita dei ricchi proprietari delle residenze, travolti dalla guerra civile. Altri elementi architettonici, per lo più capitelli tuscanici in pietra di Vicenza, permettono di ipotizzare non lontano dalla zona dello scavo la presenza di un edificio grandioso, forse addirittura a carattere pubblico.
Moltissimi frammenti ceramici sono stati recuperati; spicca per la rarità parte di una coppa in ceramica megarese, databile tra il II e inizio del I sec. a.C., importata dall'Asia Minore. La coppetta in ceramica a pareti sottili con decorazione "à la barbotine" è probabilmente di produzione locale, forse addirittura dalla fornace trovata nella vicina via Platina. Sempre d'importazione è la patera di terra sigillata aretina. E' stata rinvenuta una quantità notevole di lucerne, tra cui una con la raffigurazione di un gladiatore. Una piccola gamba in osso brunito probabilmente faceva parte di un mobiletto che arredava la casa. Sono state ritrovate più pedine da gioco durante lo scavo; questa pedina in vetro blu serviva per un gioco simile alla nostra dama. Infine, il ciondolo a bauletto, proprietà di una ricca padrona di casa, è di fattura finissima in materiale rarissimo, l'ambra.
muro in argilla cruda. Si notano i mattoni e la stilatura del legante, anch'esso in argilla
idem
idem
intonaci dipinti legati ai muri in argilla cruda, crollati
coppa in vetro con decorazione di tipo "murrina" della prima metà del I sec.d.C.
parte della protome di un grifo dell'oscillum a pelta
oscillum con figura di erote
oscillum con figura di efebo
muro asportato con l'intonaco rimasto in situ
coppa megarese
coppetta a pareti sottili, databile alla prima metà del I sec.d.C.
patera in terra sigillata aretina
disco di lucerna con raffigurazione di un gladiatore
gamba di mobiletto in osso inciso
ciondolo a bauletto in ambra
polpaccio di una piccola statua di figura maschile in marmo bianco
Inviato da: redazione - Mercoledì, 22 Marzo 2006 - (3169 Letture) - -