Comunicati stampa: Abbattimento di platani in viale Po colpiti da "cancro colorato"
Abbattimento di platani in viale Po colpiti da "cancro colorato"
(Comunicato stampa del 18 Mar 2006)
Lunedì 20 marzo si procederà all'abbattimento di dieci platani situati in viale Po e di tre platani nel parco delle ex colonie padane e nel campeggio di via Lungo Po Europa. L'operazione si concluderà nella giornata di martedì 21 marzo. Si tratta di essenze che a metà dello scorso anno erano state segnalate alla Regione Lombardia e per le quali l'Ufficio fitosanitario della Regione ha dato precise indicazioni per il loro abbattimento in quanto o affetti da cancro colorato o completamente secche. Poiché il cancro colorato è molto contagioso, il taglio verrà effettuato con molta cura, evitando troppi tagli. Saranno estirpate anche le ceppaie e il tutto verrà poi portato in un apposito luogo di stoccaggio. I dieci platani di viale Po sono da tempo in condizioni precarie in quanto assaliti dal cosiddetto cancro colorato, mentre i due platani che si trovano nel parco delle ex colonie padane e e quello che si trova nel campeggio di via Lungo Po Europa sono complatemente secchi e privi di vita.
La lotta al cancro colorato del platano è obbligatoria su tutto il territorio nazionale ed è regolamentata dal D.M. 17 aprile 1998. Attualmente la malattia si può ritenere diffusa in tutta Italia. Le piante colpite da Ceratocystis fimbriata - così si chiama in termine tecnico il canro colorato - devono essere prontamente abbattute. L´eliminazione degli alberi infetti è comunque un´arma a doppio taglio: se da un lato si cerca di eliminare la sorgente di inoculo, dall´altro le operazioni di abbattimento producono enormi quantità di segatura e di frammenti di legno infetti, che sono una delle principali fonti di diffusione della malattia.I platani devono essere pertanto abbattuti con tutte le precauzioni possibili, raccogliendo la segatura prodotta e distruggendola insieme al restante materiale infetto. E´ il Servizio fitosanitario regionale che autorizza l´abbattimento delle piante malate.
La malattia si presenta con due sintomatologie distinte: una acuta (improvvisa) e una cronica (più lenta). A tarda primavera o durante l'estate si verificano improvvisi disseccamenti di branche o dell'intera chioma. Le foglie colpite disseccano e rimangono sulla pianta anche per lungo tempo. La pianta si presenta deperita con foglie di dimensioni ridotte e possibili ingiallimenti delle stesse. La ripresa vegetativa avviene in ritardo con stentato sviluppo. Il decorso della malattia può durare 2 o 3 anni, poi la pianta entra precocemente in riposo vegetativo e nella primavera successiva non germoglia.
Quando l'attacco è localizzato sul tronco o sulle branche (generalmente nella parte basa le) si notano dei cancri più o meno estesi di forma triangolare o ellissoidale. In corrispondenza degli stessi si notano depressioni e fessurazioni e la corteccia assume una caratteristica colorazione marrone che contrasta con quella verde chiara delle parti vicine. Ai lati della zona colpita, la corteccia si rigonfia e si crepa longitudinalmente. lì legno sottostante imbrunisce. Spesso le piante colpite emettono dei polloni che, successivamente, muoiono.
Le vie di penetrazione più comuni del cancro colorato del platano sono rappresentate dalle ferite che vengono a contatto con il fungo contenuto nelle parti di piante infette. L'uomo è quindi il principale responsabile della diffusione della malattia quando pota, quando provoca soluzioni di continuità, quando abbandona materiale vegetale infetto, fonte pericolosa d'inoculo. L'infezione può passare da una pianta all'altra anche tramite anastomosi radicali, unione tra radici, molto frequenti se le piante sono vicine. Altro mezzo di contagio sembra essere l'acqua dei fossati che trasporta l'inoculo presente nelle radici ammalate o nei residui vegetali prodotti con la potatura o l'abbattimento.
Durante le operazioni di taglio è necessario raccogliere con frequenza la segatura prodotta e di struggerla con tutto il materiale di risulta; sradicare le ceppaie delle piante infette. Tutto il terreno circostante ed il materiale ricavato dall'abbattimento delle piante dovranno essere irrorati con benzimidazolici allo 0,25%.
Inviato da: ustampa - Sabato, 18 Marzo 2006 - (1824 Letture) - -